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25 febbraio 2016 - Cat: Edilizia
  

Edilizia: l’importanza della recinzione dei cantieri edili


Una pubblicazione dell’Inail sulla progettazione della sicurezza nei cantieri riporta utili indicazioni sulla recinzione di cantiere. Cosa è una recinzione? Quale scopo ha? E come deve essere realizzata?

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Roma, 25 Feb – La recinzione di un cantiere edile, come abbiamo visto anche in  precedenti articoli di PuntoSicuro, ha il principale, ma non unico, fine di tutelare i terzi, cioè tutti coloro che non devono accedere agli ambienti di lavoro ed essere esposti ai rischi correlati.
E alla recinzione è dedicato anche l’articolo 109 del  D.Lgs. 81/2008 dove si indica che “il cantiere, in relazione al tipo di lavori effettuati, deve essere dotato di recinzione avente caratteristiche idonee ad impedire l’accesso agli estranei alle lavorazioni”.
 
Precisamente cosa è una recinzione? Quale scopo ha? E come deve essere realizzata?

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Per rispondere a queste domande possiamo sfogliare il documento Inail dal titolo “ La progettazione della sicurezza nel cantiere”, elaborato dal Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici e a cura di Raffaele Sabatino e Antonio Di Muro.
 
Il documento ricorda che la recinzione di cantiere è il “sistema di confinamento di una, o più aree, adibite ai lavoro, al deposito e ai transito dei mezzi impiegati”. E la recinzione “non risponde esclusivamente alla necessità di regolamentare l'accesso al medesimo, impedendo l'ingresso ai non addetti ai lavori, ma costituisce di per sé una misura di prevenzione e protezione dai rischi d'interferenza tra le attività svolte all'interno e in prossimità del cantiere”.
Ed è dunque per questo motivo che “la scelta della tipologia di recinzione da adottare discende direttamente dalla valutazione dei rischi effettuata a monte”.
 
Se, come abbiamo visto, l'art. 109 del D.Lgs. 81/2008 fa riferimento alla recinzione, non ci sono tuttavia nel Testo Unico disposti  normativi che prescrivono “tipologie e dimensioni, cosa che avviene nei regolamenti edilizi locali, ai quali bisogna, operativamente, far riferimento”.
E le modalità di realizzazione della recinzione sono anche in funzione della loro localizzazione nell'ambito urbano “per cui nei centri storici possono essere prescritte recinzioni in tavolato o pannelli in legno, mentre nelle zone periferiche, suburbane o comunque con bassa densità abitativa, possono essere consentite recinzioni in rete metallica e paletti”. E inoltre per i cantieri allestiti in zone di particolare pregio “può essere prescritto che i pannelli siano trattati superficialmente, anche con specifici motivi di facciata”.
 
In ogni caso – continua il documento dell’Inail – il cantiere “deve essere opportunamente separato e protetto dall'ambiente esterno mediante barriere adeguate all'ubicazione e alla natura delle opere da realizzare, al fine di prevenire furti e intrusioni di persone e garantire la sicurezza dei passanti”. E la recinzione, intesa come opera di protezione, deve anche “essere in grado di impedire la dispersione di polveri e di acqua (sabbiatura, idropulitura, ecc.) che si verifica nel caso di particolari interventi di manutenzione delle facciate e di mitigare gli effetti di altri agenti pertubatori, come ad esempio il rumore”.
 
Si segnala poi che vi sono particolari prescrizioni che riguardano l'occupazione di suolo pubblico; la “materia è competenza degli Uffici Tecnici Comunali che debbono rilasciare apposita autorizzazione specifica.
Tra le prescrizioni più comuni si segnalano:
- l'installazione di lanterne a luce rossa disposte alle estremità della recinzione e a conveniente altezza, che si dovranno tenere accese tutta la notte e nei giorni di scarsa visibilità, al fine di segnalare l'esistenza di un intralcio alla viabilità pubblica;
- la creazione di smussi sugli spigoli della recinzione (in genere per una altezza di 1,50 m) e la verniciatura di tali spigoli a strisce bianche e rosse, inclinate di 45°;
- la segnalazione con un apposito cartello fissato sull'esterno della recinzione indicante la presenza di eventuali bocche da incendio che ricadano nell'area recintata e il divieto di depositare materiali che impediscano l'accesso in caso d'incendio;
- la costruzione di una pedana raccordata con il marciapiede e sopraelevata di un gradino (con l'alzata dipinta a strisce bianche e rosse) rispetto alla sede stradale; tale pedana, che deve essere realizzata quando il marciapiede è occupato dal cantiere, ha lo scopo di garantire il transito di pedoni e di persone su sedie a rotelle e quindi deve avere una larghezza minima di 1,5 m”.
 
