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20 aprile 2010 - Cat: Imparare dagli errori
  

Imparare dagli errori: le condizioni che portano a scivolare


Esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: uno scivolamento non è quasi mai accidentale, ma può essere provocato da alcune condizioni che lo favoriscono. Le dinamiche degli incidenti, la normativa e alcuni elementi di prevenzione.

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Nei giorni scorsi PuntoSicuro ha presentato diversi documenti sulla prevenzione delle cadute in piano nei luoghi di lavoro, un incidente molto diffuso in quasi tutte le attività lavorative. Un incidente che spesso viene sottovalutato da aziende e lavoratori, ma che in alcuni casi può anche portare a infortuni gravi, se non mortali.

Abbiamo anche presentato la campagna “inciampare.ch”, una campagna informativa promossa da Suva, istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, per prevenire e ridurre in territorio elvetico le cadute in piano.
In occasione di questa campagna, PuntoSicuro continua il suo excursus attraverso gli infortuni associati a cadute in piano raccolti nell’archivio di INFOR.MO. - strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi. Nella scorsa puntata abbiamo presentato una carrellata di incidenti in cui uno dei fattori determinanti dell’infortunio era relativo all’inciampare in qualcosa, ora continuiamo occupandoci delle conseguenze degli scivolamenti



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I casi
Il primo caso che presentiamo è relativo ad un operatore di un’autogru. Mentre si accomoda al posto di guida scivola all'indietro verso l'esterno della cabina: il corpo resta “sospeso a testa in giù, in posizione supina, col piede sinistro incastrato nella pedaliera”. “Si tratta di soggetto diabetico, obeso (135 Kg)”. L'infortunato viene trovato dopo oltre un'ora. Viene rilevato che l'infortunato al momento del ritrovamento era scalzo, che “la cabina di guida era sporca (olio, grasso, ..) e il piano di calpestio risultava scivoloso”.
È evidente in questo caso l’assenza di idonea manutenzione della cabina di guida e di calzature. L’abbinamento superficie scivolosa e mancanza di scarpe, non poteva che portare ad uno scivolamento.

Cambiamo comparto e attività. Nell’archivio di INFOR.MO. relativo agli incidenti dal 2002 al 2004 si trova una breve scheda di un incidente nel comparto artigiano legato alla lavorazione del legno.
Un operatore si trova da solo all’interno della falegnameria, accende la sega a nastro per tagliare dei pezzi di legno. Probabilmente a seguito di uno scivolamento, cade urtando con il cranio sulla lama della sega.
Non ci è dato sapere di più sull’evento “accidentale” della caduta, ma è possibile ipotizzare che i locali in cui è avvenuto l’infortunio fossero scivolosi o ingombri di materiale.

Una scheda più dettagliata è relativa ad un’attività di verniciatura di una grondaia in opere edili di manutenzione e recupero. L'infortunio è avvenuto in “un cantiere relativo al recupero sottotetto e rifacimento delle facciate di una casa di due piani”.
Un lavoratore - imbianchino in pensione, amico del proprietario e da questo chiamato per verniciare il sottotetto - si trova su un ponteggio al secondo piano per la verniciatura della perlinatura della gronda. Cade e viene ritrovato a terra ai piedi del ponteggio da una signora abitante la casa a fianco. Non ci sono stati testimoni del fatto. I rilevamenti successivi tuttavia riportano che il ponteggio era completo e dotato di scala interna per l'accesso. Anche in questo caso il lavoratore probabilmente è scivolato, scivolamento “favorito dal fatto che l'infortunato calzava delle ciabatte”.
Non ci soffermiamo sugli eventuali errori procedurali, ma annotiamo la mancanza di calzature idonee.

Un ultimo caso in ambito edile.
In un cantiere sono in corso “modifiche interne delle parti condominiali per la costruzione di due impianti ascensori e per l'adeguamento degli impianti elettrici comuni”. Parte dei lavori sono stati subappaltati ad una ditta che sta operando con il titolare e un dipendente.
Mentre il dipendente si trova nel “cortile interno del condominio presso la zona di preparazione della malta cementizia”, il titolare scende dalla “scala fissa in muratura che collega i locali del sottotetto e, durante il tragitto verso la finestra che dà accesso al ponteggio di servizio per il sollevamento dei materiali”, mette un piede in fallo e scivola sui gradini procurandosi diverse lesioni.
Il sopralluogo accerterà che la scala in muratura “era ingombra di materiali, cavi elettrici, attrezzature, tavole, ecc. così da rendere disagevole la sua percorrenza”. È pertanto probabile che quanto accaduto sia dipeso “dall'insufficiente spazio (circa 20 cm) di passaggio a disposizione in quanto la scala, di per se stessa, presentava caratteristiche regolari”.


La prevenzione
Focalizzando la nostra attenzione sulle cause degli scivolamenti non possiamo non notare che nelle schede raccolte siano rilevabili problemi di calzature non adatte alle attività svolte, piani scivolosi e passaggi ingombri di materiale. Tre condizioni che non possono che favorire delle cadute.

Ricordiamo che l’allegato IV del Decreto legislativo 81/2008, relativo ai requisiti dei luoghi di lavoro, riporta queste prescrizioni per le vie di circolazione:

1.4.9. I pavimenti degli ambienti di lavoro e dei luoghi destinati al passaggio non devono presentare buche o sporgenze pericolose e devono essere in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito delle persone e dei mezzi di trasporto.
1.4.10. I pavimenti ed i passaggi non devono essere ingombrati da materiali che ostacolano la normale circolazione.
1.4.11. Quando per evidenti ragioni tecniche non si possono completamente eliminare dalle zone di transito ostacoli fissi o mobili che costituiscono un pericolo per i lavoratori o i veicoli che tali zone devono percorrere, gli ostacoli devono essere adeguatamente segnalati.  


Tornando invece ai documenti Suva prodotti per la campagna “inciampare.ch”, riprendiamo alcuni suggerimenti tratti dal documento “Basta con le cadute nei luoghi di lavoro fissi nell’industria e nell’artigianato”:
- “non telefonare o scrivere SMS mentre si cammina;
- tenersi al corrimano per evitare di inciampare e cadere sulle scale;
- mantenere pulito e ordinato il luogo di lavoro. Infatti il disordine e la sporcizia sono tra le cause più frequenti di cadute;
- gli oggetti che sporgono sulle vie di circolazione e le cassettiere lasciate aperte possono costituire delle trappole micidiali per i colleghi di lavoro;
- oggetti, merci e liquidi sui pavimenti o sulle scale sono una causa molto frequente di cadute.
 Rimuoverli immediatamente oppure, se non è possibile farlo, segnalarli in modo chiaro e visibile e avvisare subito la persona di competenza;
- anche i dislivelli minimi nei pavimenti, i bordi rialzati di un tappeto e i tappeti stessi possono provocare cadute. Segnalare subito tali zone di pericolo e rimuoverle quanto prima;
- indossare calzature adatte al percorso casa-lavoro”.


Per consultare direttamente la presentazione dell’infortunio di cui ci siamo occupati, collegarsi a questa pagina del sito web di INFOR.MO. per visualizzare la scheda numero 231 (archivio incidenti 2005/2008) e a questa pagina per visualizzare le schede 485, 1705, 1487 (archivio incidenti 2002/2004)
 

Tiziano Menduto
 
 



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