Dalla Regione Toscana indirizzi operativi sul lavoro atipico e un opuscolo sulla tutela della salute nel lavoro somministrato.
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Quali sono gli obblighi del datore di lavoro nel campo della sicurezza nei confronti di un tirocinante? A chi spetta la formazione di un lavoratore “in affitto”?
Per rispondere a questi ed altri quesiti che coinvolgono la sicurezza e la salute dei lavoratori atipici segnaliamo tre interessanti documenti, resi disponibili on line dall’Asl di Pisa.
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Gli Indirizzi operativi della Regione Toscana sul lavoro atipico, del maggio 2006, sono frutto dell’impegno di un gruppo di lavoro che la Regione Toscana ha incaricato attraverso la promozione e il finanziamento di uno specifico piano mirato “Il lavoro atipico: analisi del fenomeno e proposte operative per la tutela della salute dei lavoratori” che ha avuto inizio nel 2003 e che ha visto impegnate le Aziende USL di Pisa, Pistoia, Firenze ed Empoli, con il coinvolgimento di tutti i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Usl della Toscana.
Gli “Indirizzi operativi della Regione Toscana sul lavoro atipico” sono rivolti a datori di lavoro, lavoratori e loro rappresentanti, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, medici competenti, operatori dei servizi di prevenzione pubblici.
Il documento affronta i seguenti aspetti generali di tutela:
1) La valutazione dei rischi
2) L’informazione e la formazione
3) La sorveglianza sanitaria
4) La tutela delle lavoratrici madri
5) Gli infortuni e le malattie professionali
la seconda sezione del documento fornisce una scheda di analisi per ogni tipologia contrattuale “atipica”, precisamente:
-somministrazione di lavoro
-appalto
-distacco
-lavoro intermittente (“a chiamata” o “job on call”)
-lavoro ripartito (“job sharing”)
-lavoro a tempo parziale (“part- time”)
-apprendistato
-contratto di inserimento
-tirocini formativi e di orientamento
-lavoro a progetto
-contratto a termine
La scheda di ogni tipologia di lavoro è articolata nei seguenti punti:
-definizione e caratteristiche
-riferimenti normativi
-contratto
-datore di lavoro
-lavoratore
-responsabile servizio prevenzione e protezione
-rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
-medico competente
-note
-allegati
Oltre agli “Indirizzi operativi”, la regione Toscana ha pubblicato on line anche la guida Tutela della salute nel lavoro somministrato (Linee di indirizzo ad uso delle agenzie di somministrazione)e la Scheda rilievo rischi lavorativi, che deve essere compitala dalla ditta utlizzatrice e dall’agenzia di somministrazione.
Il datore di lavoro deve fornire una informazione e formazione che garantisca il coordinamento dell’equipe ed eviti che qualcuno assuma delle decisioni e prenda delle iniziative che possano compromettere la sicurezza di altre persone. Di G.Porreca.
Il modello di organizzazione e di gestione è definito dal D. Lgs. 231/2001, decreto che disciplina la responsabilità amministrativa. Il D.Lgs. 81/2008 lo ridefinisce in relazione alla violazione di obblighi di sicurezza e salute. Di Rolando Dubini.
Esempi tratti dall’archivio Infor.mo.: infortuni correlati ad attività di getto di calcestruzzo nell’edilizia. Contatto con linee in tensione, cedimenti dei bracci meccanici, intasamenti del tubo di gettata. Le dinamiche degli incidenti e la prevenzione.
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