Si ricorda poi che attualmente neicantieri di restauro o manutenzione, “le opere di protezione (teli di protezione, generalmente in polietilene speciale) svolgono indirettamente la funzione di sostegno per il tabellone pubblicitario” o teli sui quali è “serigrafata l'immagine dell'edificio di cui è in corso il restauro”.
Senza dimenticare che le recinzioni “debbono essere provviste di illuminazione artificiale per renderle visibili durante le ore notturne ed in condizioni di scarsa visibilità diurna”. E le recinzioni, delimitazioni, come la segnaletica annessa, “debbono essere mantenute in perfetta efficienza per l'intera durata dei lavori; allorché, per esigenze lavorative, si renda necessario rimuovere in tutto o in parte la recinzione, deve essere previsto un sistema alternativo di protezione quale la sorveglianza continua dei varchi che consentono l'accesso di estranei ai luoghi di lavoro pericolosi”.
 
Rimandando alla lettura integrale del documento Inail, ricco anche di immagini esplicative, ci soffermiamo su alcune tipologie di recinzione:
- recinzione cieca: “questa tipologia, con paramento completamente cieco, nasce dall'esigenza di impedire la proiezione verso l'esterno di spruzzi, schegge, detriti, polveri o fibre. È realizzabile sia con tavole in legno sia con elementi in lamiera grecata, e si esegue fissando la schermature a pali infissi nel terreno, in cordoli in cemento oppure agli elementi del ponteggio. Proprio perché realizzata con elementi rigidi ben accostati tra loro, questo tipo di recinzione offre un alto grado di protezione contro gli urti e scherma completamente il cantiere dall'ambiente circostante. Presenta lo svantaggio di essere economicamente onerosa nonché impegnativa nell'esecuzione”;
- rete plastificata arancione applicata su sostegni: questa recinzione “presenta buone caratteristiche schermanti accoppiate a resistenza agii strappi, rapidità nel montaggio, leggerezza, riutilizzo ripetuto ed alta visibilità”. Un'altra tipologia è quella “rappresentata dalla rete colorado realizzata intrecciando fili di polietilene ad alta densità in bande con colori alternati (giallo/arancione)”;
- pannelli di rete auto portante: “è costituita da pannelli di rete metallica fissata in elementi di calcestruzzo preconfezionati e poggiati liberamente sul terreno. Offre la possibilità di cambiare la disposizione degli elementi durante la fase di impiego mediante delle semplici operazioni di assemblaggio o di rimozione dei pannelli”;
- barriere stradali di tipo new jersey: è un tipo di barriera utilizzata nei cantieri stradali “per delimitare l'area delle lavorazioni e per limitare l'impatto veicolare”. In questo caso si ricorre a “barriere costituite da cassoni in plastica la cui modularità li rende applicabili nei cantieri edili e sulle strade per canalizzare il traffico e sono riempibili di sabbia o acqua per renderli pesanti e stabili. In alternativa si ricorre alle barriere realizzate in elementi di calcestruzzo preconfezionato”.
 
Per concludere ricordiamo che la predisposizione dell’accesso e della recinzione del cantiere,  “con modalità chiaramente visibili e individuabili”, è uno degli obblighi dei datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici riportato all’articolo 96 del D.Lgs. 81/2008.
 
 
 
INAIL - Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici, “ La progettazione della sicurezza nel cantiere”, documento curato da Raffaele Sabatino (INAIL, Dipartimento Innovazioni Tecnologiche) e Antonio Di Muro (Professore a contratto presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione per conto di Enti pubblici e privati), con la collaborazione di Andrea Cordisco e Daniela Gallo, edizione 2015 (formato PDF, 12.43 MB).
Algoritmo cantieri (Formato XLS, 260 kB).
 
 
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RTM
 
 
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Rispondi Autore: Mariano Bruno 26/02/2016 (15:32:27)
e brava INAIL... anche se quanto scritto l'ho letto già da qualche altra parte...
Rispondi Autore: carmelo catanoso26/02/2016 (21:06:59)
Anche a me sembra di sì .........
Rispondi Autore: Francesco Grasso16/08/2016 (11:10:15)
Manca l'esame di una situazione definibile succintamente "cantiere edile incompiuto".Si parla spesso di grandi opere pubbliche non completate, ma esiste un'ampia casistica nel privato,ad es. lottizzaioni sospese per mancanza di acquirenti o difficoltà economiche della proprietà.Come ottenere che sia efficiente la recinzione del cantiere.

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