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RSPP: anticipazioni sulla futura revisione degli accordi Stato-Regioni


Un modulo B trasversale, l’utilizzo dell’e-learning, la semplificazione della documentazione, i crediti formativi: sono alcuni temi trattati nell’intervista di PuntoSicuro a Donato Lombardi del Coordinamento tecnico interregionale, settore formazione.

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Bologna, 8 Nov – Se si riconosce l’importanza che la formazione riveste per rendere efficace il lavoro dei vari attori della sicurezza, ci sono regolamenti e accordi sulla formazione che è necessario riprendere e aggiornare. Ad esempio in relazione all’evoluzione normativa, all’evoluzione della didattica e della tecnologia, alla recente valorizzazione dei percorsi e-learning per la formazione alla sicurezza.
 
Stiamo parlando in particolare degli Accordi sulla formazione degli RSPP e ASPP del 26 gennaio 2006 che sono in realtà già da un po’ di tempo in fase di revisione con l’intento di armonizzarli alle disposizioni del D.Lgs. 81/2008 e ai successivi Accordi Stato-Regioni sulla formazione alla sicurezza.
 
Per offrire ai nostri lettori anticipazioni e notizie su questa revisione, sulle direzioni che sta prendendo, sui tempi necessari affinché veda la luce, abbiamo intervistato, ad Ambiente Lavoro di Bologna, Donato Lombardi della Provincia Autonoma di Trento.
 

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L’attività a livello nazionale di Lombardi si caratterizza per il Coordinamento, insieme ad una collega dell’Emilia Romagna, di un gruppo di lavorodelCoordinamento tecnico delle Regioni, composto sia da operatori della vigilanza, delle ASL, sia da componenti del mondo della formazione e del lavoro. Un gruppo di lavoro che ha da sempre seguito la stesura dei documenti applicativi degli Accordi Stato-Regioni e che sta lavorando proprio alla revisione del “vecchio” Accordo del 26 gennaio 2006.
 
Ai nostri microfoni Donato Lombardi presenta il nuovo modello di formazione RSPP e ne indica caratteristiche e tempi.
Dopo aver descritto l’iter procedurale delle proposte del gruppo di lavoro, si parla poi dei contenuti e modalità della formazione: di un Modulo B che sia trasversale a tutti i rischi, della possibilità di utilizzare la modalità e-learning.
 
Oltre a indicare le caratteristiche necessarie della formazione in e-learning, Lombardi affronta poi il tema della semplificazione della documentazione inerente la formazione e il delicato argomento dei crediti formativi per gli RSPP.
 
Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di ascoltare integralmente l’intervista o di leggere ampi stralci della sua trascrizione.
 
 
 

 
 
(...)
 
Ad un convegno ad Ambiente Lavoro lei è intervenuto presentando l’accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 relativo all’uso di attrezzature di particolare pericolosità e complessità, ma ha anche raccontato alcune novità sugli Accordi sulla formazione degli RSPP e ASPP del 26 gennaio 2006...
 
Donato Lombardi: Partiamo dalla presentazione dell’ Accordo sulle attrezzature che ha un impatto notevole nei confronti delle aziende e dei lavoratori, in quanto siamo nella sua piena applicazione. (...)
Tuttavia l’intervento di stamattina voleva essere un’occasione per presentare lo stato di avanzamento di un confronto che, come gruppo, abbiamo portato avanti da qualche mese per la revisione dell’Accordo RSPP. Accordo RSPP che è datato, del 2006, e nel frattempo il quadro normativo è mutato con l’emanazione dell’81.
 
Negli accordi era riportata anche una forma di sperimentazione...
 
LB:(...) Ogni regione si organizza in maniera diversa ma il principio generale è l’accreditamento degli enti formativi. Ad esempio la mia Regione ha fatto la scelta, insieme anche alla Provincia autonoma di Bolzano, di gestire direttamente la formazione. Quindi per quanto riguardo il mio territorio siamo anche gli erogatori, attraverso partner privati, della formazione e quindi c’è un monitoraggio molto attento. Questo ha fatto sì che dopo due anni di sperimentazione fossero emerse delle criticità o comunque delle possibili migliorie al modello formativo che peraltro erano richiamate nello stesso accordo. Anche poi a seguito dell’emanazione degli Accordi 34 [1] e 37 [2], questa esigenza di metter mano all’accordo per modificarlo è stata maggiormente evidente perché c’erano delle differenze tra gli accordi in termini di requisiti dei docenti, ricorso all’e-learning e tutta una serie di argomenti. Ecco dunque che il gruppo di lavoro ha ritenuto di proporre al confronto un nuovo modello di formazione RSPP che garantisca comunque la validità e bontà della formazione RSPP partendo appunto da questa attività sperimentali.
 
Può indicare qualche caratteristica di questo nuovo modello? Ci interessa anche capire il decorso di questa proposta. Dove arriverà? Quando arriverà?
 
