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Siena,
3 Ago – In relazione al calore estivo, ai rischi della
radiazione solare UV e
all’attività dei
lavoratori outdoor
(lavoratori impegnati in luoghi di lavoro all’aperto) riprendiamo a parlare dei
rischi relativi alle radiazioni ottiche
naturali con riferimento a quanto contenuto nel portale web “
PAF
– Portale Agenti Fisici”, realizzato dal Laboratorio Agenti Fisici del
Dipartimento di Prevenzione dell'
Azienda Sanitaria USL 7 Siena.
Dopo
aver già affrontato il tema della
valutazione del rischio,
degli effetti sulla salute, dei soggetti a rischio, delle misure di prevenzione
e dei dispositivi e indumenti di protezione, non rimane che fare qualche breve
cenno alle
attività di formazione e
informazione dei lavoratori.
Infatti
nel processo di gestione della sicurezza e protezione della salute dei
lavoratori il
Decreto legislativo 81/2008 “pone
particolare attenzione alla formazione ed informazione del lavoratore in merito
ai rischi specifici presenti negli ambienti di lavoro in cui opera ed alle
misure di prevenzione e protezione applicabili”.
La
formazione deve essere effettuata “all’atto di assunzione del lavoratore e
costantemente aggiornata in caso di cambio mansione o nel caso di variazioni
nel ciclo lavorativo che comportino l’introduzione di nuovi rischi per la
salute quali l’introduzione di nuove sostanze o nuove attrezzature”. Il
lavoratore deve avere “piena consapevolezza dei rischi e degli interventi
necessari per prevenirli e tale processo di formazione dovrà essere strutturato
in maniera tale che il lavoratore non sia soltanto il destinatario di norme da
osservare, ma divenga l’artefice della propria e della altrui sicurezza
nell’ambiente di lavoro”.
Il
Portale
Agenti Fisici indica che per i lavoratoti outdoor, ad esempio nel caso di lavoratori
che operano a bordo dei pescherecci, l’informazione in merito al rischio di
esposizione UV dovrà vertere in particolar modo sui seguenti
punti:
-
“il rischio da esposizione a UV: in particolare come varia l’esposizione nelle
differenti condizioni meteorologiche e ore del giorno;
-
gli effetti sulla salute (neoplastici e non);
-
i fattori individuali di ipersuscettibilità (fototipo, familiarità, assunzione
di farmaci);
-
le metodiche di prevenzione da adottare”.
Mentre
i contenuti della formazione
potranno essere principalmente incentrati sui “seguenti aspetti:
-
comportamenti specifici da adottare in relazione all’
esposizione al sole sia
lavorativa che extralavorativa;
-
uso adeguato dei mezzi di protezione individuale (indumenti anti UV, occhiali,
prodotti antisolari);
-
l’uso adeguato dei mezzi di protezione collettiva: tendoni oscuranti e aree di
lavoro ombreggiate;
-
il controllo periodico della propria pelle”.
Riguardo
al controllo della pelle i
lavoratori devono inoltre assimilare i seguenti concetti:
-
“l'
autoesame della pelle, eseguito
regolarmente, può permettere di scoprire i
tumori della pelle
precocemente, quando sono più facili da curare e le probabilità di guarigione
sono enormemente maggiori;
-
il momento migliore per fare un autoesame della pelle è dopo il bagno o la
doccia. Per meglio esaminare la pelle è bene porsi completamente nudi, in un
ambiente ben illuminato, davanti ad un grande specchio per esaminare la
superficie anteriore del corpo. Con un piccolo specchio in mano dare le spalle
allo specchio grande per vedere le zone meno accessibili (dorso, collo,
orecchi, ecc.). Può essere utile farsi aiutare da un familiare;
-
vanno controllate tutte le zone del corpo, compreso il cuoio capelluto (per far
questo possiamo aiutarci con un phon o con un pettine per spostare i capelli);
-
i tumori della pelle non melanocitari (epiteliomi spinocellulari e
basocellulari) compaiono di solito nelle zone esposte al sole”.
In
particolare il lavoratore dovrà essere formato “a controllare e prestare
attenzione alla presenza di lesioni arrossate e squamose o piccole ferite che
non guariscono sul volto, testa, orecchie, collo, braccia e mani. Particolare
attenzione a crosticine, apparentemente banali, che tolte tendono a riformarsi
continuamente senza guarire”.
Inoltre
è importante “controllare i propri nei, prestando attenzione ad eventuali
cambiamenti di nei già presenti o all'insorgenza di nuovi nei. Il melanoma può
insorgere su un neo presente da tempo o su una zona di pelle senza nei”.
Se
in un neo si notano le seguenti
caratteristiche, è bene rivolgersi subito al dermatologo:
-
“forma irregolare, con una metà della lesione di grandezza diversa dall'altra;
-
bordi irregolari, smerlati, con aspetto a carta geografica;
-
colore non uniforme, presenza di più colori (nero, bruno, rosso, rosa),
variazioni nel colore;
-
diametro superiore a 6 millimetri o aumento delle dimensioni negli ultimi mesi;
-
modifiche del suo aspetto, delle dimensioni (ingrandimento) e sanguinamento
spontaneo”.
Infine
riportiamo ulteriori elementi di cui tener conto nella formazione dei lavoratori outdoor:
-
“non esiste una precisa relazione dose-risposta tra esposizione a
radiazione UV e patologie
fotoindotte, in particolare patologie neoplastiche, per cui non è possibile
fissare un valore soglia al di sotto del quale non vi sia la comparsa di tali
patologie;
-
la comparsa delle patologie fotoindotte è influenzata anche da fattori
costituzionali del soggetto (fototipo, familiarità);
-
anche l’esposizione extraprofessionale a
radiazione solare è fonte di rischio;
-
vi possono essere altri fattori professionali che possono causare patologie
cutanee simili alle fotoindotte (ad esempio l’epitelioma spinocellulare causato
dall’esposizione a idrocarburi aromatici policiclici)”.
RTM
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