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Le immagini dell’insicurezza


Mancata valutazione del rischio di caduta dall’alto

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Torino, 25 Mar - Con le immagini dell’insicurezza di SICURELLO.no di oggi,  riprendiamo un argomento che abbiamo già affrontato più volte, ovvero quello dei lavori eseguiti su poggioli e terrazze.
 
Il montaggio di tende da sole, i lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria quali ad esempio i piccoli ripristini di intonaco o le tinteggiature, vengono spesso eseguiti da lavoratori che, posizionandosi sulle  scale portatili, vanno a mettere a repentaglio la propria vita in quanto non risultano più protetti dai parapetti del poggiolo stesso.

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Scale: utilizzo in sicurezzaVideocorsi in DVD - Scale: utilizzo in sicurezza
Formazione sui rischi specifici per chi utilizza scale in ufficio, nel magazzino, nella grande distribuzione (Art. 37 D.Lgs. 81/08)
 
 
Se poi nel corso della lavorazione le “contorsioni” legate all’attività lavorativa si sommano al cattivo posizionamento delle scale, al fattore legato all’altezza, alla necessità di sollevare carichi che possono raggiungere anche le decine di chilogrammi, ecco che la probabilità di caduta nel vuoto assume un valore molto elevato ed altrettanto elevato risulta il danno conseguente alla caduta e pertanto è totalmente ingiustificabile ed ingiustificata l’assenza di dispositivi di protezione anticaduta o di altri sistemi di protezione dei lavoratori. 
 
 
Ancora una volta mi preme ribadire che ormai da anni i sistemi di protezione degli operatori, anche per questa tipologia di lavorazioni, sono presenti sul mercato e che non è assolutamente giustificabile eseguire le lavorazioni senza il rispetto della propria vita (o quella dei propri dipendenti/collaboratori), e che tale affermazione è valida anche qualora il manutentore fosse il proprietario dell’alloggio od un suo famigliare.
 
Vi ricordiamo gli articoli già pubblicati su questo argomento:
 
Chiudo il numero di oggi delle immagini dell’INSICUREZZA di SICURELLO.no con gli auguri di una Pasqua serena a tutti i lettori.
 
 
Si ringrazia la Prof.ssa Laura Castelletto per le fotografie.
 
 
 
Geom. Stefano Farina, Responsabile Nazionale Comitato AiFOS COSTRUZIONI
 
 
 
 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Rispondi Autore: Eugenio Roncelli25/03/2016 (09:50:21)
Putroppo si continua con questo andazzo, che nessuno controlla.
Dovendo fare lavori in casa e avendo scelto un professionista dedicato (non volevo fare tutto io), ho dovuto "battagliare" per avere un poco di carte e di controllo, ma alla fine si sono avvicendati "personaggi" che hanno fatto anche un buon lavoro, ma che nulla conoscono circa la sicurezza (era prevista una sola impresa e poi ce ne erano 6 !!).
Ormai la considero una battaglia persa, almeno nei piccoli lavori privati (nelle grandi opere è un poco meglio).
Rispondi Autore: leonardo cuccaro03/04/2016 (09:54:19)
Il committente, qualunque esso sia, dalla casalinga proprietaria di un appartamento al direttore di un petrolchimico, ha una immensa fetta di responsabilità affinché si raggiunga l'obiettivo "infortuni zero". E' la sua scelta che poi fa la differenza. E se durante lo svolgimento delle attività scopre che vengono violate le basilari regole: via da casa!! Il problema è che non tutti hanno la stessa percezione al pericolo! SOLUZIONE AL PROBLEMA: lavorare sulle coscienze e sulla cultura comportamentale virtuosa di noi tutti, facendo un punto zero dai giovani di oggi (elementari,medie e superiori)...purtroppo ci sono docenti che a stento conoscono la 626!!

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