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Accordo Stato regioni per la formazione: penalizzata ancora la FAD


Anticipazioni e commenti sui contenuti del nuovo accordo Stato Regioni in merito alla formazione di lavoratori, dirigenti e datori di lavoro: dopo la mancata sperimentazione per i RSPP, penalizzata ancora la formazione a distanza. Di L. M. Meroni.

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A cura di Luigi Matteo Meroni, direttore di PuntoSicuro.
 
Si sta concludendo l’iter degli accordi in sede di Conferenza Stato - Regioni per la definizione delle metodologie e dei contenuti della formazione dei lavoratori, dei dirigenti e dei datori di lavoro, così come previsto dal decreto legislativo 81/2008.
 
Rispetto a quanto anticipato da PuntoSicuro a dicembre, questi accordi sono ora in fase di conclusione della discussione all’interno delle strutture tecniche del Ministero del lavoro e delle regioni e sono in corso le numerose consultazioni con le parti sociali.
Dalle informazioni in nostro possesso è ipotizzabile che l’accordo possa essere concluso e votato dalla Conferenza Stato - Regioni prima della fine di gennaio.
 
Per la seconda volta, dopo l’accordo sulla formazione degli RSPP che aveva escluso provvisoriamente la formazione a distanza nella fase di sperimentazione e rodaggio del sistema (fase in realtà terminata da tempo), anche oggi vediamo fortemente penalizzata, ed in modo non motivato, questa metodologia per erogare la formazione sui temi della sicurezza e salute sul lavoro.

 
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Negli accordi saranno introdotti nuovi parametri obbligatori per quanto attiene la prima formazione ai lavoratori sulla sicurezza: questa dovrà essere effettuata con corsi minimo di 8 ore (basso rischio) per passare a 12 ore (medio rischio) e 16 ore (alto rischio) con un ulteriore obbligo di corsi di aggiornamento di 8 ore nel quinquennio successivo.
 
Per quanto riguarda invece la formazione dei datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, il nuovo accordo andrà a sostituire le indicazioni dell’articolo 3 del Decreto Ministeriale 16 gennaio 1997, introducendo anche in questo caso, obblighi di aggiornamento quinquennali (da 12 a 20 ore). I corsi sono articolati in tre differenti livelli di rischio (da individuare in riferimento al settore Ateco di appartenenza dell’azienda): basso (durata minima di 16 ore), medio (32 ore) e alto (48 ore).
 
Anche per la formazione dei dirigenti saranno inseriti importanti obblighi in termini di durata partendo da almeno 16 ore di corso.
 
Inoltre sono stati previsti percorsi formativi anche per i lavoratori autonomi, così come individuati dall’articolo 21 del decreto 81/2008.
 
Il problema che faccio rilevare è che in tale ipotesi di accordo viene esplicitamente fatto divieto di effettuare tali corsi di formazione attraverso una metodologia didatticamente molto efficace e nello stesso tempo economica per le imprese: la FAD  (formazione a distanza, o e-learning, o formazione on-line che dir si voglia), salvo che per gli aggiornamenti quinquennali e per altri utilizzi minimali.
 
La formazione a distanza è una metodologia oramai affermata e sperimentata (un esempio per tutti: la FAD prevista dal sistema ECM, Educazione Continua in Medicina del Ministero della Salute) che coniuga le esigenze formative con quelle di gestione aziendale, consentendo l’erogazione della formazione nei tempi e negli spazi più consoni al lavoratore e alle esigenze del ciclo lavorativo (potendo infatti diluire nei giorni e nei luoghi le sessioni formative, senza la rigidità degli orari di un incontro in aula). Metodologia particolarmente adatta ai percorsi formativi dei lavoratori nelle attività a BASSO RISCHIO.
 
Non esiste alcuna motivazione scientificamente accettabile a sostegno della logica di tale provvedimento in quanto escludere la possibilità di ricorrere a sistemi di formazione a distanza (FAD) per effettuare la formazione ai lavoratori è di fatto una presa di posizione arcaica che non mette al centro l’obiettivo (effettuare una formazione efficace sulla sicurezza a milioni di lavoratori) quanto meri interessi di bottega e risponde a logiche di difesa di posizioni privilegiate.
 
Nell'accordo è stata esclusa la FAD per i lavori a basso rischio (se non per una minima parte nel modulo “formazione generale”). Vengono così obbligate all’aula attività formative come il rischio videoterminali che per loro natura si prestano perfettamente alla formazione a distanza, evitando spostamenti e costi elevati ma conservando l’efficacia formativa. Si tratta di milioni di lavoratori, generalmente del terziario, di fascia culturale superiore, che utilizzano Internet come strumento di quotidiano lavoro, come avviene per assicurazioni, banche, software house, professionisti, pubblica amministrazione, uffici pubblici e privati. La formazione generale dei lavoratori (4 ore) è stata divisa a metà, due ore in FAD e due ore in aula, con la conseguente impossibilità di un progetto formativo organico e strutturato, come sarebbe stato possibile con una scelta non pasticciata.
 
