960x90 WKI settembre ISL
LOGO - Home Page
Dal 1999 il quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro
Iscriviti alla Newsletter
Ricevi ogni giorno le principali notizie sulla sicurezza nei luoghi di lavoro!
Iscriviti alla newsletter di PuntoSicuro
Accedi alla Banca Dati
Accedi alla Banca Dati di PuntoSicuro Nuovo utente?
X
Condividi
questa pagina sul Social Network a cui sei già loggato!
social-login social-login social-login

  

Pericoli per i lavoratori esposti ad idrocarburi senza una adeguata protezione


I risultati di uno studio, realizzato da ricercatori dell'Istituto del Parkinson di Milano, riguardo all'influenza dell'esposizione ad idrocarburi solventi sulle manifestazioni cliniche della malattia di Parkinson.

Pubblicità
google_ad_client

E' stato recentemente pubblicato uno studio, realizzato da ricercatori dell'Istituto del Parkinson di Milano con l'obiettivo di stabilire l'influenza della esposizione ad idrocarburi solventi sulle manifestazioni cliniche della malattia di Parkinson.

---- L'articolo continua dopo la pubblicità ----





La ricerca, condotta su un campione di 990 soggetti affetti da questa patologia, ha appurato che le occupazioni che implicano un contatto regolare con gli idrocarburi sono un fattore di rischio per lo sviluppo di malattia più precoce e più grave nei soggetti predisposti.

Studiando l'andamento della malattia in questi pazienti, i ricercatori hanno appurato che 188 di loro, il 19.9%, avevano una storia di esposizione ad idrocarburi. In particolare per motivi di lavoro, erano stati esposti a contatti prolungati con composti organici, quali benzene o solventi clorurati.
I pazienti di questo gruppo avevano contratto la malattia in media tre anni prima rispetto a quelli non esposti e la gravità della malattia era correlata alla entità della esposizione; la malattia si era infatti manifestata in questi soggetti con sintomi piu' gravi, rispetto alla media.

Indagando sulle attivita' lavorative del gruppo dei pazienti esposti, e' stato evidenziato che nel 91,1% dei casi l'esposizione a tali sostanze avveniva proprio nell'ambiente lavorativo: si trattava infatti di meccanici motoristi, verniciatori, restauratori di mobili, tipografi, litografi e contadini che usano pesticidi, di operai nei settori petrolio, plastica, gomma, cuoio, chimica, tessuti e sistemi refrigeranti.

Lo studio ha rilevato che, nella maggior parte dei casi, l'esposizione era dovuta alla mancanza di applicazione delle norme di sicurezza in piccole imprese a conduzione familiare: ad esempio il non utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (vestiario protettivo e mascherina) e la mancanza di ventilazione adeguata di ambienti chiusi.

I ricercatori hanno sottolineato l'importanza della prevenzione; tutti coloro che sono esposti a queste sostanze dovrebbero indossare guanti protettivi e mascherina ed operare in un ambiente aperto o almeno aprire la finestra per areare adeguatamente un ambiente chiuso.


 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 


Commenta questo articolo!


Nessun commento è ancora presente.
FBEsegui il login a Facebook per pubblicare il commento anche sulla tua bacheca
GPEsegui il login tramite Google+!
GPEsegui il login tramite Twitter!
Nome e cognome:
(obbligatorio)
E-Mail (ricevi l'avviso di altri commenti all'articolo)
Inserisci il tuo commento: