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Brescia,
22 Mar – Concludiamo, con questa puntata di “Imparare dagli errori”, il breve viaggio
attraverso gli
infortuni professionali
correlati all’uso di autoveicoli adibiti al trasporto merci, viaggio che si
è soffermato in particolare sulle problematiche collegate alle
operazioni
di carico e scarico e sugli
incidenti
correlati alla manutenzione.
Purtroppo
la nostra fonte di informazioni sugli infortuni - l’archivio di
INFOR.MO.,
strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio - non raccoglie che
in modo sporadico gli
incidenti
che avvengono in strada: quelli che presenteremo oggi sono in realtà per lo
più incidenti correlati alle operazioni di parcheggio e rifornimento.
Tuttavia,
consapevoli delle problematiche relative agli incidenti stradali nell’utilizzo
dei veicoli adibiti al trasporto merci, concludiamo questo viaggio con una
raccolta di dati e suggerimenti sulla prevenzione
degli infortuni da incidente stradale.
I casi
Il primo caso è relativo alle attività
di rifornimento.
Un
autista si trova nel cortile della ditta ed è intento a rifornire di carburante
il camion senza averlo frenato.
Improvvisamente viene schiacciato dal mezzo contro il muro di recinzione.
Le
indagini hanno messo in rilievo che il camion era spento e posizionato sul lato
sinistro nei pressi della colonna di rifornimento; nell'avanzamento improvviso
il mezzo curvava leggermente a sinistra provocando l'infortunio.
Chiaramente
lo stazionare nei pressi dell'automezzo senza averlo frenato è un chiaro errore
procedurale.
Il secondo caso è relativo a errori nel parcheggio dell’automezzo.
Un
lavoratore si accorge che il camion in sosta presso l’impianto di betonaggio si
sposta leggermente verso una colonna di sostegno del silos (era stato
parcheggiato in un avvallamento del terreno).
Cerca
di salire a bordo per frenarlo ma rimane incastrato fra la portiera (finita
contro la colonna) e il telaio del veicolo che era avanzato. Muore a causa
dello schiacciamento del torace.
Dai
rilievi è emerso che la marcia non era
inserita e che il freno a mano non era stato tirato. Il camion non poteva
essere messo in altro luogo dato che doveva stare sotto alla centrale di
betonaggio.
Per
finire segnaliamo un terzo caso
relativo ad un incidente durante lavori nei cantieri stradali.
Durante
i
lavori notturni di manutenzione e
pulizia della corsia di emergenza della autostrada A4 in occasione della
costruzione della quarta corsia, un
camion
autoarticolato tampona il furgoncino di segnalazione con il
"freccione" che viene proiettato nella zona lavorativa investendo e
provocando la morte di due lavoratori.
Un
terzo lavoratore su motospazzatrice rimane ferito.
La
segnaletica era incompleta.
Questi
i fattori determinanti segnalati nella scheda di INFOR.MO.:
-
il camionista perde il controllo del camion ed investe la zona dei lavori;
-
la segnaletica è insufficiente, con riferimento alla tabella 41 del DM
12/7/2003.
La prevenzione
I
dati disponibili relativi agli infortuni del 2010 ci mostrano che “gli
infortuni in itinere sono scesi del 4,7 per cento (dai 93.037 casi del 2009
agli 88.629 del 2010), mentre quelli in occasione di lavoro dell’1,5 per cento
(da 697.075 a 686.745)”.
Tuttavia
tra questi ultimi è da segnalare “l’impennata degli infortuni occorsi ai
lavoratori che operano sulla strada (autotrasportatori merci, autotrasportatori
di persone, rappresentanti di commercio, addetti alla manutenzione stradale,
ecc.), passati dai 50.969 casi del 2009 ai 53.679 del 2010 (+5,3 per cento): il
valore piu` alto dal 2005, primo anno di rilevazione strutturale e completa del
dato”.
Venendo
ai casi mortali, “scendono del 10,9 per cento le morti in itinere (da 274 a
244) e del 5,5 per cento quelle in occasione di lavoro (da 779 a 736). Tra
questi, in calo anche i decessi per circolazione stradale in ambito lavorativo
(-3,9 per cento): da 308 a 296”.
