Dopo aver presentato la parte dedicata al
comparto metalmeccanico, presentiamo ora la parte relativa alla
cantieristica navale e alla costruzione di imbarcazioni da diporto in vetroresina, recentemente pubblicata.
Come per il
comparto metalmeccanico anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un vero e proprio manuale di comparto usufruibile tramite cd-rom o tramite internet (attraverso una registrazione preliminare gratuita al sito).
Nell’introduzione si indica che negli ambienti di lavoro della
cantieristica da diporto in vetroresina, “esistono numerose situazioni di pericolo che, in particolari casi, possono dare luogo a veri e propri rischi con conseguenze anche gravi per la salute”.
In particolare devono essere presi in considerazione i rischi:
- legati alla sicurezza di macchine, apparecchiature, ponteggi, ambiente e locali di lavoro;
-
di natura igienico-ambientale legati alla presenza di
fattori chimici (polveri, fumi, gas e sostanze chimiche in generale, prendendole in considerazione sia come materie prime che come prodotti di trasformazione), fisici (
rumore, vibrazioni, ecc.);
-
di natura organizzativa (
ritmi usuranti, turni di lavoro stressanti);
-
di natura ergonomica legati alle posizioni di lavoro (movimentazione manuale dei carichi, posture incongrue,
movimenti ripetitivi, uso eccessivo di forza).
- la costruzione dello scafo in vetroresina;
- l’allestimento dell’imbarcazione.
Nelle aziende del settore, che sono generalmente di piccola-media grandezza, al rischio infortunistico, “dovuto principalmente all’utilizzo di
macchine ed utensili meccanici (seghe, mole, trapani avvitatori, ecc.) e al lavoro in quota (spesso non adeguatamente protetto), si possono aggiungere, a seconda delle fasi lavorative,
rischi di esposizione a:
- vapori di resine e vernici;
- inalazione di Fibre di Vetro (FdV);
-
vibrazioni meccaniche (che interessano sia il segmento mano-braccio, come gli utensili portatili, che il corpo intero, tramite utilizzo di carrelli elevatori);
- movimentazione manuale dei carichi;
- polveri di legno duro”.
È evidente l’aumento dei rischi per i lavoratori in presenza di “
macchine per cui non vengono utilizzati o vengono bypassati gli apprestamenti antinfortunistici”, del “mancato allestimento conforme alla normativa di ponteggi metallici fissi previsti per i lavori in quota” e dall’assenza di “misure di prevenzione nelle
lavorazioni a rischio (aspirazioni in resinatura e verniciatura)”.
Nei materiali resi disponibili si ricorda che dai “dati dell’INAIL risulta che le macchine per lavorazioni cantieristiche con cui accadono più frequentemente infortuni sono i trapani avvitatori, le mole ed i macchinari per la lavorazione dei legno”.
Inoltre numerosi e gravi sono gli infortuni che “avvengono nel montaggio o nell’installazione delle parti prodotte (lavori in altezza senza i necessari apprestamenti di sicurezza)”.
Nel progetto “Impresa Sicura” dedicato alla cantieristica navale si possono trovare capitoli e materiali dedicati:
- ai rischi generici e del comparto;
- alla formazione;
- alla costruzione dello scafo in vetroresina (costruzione del modello, costruzione stampi, costruzione manufatto, assemblaggio manufatti);
- all’allestimento imbarcazione (sistema di propulsione, impianti elettrici, impianti tecnologici, coibentazioni, arredamenti, rifiniture);
- alla sicurezza generale delle macchine;
- alla sicurezza generale, coordinamento e organizzazione (ad esempio in relazione agli appalti);
- agli impianti di ventilazione e aspirazione localizzata;
- alla movimentazione manuale dei carichi;
- al sovraccarico biomeccanico degli arti superiori;
- alle emergenze (norme antincendio, segnaletica);
Tiziano Menduto
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