Per quanto concerne il controllo sulle attività formative a distanza, erano state offerte tutte le metodologie e le garanzie affinché la Pubblica Amministrazione potesse esercitare efficacemente il suo diritto-dovere di controllo, sia in fase di accreditamento dei soggetti formatori, sia in fase di controllo diretto sull’effettività della formazione a distanza.
 
La “vera” formazione a distanza scientificamente e rigorosamente erogata, non deve quindi essere confusa con la “vendita” on line degli attestati che aziende senza scrupoli offrono sul mercato.
 
Quello che probabilmente sfugge è anche l’impatto che tale provvedimento potrà anche avere a livello economico sulle imprese in termini di costi e blocco di produzione. Se ipotizzassimo che i 5.226.814 dipendenti degli associati CONFINDUSTRIA fossero tutti in aziende a basso rischio e dovessero fare solo 8 ore di formazione in aula (e non quindi le 12 o 16 del medio o alto rischio) si parla di OLTRE 41 MILIONI ore di lavoro non lavorate, a cui si debbono aggiungere i costi per la formazione e i costi e i disagi relativi alla logistica, trasferte, fermo attività, riorganizzazione turni, ecc.
Questo conteggio non considera tutti i lavoratori del settore artigianato, commercio, agricoltura, pubblica amministrazione, studi professionali, ecc.
Senza considerare che tutti i dirigenti dovranno ricevere minimo 16 ore di formazione in aula e spostarsi quindi dalla sede di lavoro per due giornate.
 
Con tutta franchezza, penso che si sia scelto di riservare sostanzialmente tutta la formazione ad un circolo chiuso di interessi, che peraltro non sempre offre garanzie sul piano scientifico e dell’efficacia formativa. L’assoluta abnormità è che nel processo decisionale un ruolo importantissimo, se non decisivo, sia riservato a lobby della formazione, anche pubbliche e sindacali, che della formazione sono i principali dispensatori diretti, con importantissimi ritorni sul piano economico.
A questi interessi, con il contorno di Enti paritetici, bilaterali, Comitati, la FAD appare sacrificata, con una ammissione esclusivamente di facciata, che salvi la forma ma che esclude nella sostanza, continuando così quella prassi tutta italiana che nega il mercato, la concorrenzialità e quindi la crescita e la qualità in settori in cui gli interessi di pochi inducono a prediligere le “riserve di caccia”.
 
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ALLEGATI
1. Valore e qualità della formazione a distanza come strumento moderno ed efficace per lo sviluppo delle imprese.
2. IL RIGORE DIDATTICO DI UN SISTEMA DI FAD DI ECCELLENZA SULLA SICUREZZA
 
ALLEGATO 1
Valore e qualità della formazione a distanza come strumento moderno ed efficace per lo sviluppo delle imprese.
Dopo il Consiglio Europeo di Lisbona - la formazione a distanza (e-learning) si è imposta con sempre maggior forza nei piani educativi della Commissione Europea, con tre specifiche iniziative:
- EEurope, che ha sviluppato un piano specifico sull'e-learning nel 2005;
- Education and Training 2010, con l'obiettivo di sviluppare nuovi servizi di supporto alla formazione;
- eLearning Initiative, area di progetti specifici per l'e-learning, con l'obiettivo di creare nell'Europa comunitaria un realtà di formazione continua.
Il lavoro delle Commissioni comunitarie (documento 1) è raccolto dal sito www.elearningeuropa.info, il sito ufficiale della Commissione Europea specificamente dedicato all’e-learning.
 
Sempre a livello di governo Europeo sono anche stati avviati degli importanti progetti (documento 2) a favore dell'e-learning: Socrates/Minerva, che copre tutte le aree dell'educazione e della formazione svolta con tecnologie informatiche, e Leonardo Da Vinci, essenzialmente rivolto allo sviluppo di progetti di formazione continua, e sono oggi attivi per il 2010 nuovi programmi finalizzati alla formazione permanente (documento 3).
 
