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03 settembre 2008 - Cat: Agricoltura
  

La situazione degli infortuni nel comparto agricolo


L'Inail pubblica i dati relativi alla situazione infortunistica nel settore agricolo, con particolare riferimento al florovivaismo e all’uso dei fitofarmaci. Confermato anche nel 2007 il trend decrescente degli infortuni sul lavoro.

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Il numero di luglio 2008 di DatiInail affronta gli aspetti economici e la situazione della sicurezza sul lavoro del comparto agricolo in Italia.
 
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L’articolo “Facciamo il punto sull’agricoltura” di Adelina Brusco ricordando che agricoltura e silvicoltura sono “due forme di utilizzo delle risorse naturali sulle quali puntare per lo sviluppo economico dei diversi Stati membri” (con una ripresa positiva del settore anche in Italia), riporta alcuni positivi dati positivi relativi agli infortuni sul lavoro.
Infatti “prosegue il trend decrescente degli infortuni sul lavoro rilevato già da molti anni che viene confermato anche per l’anno 2007: le denunce sono state circa 57mila, in flessione del 9,4% rispetto al 2006”.
Tuttavia confrontando i dati riportati nella pubblicazione è da rilevare un aumento dei casi mortali: se da giugno 2006 a maggio 2007 sono stati 109, da giugno 2007 a maggio 2008 sono aumentati di 5 unità (114).
 
DatiInail continua poi con l’articolo “Florovivaismo: un settore sempre più verde” di Alessandro Salvati.
Il settore florovivaistico, che “comprende sia la floricoltura (che immette sul mercato prodotti finiti di fiori e piante ornamentali), sia il vivaismo (alberi da frutto e arbusti che, invece, devono continuare la loro crescita)”, è un settore agricolo in continua espansione che per produzione è superato, in Europa, dalla sola Olanda.
In relazione “al solo specifico comparto che si occupa della coltivazione di fiori e piante e di prodotti vivaistici sia in piena aria sia in serra”, comparto che occupa circa 4.000 addetti, “si registra un numero relativamente limitato di infortuni ogni anno”.
Questi infortuni sono concentrati soprattutto nel Nord-Ovest (41%) e nel Centro (34%) e interessano per lo più la manodopera maschile.
Riguardo alla natura delle lesioni è da rilevare la prevalenza di lussazioni e contusioni, rispettivamente il 30,9% e il 31,8% del totale, più rare, ad esempio, ferite (19,8%) o fratture (11,8%). Inoltre le lesioni si concentrano negli arti superiori (31,5%) e inferiori (27,4%).
 
L’ultimo articolo “Fitofarmaci ed agricoltura ecosostenibile”, redatto da Giorgio Mariano Balestra, si occupa invece della salvaguardia ambientale, della sicurezza alimentare e della protezione degli operatori in relazione all’uso dei fitofarmaci.
Si ricorda, ad esempio, che è necessario controllare e sottoporre a manutenzione le attrezzature necessarie alla distribuzione dei fitofarmaci (irroratori, atomizzatori, generatori di aerosol, , fumigatrici,...). Infatti “attraverso una distribuzione ottimale del prodotto, si ottiene infatti la riduzione dell’esposizione dell’operatore agli agenti chimici e della probabilità di insorgenza di patologie professionali effetto dell’assorbimento attraverso la cute, dell’inalazione o dell’ingestione del prodotto”.
Per prevenire queste patologie “è di fondamentale importanza curare l’aspetto della formazione degli operatori riguardo il corretto uso dei fitofarmaci e le modalità più idonee per la protezione dall’esposizione ad agenti chimici”.
Ricordiamo, infine, che le malattie professionali da agenti chimici denunciate in agricoltura nel 2007 (229) sono diminuite rispetto al 2006 (269). Tra le patologie denunciate prevalgono quelle relative all’apparato respiratorio (100 nel 2007) e al sistema nervoso e organi di senso (84).
 
La pubblicazione DatiInail di luglio 2008 n.7 (PDF, 70 kB).



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 


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