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La formazione e i formatori alla sicurezza


Videointerviste realizzate durante la presentazione di una ricerca sulla figura del formatore alla sicurezza: al Direttore Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, al Direttore Inail della Regione Lazio e al Presidente dell’Anmil.

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Il primo dicembre 2010 è stato presentato a Roma il “ Rapporto AiFOS 2010” che raccoglie un articolata ricerca che AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) ha svolto nel 2010 per delineare un’immagine precisa e completa di coloro che oggi svolgono l’attività di formatore per la sicurezza sul lavoro.  
Immagine che potrà essere un utile contributo per i lavori della Commissione Consultiva permanente per la sicurezza a cui il D.Lgs. 106/2009 ha affidato il compito di elaborare criteri di qualificazione della figura del formatore.
 
Durante la presentazione del “ Rapporto AiFOS 2010” abbiamo svolto diverse interviste ai relatori, oltre a quella già pubblicata alla Dott.essa Cinzia Frascheri che riporta gli orientamenti odierni della Commissione consultiva. Interviste che hanno ripreso gli argomenti trattati nell’incontro e, in certi casi, hanno approfondito alcuni contributi sul tema pubblicati nel quarto numero dei Quaderni della Sicurezza di AiFOS.


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Le videointerviste
 
L’intervista che entra maggiormente nel merito dei temi della ricerca è quella fatta al Dott. Paolo Pennesi, Direttore Generale per l’ Attività Ispettiva, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Relatore che non solo è intervenuto alla presentazione del Rapporto AiFOS, ma ha anche scritto di questi temi sul Quaderno della Sicurezza AiFOS ……
 
Qual è il ruolo del formatore della sicurezza?
Come rendere la formazione efficace e capace di incidere sui comportamenti?
L’attività di formazione viene prevalentemente “esternalizzata” a consulenti non organici al contesto aziendale. Quali i vantaggi o svantaggi di questa scelta?
Chi è il formatore che emerge dalla ricerca? Quali sono i punti deboli e i punti forti del formatore di oggi?
La formazione deve essere differenziata in relazione alla contrattualizzazione del lavoratore?
Siamo in attesa della previsione normativa che disciplini e dettagli i criteri di qualificazione del formatore… Come si spiega il ritardo di molti decreti attuativi del Decreto legislativo 81/2008?
 
 
 
 
Durante la presentazione del Rapporto AiFOS abbiamo intervistato anche l’architetto Antonio Napolitano, Direttore INAIL della Regione Lazio
 
Qual è la situazione infortunistica nel Lazio?
E quali progetti sono in essere per migliorare quantitativamente e qualitativamente la formazione sulla sicurezza?
Lavorare per un lavoro a infortuni zero è solo un’utopia?
Bisogna parlare di “cultura” o “coltura” della sicurezza?
 
 
 
 
 
Infine abbiamo intervistato Franco Bettoni, Presidente dell’ ANMIL, Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, un’associazione che dal 1943 si occupa della tutela e della rappresentanza delle vittime di infortuni sul lavoro e delle vedove e degli orfani dei caduti e promuove iniziative tese a migliorare la legislazione in materia di infortuni sul lavoro e di reinserimento lavorativo.
 
Un buon formatore e una buona formazione permettono di ridurre gli incidenti?
Qual è la sua esperienza di persona che ha subito un infortunio sul lavoro nel 1976? Qual è la differenza tra la prevenzione di allora e di oggi?
Come rendere efficace e più “autentica” la formazione?
Una formazione deve essere solo tecnica o deve riuscire anche a far comprendere la “sofferenza” di un infortunio, “arrivare al cuore”?
Per diminuire gli infortuni futuri è importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione partendo già dalle scuole?
Qual è la risposta, l’apertura, delle istituzioni scolastiche, dei ragazzi e delle amministrazioni pubbliche a queste iniziative di formazione?
 
 
 

 
Articolo e interviste a cura di Tiziano Menduto
 
 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Rispondi Autore: Fabio Grandini14/01/2011 (07:32:44)
Sono pienamente d'accordo riguardo alla formazione nelle scuole. Noi "formatori" avremmo bisogno di "incentivi" e di collaborazione da parte delle organizzazioni scolastiche per anche solo 1 ora a settimana di insegnamento della cultura della sicurezza. Gli strumenti ci sono, ma soprattutto la straordinaria capacità dei bambini di apprendere (età 3 - 7 anni) potrebbe garantirgli un futuro migliore. Se avessi la possibilità di dedicare parte del mio tempo inizierei anche da ora a progetti per i bambini.
Rispondi Autore: Francesco Cuccuini16/01/2011 (15:21:58)
Paolo Pennisi al tempo 2:10
[..] la maggior parte dei formatori ha una preparazione umanistica [..]

??????????????????

...quindi solo geometri, periti, architetti, ingeneri, agronomi !?!

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