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11 agosto 2014 - Cat: Normativa
  

Dopo sei anni notificato alla Commissione Europea il D.Lgs. 81/2008


Questa volta solo sfiorata una nuova procedura d’infrazione per la mancata notifica in violazione dell'articolo 18 della direttiva europea 89/391/CEE. La denuncia di Marco Bazzoni, i passi del nostro paese e la risposta della Commissione Europea.

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Lussemburgo, 11 Ago – Da anni se ne tessono le lodi come tappa fondamentale nel miglioramento in Europa della salute e della sicurezza sul lavoro - magari dimenticando quanto sia stata importante per la nostra stessa legislazione - ma la direttiva quadro europea 89/391/CEE sulla sicurezza e la salute dei lavoratori, adottata nel 1989, continua inspiegabilmente ad essere “problematica” per noi italiani.
E non parliamo in questo caso del suo non corretto recepimento contestato dalla Commissione europea su alcuni aspetti “delicati”: vedi le procedure d’infrazione n. 2013/4117, n. 2010/4227 o le più recenti denunce alle quali il nostro governo ha risposto con alterni successi.


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Parliamo di qualcosa apparentemente semplice.
Questo infatti è il testo dell’articolo 18 (Disposizioni finali) della direttiva 89/391/CEE:
 
Articolo 18 - Disposizioni finali
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva al più tardi il 31 dicembre 1992. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno da essi già adottate o che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
3. Ogni cinque anni, gli Stati membri presentano alla Commissione un rapporto sull'attuazione pratica delle disposizioni della presente direttiva, indicando i punti di vista delle parti sociali. La Commissione ne informa il Parlamento europeo, il Consiglio, il Comitato economico e sociale ed il Comitato consultivo per la sicurezza, l'igiene e la protezione della salute sul luogo di lavoro.
4. La Commissione presenta periodicamente al Parlamento europeo, al Consiglio ed al Comitato economico e sociale una relazione relativa all'attuazione della presente direttiva, tenendo conto dei paragrafi 1, 2 e 3.
 
Nulla di complicato, all’Italia è richiesta una semplice notifica alla Commissione Europea del D.Lgs. 81/2008 del 9 aprile 2008, “Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.
 
Ma la notifica, fino a poco tempo fa, mancava.
Tanto da dare a Marco Bazzoni, l’RLS toscano che conosciamo per le varie denunce alla Commissione europea in questi anni, lo spunto per inviare nel marzo del 2014 una nuova denuncia per la mancata notifica (violazione dell'articolo 18, paragrafo 2, della direttiva europea quadro 89/391/CEE) alla banca dati del NIF (banca dati sulle infrazioni) del D.Lgs 81/2008 quale MNE (misura nazionale di esecuzione).
 
Qualche volta tuttavia le storie di mancati recepimenti e denunce ,che spesso ci caratterizzano (sono più di cento le procedure d’infrazione che ci riguardano su vari temi), hanno anche un “lieto” fine. Molto probabilmente “stimolato” anche dalla denuncia di Marco Bazzoni che era già stata protocollata dalla Commissione al n. CHAP(2014)00896.
 
Riprendiamo quanto indicato dalla lettera, che alleghiamo, inviata all’RLS toscano il 4 agosto 2014 da Maria Teresa Moitinho de Almeida - a nome della Commissione Europea (DG Occupazione, affari sociali e inclusione - Legislazione sociale e del lavoro, dialogo sociale - Salute, sicurezza e igiene sul lavoro).
 
Ho il piacere di informarLa che, a seguito di un intervento della Commissione presso le autorità italiane competenti mediante lettera amministrativa, l'Italia si è conformata al diritto dell'Unione dando comunicazione ufficiale della normativa nazionale di attuazione della direttiva 89/391/CEE, ossia del testo del "decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81" e delle sue disposizioni di modifica - MNE(2014)53639. Il problema da Lei sollevato è pertanto risolto.
 
Rimandando ad un altro momento la domanda del perché il problema non si fosse risolto già nel 2008 o al più tardi nel 2009, accontentiamoci per il momento di sapere che dopo circa sei anni (!!) siamo riusciti a notificare il nostro Testo Unico.
 
Insomma un motivo - in periodo di possibili ferie – per cercare di rasserenarsi e sapere che, almeno per questa volta, abbiamo evitato il contenzioso e le salate sanzioni per il mancato adeguamento alla normativa dell’Unione Europea.
 
 
 
 
 
Tiziano Menduto
 
 
 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 

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Rispondi Autore: Gfr Sicurezza 11/08/2014 (02:31:43)
...meglio tardi che mai!!....questa è l'Italia. ?.

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