Il forte interesse del Governo Europeo per le opportunità della formazione a distanza è stato recepito in questi anni dal Governo Italiano a più riprese (documento 4), sia a livello di amministrazione centrale, con numerose iniziative relative alla formazione a distanza attive presso diversi ministeri (Salute; Istruzione Università e Ricerca; Pubblica Amministrazione e Innovazione – documenti 5, 6 e 7 - Lavoro e Politiche Sociali), sia a livello di amministrazione periferica , con le diverse e valide esperienze di formazione a distanza riferite a numerosi settori professionali e svolte, in modo autonomo, dalle diverse Regioni italiane (documento 8).
 
A tutte queste iniziative di formazione a distanza realizzate dal Governo, dalle Regioni o dai comuni si sono anche affiancate le iniziative realizzate da organizzazioni sindacali di categorie diverse, che hanno immediatamente intuito e valorizzato ai loro fini le potenzialità della formazione a distanza (documenti 9 e 10).
 
Nonostante tutto questo lavoro per far crescere – anche attraverso lo strumento della FAD – la formazione dei lavoratori delle imprese italiane, nel 2008 la media europea delle imprese che hanno offerto formazione ai propri dipendenti è pari al 60%, mentre l’Italia raggiunge appena il 32%, collocandosi al terzultimo posto in Europa, con una performance che ci avvicina a quelle registrate nei paesi neocomunitari.
 
In quest’ambito, la formazione a distanza relativa alla salute e sicurezza sul lavoro mostra una particolare duttilità che ne esalta l’efficacia, consentendo una formazione corretta e completa senza bisogno di spostamenti dal luogo di lavoro. La FAD permette, inoltre, per le sue peculiarità di somministrazione, un miglior livello di formazione ed un maggior controllo delle stesse attività formative, sia in termini di valutazione che di certificazione.
 
Sono attivi ormai da tempo, in Italia, sia da parte di diverse organizzazioni sindacali, sia da parte di organizzazioni private, numerosi corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro erogati a distanza, prevalentemente attraverso piattaforme elettroniche (documenti 13 e 14) che godono del sostegno governativo.
 
Costituiscono un significativo esempio i corsi sulla sicurezza proposti dal Politecnico di Milano in collaborazione con il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali (documento 15) ed i corsi realizzati con la modalità della formazione a distanza all'interno dei programmi ECM (Educazione Continua in Medicina) (documento 16).
 
Per regolare e potenziare queste iniziative alcuni enti locali – in primis la Regione Lombardia (documento 17) si sono addirittura dotati di proprie linee guida per regolamentare le attività di formazione a distanza dei soggetti accreditati.
 
Va sottolineato che nell’ambito della formazione – e specificamente della salute e sicurezza sul lavoro – esistono in Italia aziende leader impegnate, da oltre dieci anni con professionalità di eccellenza e con cospicui investimenti, che producono progetti formativi specialistici sulla sicurezza sul lavoro, che hanno riscosso importanti successi sia sul piano interno che su quello internazionale.
 
In una situazione di diffusa difficoltà dell’economia globale, ed in vista di una ripresa più o meno lontana, più o meno difficile ma che certamente premierà la conoscenza, la competenza e la professionalità, di cui la sicurezza è componente essenziale, la formazione a distanza si configura come un asset strategico, ovviamente negli ambiti naturali e compatibili, da sostenere e da valorizzare, seguendo le indicazioni sovranazionali e le positive intuizioni che a tutti i livelli – dal Governo alle Regioni – si stanno sviluppando in Italia.
 
Alcuni siti di riferimento sulla formazione in Italia, con particolare attenzione agli aspetti di formazione a distanza.
http://www.eformazionecontinua.it portale del Ministero del Lavoro riferito a tutte le iniziative di formazione continua svolte in Italia.
http://www.ispesl.it/whp/documenti/carta2000nuova.htm ISPEL - Carta 2000 Sicurezza sul lavoro - Governo, Regioni e Parti Sociali
http://www.innovazione.gov.it Sito ufficiale del Ministro per l’innovazione e le tecnologie dove si possono consultare i testi delle direttive emanate dal Ministro e la documentazione prodotta a livello istituzionale relativo all’uso dell’ICT (Information and Communication Technology) nel settore della formazione.
http://www.cnipa.it Sito del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione. La sezione “e-learning” contiene informazioni sulle attività svolte dal Centro in materia.
http://formazione.formez.it Area del sito Formez, istituto che opera a livello nazionale e risponde al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio, che fornisce assistenza tecnica e servizi formativi e informativi soprattutto alle amministrazioni locali.
http://www.anee.it/anee/osservatorio.htm ANEE/ASSINFORM analizza il settore dell’e-learning in Italia e produce ogni anno il report dell’Osservatorio e-Learning Italia.
http://www.sicurfad.it l sito dedicato all'informazione e alla formazione a distanza sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro del distretto toscano di Prato.
www.elearningeuropa.info Il sito della Commissione Europea specificamente dedicato all’e-learning con migliaia di documenti e ricerca sull’e-learning.
www.elearningpapers.eu Sito che promuove l’uso dell’ICT nella formazione permanente in Europa e raccoglie tutti i papers e le ricerche relative ai progetti in corso nei diversi paesi dell’unione.
 
