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24 marzo 2016 - Cat: DPI
  

Il programma di manutenzione per i DPI delle vie respiratorie


Informazioni sui dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie tratte dal progetto “Impresa Sicura”. Focus sulla documentazione, immagazzinamento e manutenzione degli APVR. Indicazioni sul programma di manutenzione.

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Roma, 24 Mar – Per una tutela efficace della salute dei lavoratori non basta aver valutato i rischi, aver adottato le misure generali di tutela (misure tecniche di prevenzione, mezzi di protezione collettiva, misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro) e aver fornito eventuali dispositivi di protezione individuale per prevenire i rischi “residui”, è anche necessario aver verificato che questi dispositivi siano in buono stato, siano soggetti a regolare manutenzione e controllo e siano usati idoneamente.
E questo vale ancor più per  dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie di terza categoria, in quanto DPI di progettazione complessa destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente (ad esempio gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti e gli apparecchi di protezione isolanti).

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DPI di Terza Categoria per le vie respiratorieMateriale per formatori - DPI di Terza Categoria per le vie respiratorie
Formazione specifica sui D.P.I. (D. Lgs. n.81, 9 aprile 2008, Artt. 37, 77)

Per affrontare il tema della manutenzione e controllo degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie (APVR), torniamo a sfogliare il documento “ ImpresaSicura_DPI”, correlato al progetto multimediale Impresa Sicura; un progetto, elaborato da EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail, che è stato validato dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza come buona prassi nella seduta del 27 novembre 2013.
 
Il documento dopo aver riportato, come mostrato in un precedente articolo, le indicazioni generali sui dispositivi di protezione delle vie respiratorie, raccoglie precise informazioni sulla manutenzione e controllo degli APVR, tratte dalla normativa tecnica, come ad esempio la norma UNI 10720:1998 (norma che, sostituita dalla UNI EN 529:2006, è in via di aggiornamento).
 
Sono riportate alcune generalità sulla documentazione, immagazzinamento e manutenzione degli APVR.
 
Ad esempio si ricorda che deve essere tenuto un “registro degli APVR e di essi devono essere effettuati in modo corretto l’immagazzinamento e la manutenzione. Questi compiti vanno affidati a uno o più responsabili tenendo conto del tipo e del numero degli APVR”. E si deve predisporre un “programma di manutenzione degli apparecchi in funzione del tipo, dell’ambiente di lavoro, delle condizioni lavorative e dei rischi presenti”. E anche delle informazioni fornite dai fabbricanti di APVR nelle istruzioni.
 
Un programma di manutenzione che comprenda:
- l’ispezione per l’accertamento di eventuali difetti: gli APVR “devono essere ispezionati dopo ogni impiego.  Un apparecchio non usato con regolarità, ma tenuto a disposizione per l’emergenza, deve essere ispezionato non solo dopo ogni utilizzo ma anche ad intervalli di tempo regolari, in modo da essere certi che sia sempre in soddisfacenti condizioni di funzionamento. Gli autorespiratori devono essere ispezionati ad intervalli di tempo regolari. Le bombole di aria e di ossigeno devono essere completamente cariche secondo le istruzioni del fabbricante. Deve essere controllato il funzionamento del regolatore e del dispositivo d’allarme. L’ispezione degli APVR deve comprendere il controllo della tenuta dei raccordi e le condizioni del facciale, delle bardature, delle valvole e dei tubi di collegamento. Si devono inoltre ispezionare le parti in gomma o elastometriche per accertarsi di eventuali segni di deterioramento. I filtri devono essere controllati per verificare che non siano deformati e che non venga superata la scadenza di immagazzinamento”;
- la pulizia e la disinfezione: “gli APVR impiegati con regolarità devono essere raccolti, puliti e disinfettati con la frequenza necessaria ad assicurare che venga fornita all’utilizzatore una protezione appropriata”. Essi, con esclusione dei tipi monouso, “devono essere puliti dopo ogni impiego, seguendo le istruzioni del fabbricante, il più presto possibile poiché, per esempio, l’umidità lasciata seccare sulle valvole può interferire con il loro corretto funzionamento”;
- la manutenzione generale: “la sostituzione o le riparazioni di elementi difettosi devono essere effettuate da persone esperte utilizzando parti di ricambio originali. Non si deve fare alcun tentativo, non previsto dal fabbricante, di sostituzione di elementi, di regolazione o di riparazione. Le valvole e i regolatori devono essere affidati al fabbricante o a persona competente per la regolazione o la riparazione, in accordo con le istruzioni del fabbricante”;
- la documentazione delle attività e il mantenimento della documentazione: “in relazione al tipo e all’ uso degli APVR, si deve mantenere la documentazione riguardante la loro manutenzione e le prove per la rimessa in funzione. Negli stabilimenti dove si utilizza un numero elevato di APVR, deve essere nominato un responsabile con l’incarico di organizzare e migliorare il programma di protezione respiratoria”;
- l’immagazzinamento: “gli APVR pronti per l’impiego, così come le relative parti di ricambio, devono essere immagazzinati in maniera ordinata. Gli APVR che non sono pronti per l’uso devono essere identificabili come tali, o tenuti separatamente, in modo da evitare di confonderli con quelli pronti per l’uso. Dopo essere stati ispezionati e dopo la pulizia e le riparazioni necessarie, gli APVR devono essere immagazzinati in opportuni contenitori o scatole in modo da proteggerli dalla polvere, dall’olio, dai raggi solari, dal calore e dal freddo eccessivi, dalla troppo umidità e da sostanze chimiche che possano danneggiarli. L’immagazzinamento deve essere effettuato in modo da non provocare deformazioni agli APVR”.
Il documento, che vi invitiamo a visionare integralmente,  si sofferma ampiamente sugli aspetti dell’immagazzinamento (durata, ambienti di immagazzinamento, ...).
 
Veniamo alla manutenzione degli APVR che comprende:
- pulizia;
- disinfezione;
- preparazione per un reimpiego;
- prove del corretto funzionamento a intervalli stabiliti;
- verifica a intervalli stabiliti.
 
In particolare il documento si sofferma nel dettaglio su:
- riempimento delle bombole di aria compressa;
- riempimento delle bombole di ossigeno;
- controlli da parte del responsabile degli APVR;
- controlli specialistici.
 
Al di là dei suggerimenti specifici sulla manutenzione si riportano anche alcune “raccomandazioni supplementari per l’uso delle bombole”.
 
Si indica, ad esempio, che le bombole di aria compressa “devono essere trasportate e immagazzinate evitando urti. Per ridurre al minimo la possibilità che il contenuto di umidità superi i valori consentiti, si devono tenere presenti i punti che seguono:
a) non vuotare completamente le bombole utilizzate con respiratori isolanti ad aria compressa;
b) chiudere immediatamente i rubinetti delle bombole dopo l’uso di respiratori isolanti;
c) installare un’appropriata copertura di protezione sui rubinetti delle bombole subito dopo averle riempite o dopo averle distaccate dai respiratori isolanti, al fine di proteggere le filettature da sporcizia e danneggiamenti”.
 
Concludiamo l’articolo segnalando che il documento, correlato al progetto Impresa Sicura, si sofferma anche sulla frequenza della manutenzione e dei controlli e riporta, a questo proposito, diversi prospetti relativi alla manutenzione e ai controlli su facciali, respiratori a filtro, autorespiratori e respiratori isolanti.
 
 
Il sito “ Impresa Sicura”: l’accesso via internet è gratuito e avviene tramite registrazione al sito.
 
 
 
 
RTM
 
 
 
Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 


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