LB:Per quanto riguarda l’iter procedurale (...) il gruppo di lavoro elabora delle proposte che poi vanno condivise con i coordinamenti per la salute e sicurezza e con il coordinamento della formazione, in maniera tale che poi la posizione tecnica del gruppo venga portata ufficialmente al confronto con il Ministero del Lavoro, perché stiamo parlando di un Accordo Stato-Regioni che richiederà necessariamente il confronto con il Ministero. I tempi tecnici, per quanto riguarda il lavoro delle Regioni, dovrebbero concludersi a breve, già nelle prossime settimane e quindi prevediamo di passare poi, previo mandato dei due coordinamenti, al confronto con il Ministero.
Per quanto riguarda invece il merito, l’impianto parte da una revisione dei contenuti, omogeneizzandoli al nuovo quadro normativo, ai ruoli e alle funzioni introdotti dall’81. Vuole prender in considerazione la possibilità di rivedere i contenuti del Modulo B rispetto alla possibilità di evitare di ripetere rischi nei vari Moduli B, che attualmente sono nove.
Si sta ragionando per introdurre un modulo B che sia trasversale a tutti i rischi. Rispetto all’informazione sui rischi, sulle fonti dei rischi, sulle pericolosità dei vari fonti di rischio, lasciando poi la possibilità della seconda parte del Modulo B di caratterizzarsi per l’approfondimento sulle misure tecniche per prevenire questi rischi.
 
Si parla della possibilità dell’utilizzo della modalità e-learning?
 
LB: Per quanto riguarda l’e-learning, questo era uno dei punti che erano difformi rispetto agli Accordi 34 e 37 e quindi viene ribadito che l’e-learning sarà possibile - con le regole e con le caratteristiche che consentono la tracciabilità, ad esempio dell’utente, la verifica degli apprendimenti, la piattaforma idonea, la capacità anche di utilizzare la piattaforma da parte dell’utente - anche per i corsi RSPP. Il ragionamento potrà essere esteso, oltre che all’aggiornamento, potenzialmente anche ad altri momenti formativi;  (...) è previsto che una parte del corso di formazione base possa essere fatto anche in e-learning. E anche su questo si sta ragionando.
Un altro punto è quello di semplificare, laddove sia possibile, gli aspetti legati alla documentazione da produrre durante la formazione: i verbali, la composizione della commissione, ... alcuni aspetti che magari ingessano troppo la formazione. Stabilendo all’interno del percorso formativo una serie di obiettivi formativiin termini di competenze che poi l’RSPP deve raggiungere al termine del percorso formativo. Che poi non sono altro che i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione e su questo creare una sorta di sistema delle verifiche.
(...)
Poi si vuole dare anche una maggiore flessibilità ai momenti formativi prevedendo che la formazione possa avvenire attraverso i momenti classici, l’aula didattica, sia attraverso il ricorso all’e-learning, ma anche attraverso la partecipazione a convegni seminari che dovranno tuttavia avere caratteristiche e regole specifiche.
(...) Ovviamente sui convegni bisognerà che ci siano delle regole per assicurarsi che le persone siano effettivamente presenti.
 
Secondo lei al momento le posizioni del Ministero del Lavoro sono convergenti o divergenti rispetto a quanto lei ci ha raccontato?
 
Credo convergenti. (...) I confronti non sono solo limitati ai momenti formali, ma ci sono anche  in momenti seminariali come Ambiente Lavoro e il confronto avviene anche su aspetti tecnici, di contenuto. La mia sensazione è che si possa essere fiduciosi per la conclusione dei lavori, prima da parte delle Regioni, e poi per la ratificazione di questo provvedimento in tempi relativamente brevi.
 
 
 
Intervista a cura di Tiziano Menduto
 
 
 
 






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Rispondi Autore: Vanni Anesa08/11/2013 (08:50:30)
Concordo pienamente con quanto rilasciato dal Geom. Farina. Ritengo che l'enorme problema per quanto riguarda la formazione di noi RSPP, soprattutto per quanto riguarda gli aggiornamenti, sta proprio nella struttura degli stessi e nelle composizioni delle aule. Si necessiterebbe a mio avviso di una formazione più specifica rispetto ai propri settori e questo non credo sia così strettamente legato dall'Ente formativo, ma sia un discorso molto generalizzato. Il Testo Unico è stata un'ottima cosa, ma spesso servono confronti per le ancora troppe situazioni di difficile comprensione (vedi trattazione spazi confinati).
Rispondi Autore: pier giorgio confente08/11/2013 (09:07:20)
buona la proposta di un modulo B trasversale. Nella realtà i rischi che sono presenti nelle aziende solo in parte dipendono dal settore infatti la tecnologia è in rapido movimento e troviamo rischi pensati per un settore industriale in molteplici altri settori.
Ad esempio l'utilizzo del laser ormai è generalizzato (è usato anche nelle farmacie per leggere il codice a barre delle riecette).
L'RSPP deve quindi essere pronto ad affrontare problematiche inusuali con mentalità aperta e deve saper individuare gli specialisti di cui ha bisogno.

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