Documenti allegati (formato zip, 20.7 MB):
1_E-learning_Quality_in_SMEs.pdf - FAD in ECM.pdf
2_State art elearning europe.pdf
3_Consiglio unione europea-formazione 2010.pdf
4_Strategia di lisbona.pdf
5_Direttiva 6 agosto 2004.pdf
6_direttiva_elearning.PDF
7_Vademecum realizzazione progetti formativi.pdf
8 - Rapporto al Parlamento 08 - 11feb.pdf
9_Modelli e metodologie per la formazione continua.pdf
10_Guida ai metodi per innovare la formazione.pdf
11_Elearning_Quality_EN.pdf
12_abstract_osservatorio_e-learning2006.pdf
13_Dispositivo_FAD_apprendisti_sondrio_2008.pdf
14_il futuro dell'elearning_METID.pdf
15_apprendo_impatto elearning.pdf
16_FAD in ECM.pdf
17_Regione Lombardia linee guida per la formazione a distanza.pdf
 
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ALLEGATO 2
IL RIGORE DIDATTICO DI UN SISTEMA DI FAD DI ECCELLENZA SULLA SICUREZZA
 
1 LA PIATTAFORMA
Un sistema FAD si appoggia su una piattaforma tecnologica appositamente progettata al fine di erogare corsi on-line. E' importante che la piattaforma sia stabile dal punto di vista software e si appoggi su infrastrutture informatiche adeguatamente strutturate per reggere il traffico degli utenti e sicure per garantire la tutela dei dati personali trattati.
 
2 LA PROGETTAZIONE DEI CONTENUTI
La qualità e l'efficacia di un sistema di formazione on-line dipende soprattutto da come sono stati progettati i contenuti del corso. E' importante rispettare le richieste minime di legge (laddove esistenti) e progettare un corso che sia in grado di comunicare con chiarezza ed efficacia all'utente. E' auspicabile la compilazione di un test di comprensione linguistica (soprattutto per utenti stranieri) prima che questi possano accedere al corso. Il docente deve utilizzare un linguaggio chiaro e comprensibile; le slides devono essere facilmente leggibili; i filmati di approfondimento debbono essere realizzati con professionalità e rendere chiaramente comprensibili gli esempi a cui si riferiscono; i documenti di approfondimento debbono essere chiari, ricchi di illustrazioni e non eccessivi in termini di dimensione; i test di verifica dell'apprendimento debbono essere ricchi di domande progettate in modo che non siano eccessivamente complesse ma nemmeno banali, adeguate ed inerenti ai contenuti delle lezioni e in numero almeno doppio rispetto a quelle visualizzate dall'utente in modo da garantire l'impossibilità di proporre test uguali in caso di mancato superamento da parte dell'utente; la durata del corso deve rispondere alle richieste di legge; la durata deve essere misurata calcolando i tempi di fruizione da parte di un utente medio; il tempo di fruizione si misura calcolando quanto questo ci impiega a prendere visione dei vari componenti del corso senza applicare nessun coefficiente inventato (ad es. assumendo che un'ora di FAD equivale a 2 ore d'aula)
 
3 IL TUTORAGGIO
L'attività didattica on-line deve sempre essere assistita da un tutor a disposizione dell'utente per rispondere ad eventuali quesiti e per farlo sentire tranquillo che qualcuno lo sta assistendo nel suo percorso didattico. La reportistica dell'attività degli utenti è disponibile in formato elettronico e questo consente il grande vantaggio di effettuare statistiche ed analisi sull'andamento dei corsi da parte dell'amministratore di sistema.
 
4 IL RIGORE DIDATTICO
E' di fondamentale importanza che il sistema FAD sia progettato per offrire il massimo rigore didattico tecnicamente possibile. Ogni componente didattico del corso deve essere visto per intero dall'utente per essere dato per acquisito dal sistema. I test debbono essere progettati in modo rigoroso perchè in caso di non superamento l'utente si trovi con un test diverso dal precedente. Il superamento del test di verifica deve avvenire soltanto con la percentuale di sufficienza considerata necessaria per il tipo di corso (almeno l' 80% di risposte esatte) da parte dell'utente. Tale controllo di sistema non può in alcun modo essere by-passato dall'utente.
In alcune tipologie di corsi sono previste esercitazioni scritte da parte dell'utente che debbono essere controllate dal tutor prima di consentire all'utente la prosecuzione o la chiusura del corso.
 
