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02 febbraio 2011 - Cat: Dirigenti
  

PUBBLIREDAZIONALE – Il D.Lgs. 231/2001 e la sicurezza sul lavoro


Mega Italia Media presenta il nuovo corso di formazione “La responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro - D.Lgs. n. 231/2001” aggiornato alle più recenti sentenze emesse per gravi incidenti di lavoro.


La gestione di un’azienda e della sua sicurezza richiede non solo precise competenze e capacità, ma anche un’adeguata conoscenza di norme, leggi e regolamenti vigenti che possono avere rilevanza sulle scelte aziendali. In particolare ogni impresa deve necessariamente conoscere e saper valutare le conseguenze dell’applicazione del Decreto legislativo n. 231 del 2001, un decreto che ha introdotto il principio di “responsabilità amministrativa” limitatamente ai reati commessi da amministratori, dirigenti o dipendenti nell’interesse e a vantaggio dell’azienda stessa.
 
Per conoscere nel dettaglio questo decreto Mega Italia Media - azienda che dal 1988 produce e commercializza corsi multimediali per la formazione sulla sicurezza sul lavoro - ha presentato il nuovo corso di formazione “ La responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro - D.Lgs. n. 231/2001”.
Il corso on-line è disponibile attraverso la piattaforma web di Safety Learning, un sistema di e-learning, di formazione a distanza (FAD) che consente alle aziende di svolgere attività di formazione e aggiornamento per lavoratori, datori di lavoro e per ogni attore della sicurezza aziendale con il massimo rigore didattico e la documentazione totale delle attività svolte. Attraverso la piattaforma Safety Learning è possibile avere una gestione semplice e flessibile della formazione sulla sicurezza sul lavoro, con l’amministrazione e il controllo via web direttamente da parte dell'azienda.

L’obiettivo del nuovo corso dedicato al D.Lgs. 231/2001 è quello di approfondire i principi e i criteri di attribuzione della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento ai compiti e responsabilità dei soggetti che devono valutare i rischi e organizzare la gestione della prevenzione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001.
 
Infatti questo decreto prevede, all’articolo 25-septies la " responsabilità amministrativa dell’ente" (quindi dell’azienda) per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi o gravissime, (articolo 583 del codice penale) commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, quindi in caso di infortunio o malattia professionale.
Nel caso si verifichi uno di questi reati, sono previste rilevanti sanzioni pecuniarie e interdittive a carico dell’azienda che possono mettere in pericolo la stessa continuità dell’attività aziendale. Secondo il D.Lgs. 231/2001 l’azienda è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio da persone che hanno funzioni di amministrazione o di direzione nonché da persone che ne esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo.
Inoltre l’azienda è responsabile se i reati sono commessi da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti citati. La recente giurisprudenza stabilisce che i reati previsti dal D.Lgs. 231/2001 “scaturiscono da una condotta colposa connotata da negligenza, imprudenza, imperizia oppure inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline”.
 
Il corso di formazione - destinato a RSPP, consulenti per la sicurezza e salute, datori di lavoro, medici competenti, dirigenti e preposti - è diviso in due parti.
 
La prima parte è dedicata ai “principi della responsabilità amministrativa” ed è a cura di Anna Guardavilla, dottore in giurisprudenza.
Questa parte del corso analizza i principi della responsabilità (penale) della persona fisica e della responsabilità (amministrativa) della persona giuridica: la prima presupposto per l’applicazione della seconda.
Sono definiti i reati di evento ( omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi o gravissime) come presupposto giuridico per l’applicazione della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro con un approfondimento sul principio di “colpa specifica”.
È analizzato l’articolo 25-septies del D.Lgs. 231/2001 (come modificato dall’art. 300 del Decreto legislativo 81/2008) e approfondite le problematiche interpretative. 
Vengono inoltre analizzati il cosiddetto “interesse o vantaggio dell’ente” e le sanzioni pecuniarie e le sanzioni interdittive previste dal decreto.
Una specifica sezione è dedicata invece ai requisiti dei modelli organizzativi idonei a prevenire i reati citati e previsti dall’articolo 30 del D.Lgs. 81/2008.
È infine illustrato il concetto di “colpa organizzativa” e di vigilanza sull’applicazione del modello.
 
La seconda parte, a cura dell’avvocato Rolando Dubini, analizza i “criteri di attribuzione della responsabilità amministrativa” che sono stati individuati dalla recente giurisprudenza, in particolare in riferimento alla sentenza di primo grado emessa per il caso dell’infortunio mortale plurimo all’autorimessaggio “Truck Center” del 2009 a Molfetta.
Sono presentati gli elementi  che hanno permesso di individuare l’interesse o il vantaggio per le aziende e i consulenti coinvolti, i profili di colpevolezza per l’omissione organizzativa e gestionale, anche in riferimento ai lavori in appalto e subappalto e alla connessa valutazione di idoneità delle imprese.
 
L’indice degli argomenti trattati:
 
I principi della responsabilità amministrativa
- Il concetto di responsabilità
- Le sanzioni, la classificazione dei reati
- Gli elementi costitutivi del reato
- L’azione, l’omissione, il nesso di causalità, la colpa generica e specifica
- La responsabilità amministrativa degli enti
- Le violazione delle norme di sicurezza e salute sul lavoro
- L’interesse o vantaggio dell’ente, l’esclusione della responsabilità
- I requisiti dei modelli organizzativi, l’articolo 30 del D.Lgs. 81/2008
 
Criteri di attribuzione della responsabilità amministrativa: la giurisprudenza
- Le responsabilità organizzative nella catena degli appalti
- La sentenza di primo grado del caso di Molfetta: infortunio mortale plurimo all’autorimessaggio “Truck Center” del 2009
 
 
 
 
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