L’intervento
“
Progetto
‘Sicurezza nel trasporto pesante’”, a cura di Sandro Vedovi, responsabile
dei progetti della Fondazione ANIA, riscontra che “nel corso degli anni sono
diminuiti gli incidenti considerati pericolosi, probabilmente grazie alle
migliori condizioni sia infrastrutturali che dei veicoli stessi”. Tuttavia
crescono gli
infortuni
su strada che coinvolgono i lavoratori professionali e in itinere. Infatti
le vittime sulla strada rappresentano il 55,8% degli infortuni mortali sul
lavoro (secondo i dati Inail 2009 su 1050 infortuni sul lavoro mortali, 586
sono infortuni stradali mortali). In particolare, sempre in relazione ai dati
Aci/Istat, “negli ultimi trent’anni, i
morti delle strade causati dei mezzi pesanti sono diminuiti del 48,7%, mentre,
i feriti sono aumentati del 86% circa”.
Se il totale dei feriti per gli incidenti stradali “è aumentato del 50%
circa”, i mezzi pesanti fanno dunque “registrare un incremento quasi doppio”.
Vediamo
qualche dato sulle cause d’incidentalità
(secondo l’indagine CIRSS 2008):
-
“il 91,7% degli incidenti stradali che vedono coinvolti TIR sono riconducibili
al comportamento errato dei conducenti dei veicoli. Di questi, il 50% degli
incidenti monitorati sono attribuibili interamente al conducente del mezzo
pesante;
-
stanchezza, colpi di sonno, l’inosservanza delle regole del codice stradale,
l’alta velocità, le distrazioni alla guida, sono le cause principali di
incidentalità;
-
l’indagine a campione dimostra che il 43,6% dei sinistri sono avvenuti per
tamponamenti, cambio corsia e per l’investimento del pedone, tutti elementi che
di fatto possono essere ricondotti ad una mancata attenzione del guidatore;
-
il 40,6% degli incidenti si sono verificati per l’inosservanza delle regole in
prossimità degli incroci o i sorpassi inadeguati: ancora una volta, quindi, a
comportamenti scorretti del conducente”.
-
“uso-abuso di sostanze ad azione psicotropa: farmaci, droghe, alcol ( stato di
vigilanza, prontezza di riflessi, capacità di giudizio, stato di coscienza,
percezioni sensoriali, coordinazione dei movimenti, percezione del rischio,
tono e forza muscolare);
-
alimentazione inappropriata;
-
utilizzo di apparecchiature di comunicazione”.
E
sempre in merito al fattore umano è necessario tener conto anche degli orari di lavoro e tempi di riposo:
-
“organizzazione del lavoro e percezione della fatica: guida per un elevato
numero di ore, scarso riposo, elevata velocità di trasporto, guida tra le 2 e
le 5 del mattino, prolungate attese in porti o dogane”. Con riferimento a
“affaticamento visivo in particolare in caso di guida notturna” e
“affaticamento per prolungata posizione degli arti a ginocchia flesse durante
la guida”;
-
“sonnolenza e disturbi del sonno: privazione di sonno, colpo di sonno,
insonnia, lavoro intervallato, lavoro a turni etc”.
Senza
dimenticare lo stress correlato alla
guida:
-
“ stress psicofisico dovuto alla guida in condizioni di traffico eccessivo;
-
stress psicofisico dovuto a orari e ritmi di lavoro eccessivi;
-
stress psicofisico dovuto alla variazione continua di orari dei pasti e del
sonno;
-
stress
psicofisico dovuto al rumore (urbano, quello del mezzo, della radio e dei
motorini diesel per refrigeramento)”.
Concludiamo
ricordando che la relatrice nell’intervento si occupa anche di idoneità alla
guida, di sorveglianza sanitaria, delle problematiche relative al veicolo di
trasporto, dei fattori ambientali (il fattore strada e i fattori climatici) e della
manutenzione del mezzo.
Pagina
introduttiva del
sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le
schede
358,
425 e
1566 (archivio
incidenti 2005/2008).
Tiziano
Menduto
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