5 L'ARCHITETTURA TECNOLOGICA
Un sistema FAD deve essere stabile nel tempo e funzionare anche in caso di picchi di utenti che vi si collegano. E'importante quindi che l'infrastruttura tecnologica su cui si appoggia sia ben strutturata e ben assistita in server farm che garantiscano continuità del servizio h24, idonei sistemi di back-up e di ripristino, connettività suppletive ed alternative in caso di cadute di linea o picchi di traffico e sistemi di gestione dei dati contenuti tali da garantirne riservatezza.
 
6 LA DOCUMENTAZIONE
L'iscrizione dell'utente avviene attraverso un modulo di assunzione di responsabilità dell'azienda committente rispetto al fatto che si impegna a:
- rendere disponibili all'utente le attrezzature necessarie alla fruizione del corso
- vigilare perchè questa avvenga in orario di lavoro
- vigilare perchè solo l'utente iscritto segua il corso
L'esito del test di verifica finale della formazione, che riporta l'elenco delle domande e delle risposte, i dati dell'utente, il titolo del corso e la data di chiusura viene stampato dall'utente e deve essere firmato e consegnato all'azienda. L'utente in questo modo autocertifica di avere compilato personalmente il test di verifica e di avere seguito il corso.
Un sistema FAD progettato in modo idoneo consente l'estrazione dei LOG dell'utente ovvero del numero delle volte in cui egli è entrato nel sistema didattico con data, ora e durata della connessione, tali dati possono essere stampati
 
7 IL CONTROLLO DELL'ATTIVITA' DIDATTICA
Un sistema FAD adeguatamente progettato consente la possibilità da parte di un organismo di vigilanza di operare attività di verifica on-line su ciascun utente.
L'amministratore dei corsi deve avere la possibilità di controllare in ogni momento la situazione del percorso formativo dell'utente, accedendo ai dati dei LOG dell'utente ovvero il numero delle volte in cui egli è entrato nel sistema didattico con data, ora e durata della connessione; i corsi, le unità didattiche e le singole parti del corso svolte con i dati di valutazione dell'efficacia del corso svolto.
Tale attività di verifica potrebbe essere svolta a titolo oneroso con costi a carico dell'ente erogatore della formazione.
 
8 IL MERCATO
Piuttosto che intervenire con divieti sarebbe più utile proporre la creazione di appositi albi degli enti accreditati autorizzati ad erogare servizi professionali di FAD, cosa che consentirebbe di eliminare quei soggetti che agiscono nel mercato in modo illegale vendendo attestati a fronte di nessuna azione didattica ad essi collegati
 
9. DEMO
 



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Rispondi Autore: massimo santi25/01/2010 (08:08)
Condivido totalmente quanto esposto nell'articolo di L. Meroni. ho avuto esperienza dell'inutilità dei corsi in aula tenuti dopo una giornata di lavoro e condotti da docenti annoiati e impreparati, totalmente avulsi dalle realtà del mondo del lavoro. sono convinto che la Fad permetterebbe una stimolante formazione interna alle aziende e la sicurezza non sarebbe più vista soltanto come un gravoso onere, ma come un'occasione di crescita professionale. saluti.
Rispondi Autore: riccardo borghetto25/01/2010 (08:49)
Concordo con quanto detto da Luigi Meroni.
In alcune attività a basso rischio la formazione a distanza, se ben progettata e realizzata può essere di efficacia pari o superiore ad un corso tradizionale, presentando una serie di vantaggi.
Teniamo presente che gli organismi di formazione di tipo sindacale e confindustriale contribuiscono al mantenimento economico delle rispettive strutture.
Lo stesso vale per l'accreditamento obbligatorio per alcune attività.
E' assurdo che organismi che effettuano formazione sulla sicurezza da oltre un decennio, dotati di sistemi qualità non possano effettuare alcuni tipi di formazione, quando invece organismi di formazione accreditati che non hanno mai fatto formazione sulla sicurezza e non lo fanno (ad esempio enti che effettuano corsi di lingua straniera) lo possano fare.
Riccardo Borghetto
Rispondi Autore: Francesco Cuccuini25/01/2010 (09:49)
Se i confronti e i termini di paragone sono con esempi negativi o di non-eccellenza niente é valido e tutto é da rifiutare.

Nella FAD, come in mille altri settori, deve essere affinato il metodo di controllo e di efficacia per assicurare la qualità dei prodotti FAD.

Invece di vietare l'uso della FAD, per manifesta incapacità di controllo, affiniamo i metodi per garantire prodotti FAD di qualità.

