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Le immagini dell’insicurezza


Piano di lavoro anomalo e tenuta adamitica (o quasi).

 
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Trento, 26 Apr - L’immagine di oggi è tratta dal nostro archivio ed è stata scattata alcuni anni fa (non molti).
 

 
Durante i lavori di realizzazione di un muro di contenimento, anziché installare specifiche opere provvisionali, come previsto dal P.S.C., dal P.O.S. dell’impresa e concordato in cantiere, per accelerare i tempi di realizzazione, i due lavoratori hanno pensato di realizzare un impalcato di servizio “veloce” posizionando dei “pannelli armo” direttamente sulle barre di ancoraggio della cassaforma con il pericolo di cedimento dell’improvvisata passerella. Da sottolineare anche il  rischio di caduta verso l’esterno in quanto il tutto era privo di parapetti anticaduta.
 
Ricordiamo che il “pannello armo” viene generalmente utilizzato per casserare le murature, ha uno spessore di circa 27 mm. ed è composto da più strati di legno incollati l'uno all'altro, due esterni longitudinali ed uno interno trasversale. L’utilizzo dei “pannelli armo” come piano di lavoro è vietato dalla normativa che prevede che le tavole costituenti il piano di calpestio di ponti, passerelle, andatoie ed impalcati di servizio devono avere le fibre con andamento parallelo all'asse, spessore adeguato al carico da sopportare ed in ogni caso non minore di 4 centimetri, e larghezza non minore di 20 centimetri.

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Un secondo aspetto da considerare, in particolare andando verso giornate calde ed assolate, riguarda l’abbigliamento di lavoro.
La tendenza dei lavoratori è quella di togliersi la maglietta e indossare pantaloni corti, ma il pericolo derivante dall’ esposizione ai raggi del sole con il rischio di colpi di calore, eritemi solari (le classiche scottature), la disidratazione e le sue conseguenti ricadute sulle condizioni fisiche del lavoratore, nonché il rischio di tagli, punture, abrasioni, impongono invece la necessità di utilizzare un abbigliamento adeguato (maglietta e pantaloni lunghi).
L’obbligo di indossare tali indumenti deriva pure dalla presenza di agenti chimici, polveri di materiali per edilizia, ecc. che possono risultare "irritanti" per la cute.
 
Ed infine la classica considerazione relativa al mancato utilizzo dei D.P.I. (casco e guanti in particolare).
 
 
Farina Geom. Stefano, Responsabile Nazionale Comitato Costruzioni di AiFOS
 
 
 
Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 


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