Cordiali saluti
Rispondi Autore: Paolo Alemani25/01/2010 (11:35)
Buongiorno a tutti, parlo per esperienza diretta, i corsi "dal vivo" spesso sono delle facciate che servono a far pagare la retta e erogare attestati senza nessuna preparazione (in uno degli ultimi il docente continuava a sostenere che essendo noi dei consulenti ne sapevamo più di lui e abbiamo passato diverse ore a girovagare su internet visionando le solite false notizie e concetti al limite del paranormale). Un buon corso FAD permette a chi di dovere di giudicare la qualità del materiale e permette di dare dei giudizi imparziali, ho il sospetto che le lobby della formazione abbiamo paura principalmente di questo. Quello che si dice nelle aule sono parole al vento, nel corso on line non ci si può permettere di dire le castronerie (per non dire di peggio) che ho ascoltato.
Inoltre un corso validato dovrebbe garantire la preparazione del docente in materie scientifiche e non sulle "leggende metropolitane" di cui, purtroppo, è intrisa anche la normativa di cui tutti i giorni ci occupiamo.
Saluti.
Rispondi Autore: Patrizio Cantelmi25/01/2010 (16:55)
Buonasera a tutti voi.
La notizia ha dell'incredibile, sembra di fare tanti passi indietro.
Mi chiedo allora perchè la FaD sia permessa per i corsi di aggiornamento per Aspp/Rspp...perchè 2 su 4 nei corsi per lavoratori nelle aziende a basso rischio.
Sinceramente non penso sia una questione di Lobby, chi è bravo ed organizzato per fare formazione in aula può farla anche in Fad.
Un'ultima domanda...ma il D.M. 16/01/1997 verrà modificato integralmente?
Ciò vuol dire che anche per gli RLS non si potranno fare i corsi in Fad (nell'articolo non se ne parla)
E per i corsi antincendio basso come la mettiamo?
Grazie a chiunque di voi intenda rispondere
Rispondi Autore: giulio regosa26/01/2010 (06:49)
Buongiorno,mi chiamo Giulio Regosa e mi occupo di formazione nel settore della sicurezza sul lavoro - più esattamente degli aspetti di comunicazione per la formazione e l'informazione - e leggo oggi con tristezza e preoccupazione l'articolo del dott. Meroni che ci anticipa il prossimo gravissimo errore che sta per essere commesso riguardo alla Formazione a distanza.

E' incredibile constatare come i soggetti coinvolti nel processo di formulazione di queste norme non solo siano completamente all'oscuro di tutte le norme comunitarie, le indicazione e le buone prassi che in questo settore dell'e-learning la comunità europea rivolge costantemente ai governi nazionali per sviluppare programmi formativi a distanza basati sulla qualità e sull'efficacia; ma addirittura non prendano nemmeno in considerazione i meri dati di giornate di lavoro perse per fini formativi che il sistema delle imprese si troverà a pagare all'approvazione di questo accordo.

Naturalmente (ed è estremamente facile immaginarlo), il risultato sarà un grave peggioramento della formazione relativa alla sicurezza sul lavoro: con una diminuzione globale della sicurezza e della conoscenza dei rischi presso tutte le fasce dei lavoratori e un aumento esponenziale dei costi diretti e indiretti per tutte le aziende.

A chi giova, quindi, questa norma sciocca, retrogada e già inefficace in partenza? Lo dice bene il dott. Meroni, quando mi fa immaginare il "circolo chiuso di interessi, che peraltro non sempre offre garanzie sul piano scientifico e dell’efficacia formativa" costituito da "lobby della formazione, anche pubbliche e sindacali ... con il contorno di Enti paritetici, bilaterali, Comitati".

E', insomma, l'Italia di "mio cuggino", quella che tutti conosciamo e che da sempre mi fa schifo, dove invece di puntare a creare un mercato serio e di qualità, vengono sostenuti gli interessi di pochi cadaveri eccellenti che, in breve tempo, ammorberanno e avveleneranno tutto il settore della formazione sulla sicurezza sul lavoro.

Come sempre, sembra che non ci sia niente da fare. Anzi, è certo.

Personalmente, attendo la pubblicazione di questo accordo per valutare la possibilità di un ricorso presso il Tribunale di primo grado della Corte Europea sia riguardo al diritto di concorrenza (che viene brutalmente cancellato da questo accordo), sia riguardo al rispetto delle numerose norme, iniziative e programmi a sostegno dell'e-learning che la commissione Europea ha emanato in questi anno e che continua a sostenere con forza e intelligenza (http://www.elearningeuropa.info/main/index.php?page=ecprograms).

Segnalo quindi anche ad altri soggetti privati e imprenditoriali la possibilità di ricorrere al Tribunale Europeo - anche in forma collettiva - per cercare di contrastare l'attuazione di un accordo iniquo, clientelare e sbagliato come quello che sta per essere approvato.


Cordialmente.
Giulio Regosa
Rispondi Autore: Francesco Cuccuini26/01/2010 (11:43)
@ Paolo Alemani
[..] Quello che si dice nelle aule sono parole al vento, nel corso on line non ci si può permettere di dire le castronerie (per non dire di peggio) che ho ascoltato. [..]
Sottolineo l'importanza della possibilità di controllo di ciò che espone e dice il formatore data la presenza del file, sempre lì, inamovibile, a disposizione, controllabile.

@ Giulio Regosa
[..] l'Italia di "mio cuggino" [..]
Questa é veramente buona.

Saluti a tutti
Francesco Cuccuini
Rispondi Autore: Gabriele Brion27/01/2010 (10:14)
Sono un consulente per la sicurezza e concordo pienamente con quanto scritto dal sig. Cuccuini.
Ritengo che la FAD sia utile ma vada affinata sui controlli.
In particolare, mi riferisco ai test di apprendimento finale; ho assistito personalmente e tristemente, in una grossa azienda, al passaggio delle risposte corrette fra i colleghi per non parlare di qualcuno che è riuscito a generare risposte a casaccio sino ad ottenere il test corretto!
Quindi, a onor del vero, alcune controindicazioni ci sono; si tratta di trovare soluzioni tecnico/informatiche a prova di "furbo".
Distinti saluti.
Rispondi Autore: Alberto27/01/2010 (17:24)
caro direttore, sto seguendo con attenzione gli aggiornamenti che ci stai fornendo e oltre ad esprimerti la completa condivisioni delle tesi che stai esponendo, vorrei suggerirti di segnalare anche il concreto pericolo (per me è più di una certezza) che se le modifiche dovessero essere fatte come da te anticipato, si arriverà alla creazione di numerosi stampifici di attestati . Infatti il mercato andrà certamente in mano a pseudo-aziende che, attaccandosi un bollino fornito da assessorati, sindacati o associazioni fornirebbero l'unico vero approdo a cui potrebbero attraccare le aziende italiane, che se qualcuno non se ne fosse accorto stanno attraversando un periodo di profonda crisi economica. Immagino non possa sfuggire infatti il dettaglio che si andrebbero mediamente a triplicare i costi delle aziende per la formazione, che sebbene ritengo sia l'unica leva su cui agire per migliorare la sicurezza nelle aziende, non deve altresì trasformarsi nella ragione per farle fallire.
Speravo che in virtù della crisi economica, il lungo dibattito sulla formazione sfociasse in veri e massicci finanziamenti accessibili da tutti (non quelli INAIL per intenderci) a favore delle aziende, che invece si pensa di poter spremere sempre più.
Io continuo ad illudermi che si possa fornire vera formazione di qualità, facendola scegliere agli utenti in un regime di libero mercato
Rispondi Autore: Luigi Matteo Meroni27/01/2010 (17:44)
@ Gabriele Brion
I sistemi che consentono rigorosi controlli "a prova di furbo" esistono eccome!
Così come standard internazionali che consentono la "portabilità" dei corsi tra le diverse piattaforme e-learning. Tali standard sono nati per usi di formazione militare e aereonautica (costruzione aereoplani).
Il problema è che di queste questioni (così come della bontà dei contenuti dei corsi) interessa a pochi parlarne e che, soprattutto, si tende a confondere l'acquisto di attestati via internet (truffa che avviene alla luce del sole, basta cercare con google) con l'erogazione di servizi di formazione on-line effettivi, certificati e di qualità.
Basta con questa farsa!

Qui di seguito un estratto dell'articolo di cui sopra per chiarile il dubbio:

4 IL RIGORE DIDATTICO
E' di fondamentale importanza che il sistema FAD sia progettato per offrire il massimo rigore didattico tecnicamente possibile. Ogni componente didattico del corso deve essere visto per intero dall'utente per essere dato per acquisito dal sistema. I test debbono essere progettati in modo rigoroso perchè in caso di non superamento l'utente si trovi con un test diverso dal precedente. Il superamento del test di verifica deve avvenire soltanto con la percentuale di sufficienza considerata necessaria per il tipo di corso (almeno l' 80% di risposte esatte) da parte dell'utente. Tale controllo di sistema non può in alcun modo essere by-passato dall'utente.
In alcune tipologie di corsi sono previste esercitazioni scritte da parte dell'utente che debbono essere controllate dal tutor prima di consentire all'utente la prosecuzione o la chiusura del corso.
Rispondi Autore: Gabriele Brion01/02/2010 (09:16)
In risposta al Dott. Meroni, voglio chiarire che non metto in dubbio che i sistemi di controllo esistano, ma resta il fatto che sul mercato c'è anche dell'altro; altrimenti, non sarebbe stato possibile assistere (nel 2008) a quanto riferito nella precedente e-mail.
Non solo, mi risulta che nessuno abbia mai ritenuto tali corsi non validi!
Un datore di lavoro che sceglie i corsi on-line per motivi di praticità o di flessibilità non sempre ha la capacità di poter valutare il grado di sicurezza del prodotto!
Evidentemente, chi conosce già questi prodotti sa come orientarsi, chi si approccia per la prima volta può incorrere in spiacevoli sorprese.
Ciò, ovviamente, può accadare anche con i corsi in aula perchè non sempre i docenti sono adeguatamente preparati; infatti, proprio per questo, il legislatore si sta muovendo verso la qualificazione dei formatori.

Distinti saluti.
Rispondi Autore: Camillo Forcella03/02/2010 (09:15)
Mi occupo di formazione nella scuola e sulla sicurezza: per la formazione dei nuovi immessi in ruolo nella scuola statale lo Stato ha adottato ormai da anni la FAD. Il motivo è molto semplice: permette un grande risparmio di soldi!
Che per la formazione dei lavoratori non si voglia usare "prevalentemente" la FAD è, ovviamente, per salvaguardare l'Italia di " mio cuggino". Quale sarà il risultato? e' facile immaginarlo specialmente in un momento di grande crisi in cui le aziende fanno fatica a pagare gli stipendi (quando non chiudono del tutto!): la maggior parte delle aziende non farà nulla! Nè in aula nè FAD, aspetteranno l'eventuale arrivo delle ASL ed eventualamente pagherà la multa, magari risparmiando, anzi sicuramente risparmiando.
E così daremo l'ennesima prova che questo povero paese NON vuole crescere!
Buona giornata a tutti!
Rispondi Autore: Luigi Matteo Meroni03/02/2010 (09:17)
@ Brion,
il fatto di passarsi risposte tra colleghi (a parte l'aspetto piuttosto puerile della vicenda)si supera con sistemi che propongono test di verifica che espongono all'utente un ampio database di domande di fine corso (poniamo 20) che vengono pescate da un database di almento il doppio (cioè 40). In ogni esposizione del test a ciascun utente l'ordine ed i contenuti delle domande cambiano. E' quindi impossibile passarsi informazioni del tipo domanda 1 risposta A corretta.
Se l'utente sbaglia il test potrà ritentarlo ma con domande diverse ed in posizioni diverse.
Concordo con lei sul fatto che un datore di lavoro non sempre sia in grado di valutare la qualità di questi sistemi ma vi è un forte parallelo con i siti web. Anni fa quante aziende si sono fatte costruire dei pessimi siti web bottando i loro soldi al vento. Poi hanno imparato, almeno alcuni.
Riguardo ai corsi in aula troppe volte mi è capitato di sentire testimonianze di livelli qualitativi troppo bassi. Questa è un'altra materia su cui lavorare e benvenga una maggiore qualificazione dei formatori.

La cosa a mio parere importante è evitare di prendere posizioni arcaiche ed ignoranti rispetto ad una metodologia affermata a livello globale come la FAD, soprattutto in campo universitario (quindi ai livelli più alti della formazione) solo perchè alcuni truffano spacciando il nulla per corsi e vendendo pezzi di carta privi di alcun valore.
Rispondi Autore: Francesco Cuccuini23/02/2010 (10:58)
...l'accordo in Conferenza Stato-Regioni?
Tutto fermo? Ci sono problemi?

Saluti
Rispondi Autore: Simone Cugnata21/09/2010 (13:29:05)
Condivido totalmente quanto esposto nell'articolo di L. Meroni e a tal proposito vorrei sapere se ci sono novità sull'accordo Stato-Regioni, o se già si conosce la data in cui si riuniranno per prendere una decisione definitiva. SALUTI.
Rispondi Autore: Castiglioni Paolo04/02/2011 (15:27:15)
Sono un formatore di Sicurezza sul Lavoro. La formazione é inanzitutto un grande business. Tutti ci mangiano dato che l'italia é un paese senza controlli.
Un analfabeta può aprire un'agenzia formativa, basta avere i soldi, ed erogare formazione a distanza vendendo attestati vidimati da enti pubblici.
Non si può improvvisare l'attività di formazione; un docente deve essere dotato.
Il cancro é STRUTTURALE. Poca chiarezza e trasparenza sonoalla base di centinaia di aziende e improbabili consulenti che inquinano questo settore.

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