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Anno 11 - numero 2302 di mercoledì 16 dicembre 2009
Rapporto 2009 sulla sicurezza stradale in Europa
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e Banca Mondiale presentano un rapporto sulla prevenzione degli incidenti stradali: che impatto hanno sul sistema sanitario? Quali strategie mettere in atto per la prevenzione?
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Nel 2004, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Banca Mondiale
hanno realizzato il Rapporto Mondiale sulla prevenzione degli incidenti
stradali, per sottolineare l’enorme impatto che hanno gli incidenti
stradali e per suggerire raccomandazioni ai paesi membri.
Nel 2008 l’OMS ha avviato un’indagine per valutare la situazione della
sicurezza stradale a livello mondiale e per determinare in che misura le
raccomandazioni del Rapporto Mondiale fossero state implementate da ogni
nazione; l’indagine si è avvalsa di un questionario standardizzato,
somministrato ai rappresentanti dei settori della sanità, dei trasporti,
della giustizia e della scuola, sia istituzionali che appartenenti ad
organizzazioni non governative. Il risultato è stata la pubblicazione del “Global
status report on road safety”, che riassume la situazione della sicurezza stradale
a livello mondiale, mentre il rapporto “European status report on road safety.
Towards safer roads and healthier transport” è la versione europea, ha
coinvolto 49 Paesi membri su 53 e copre circa il 99% della popolazione europea.
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Alcuni dati I dati che emergono dal rapporto sono allarmanti: ogni anno in Europa gli
incidenti su strada causano 120.000 morti e 2.4 milioni di feriti e sono la
prima causa di morte fra gli adolescenti e i giovani. Esistono forti
disuguaglianze in Europa rispetto al numero di incidenti stradali, con tassi di
mortalità doppi nei paesi a medio–basso reddito, rispetto ai paesi ad alto
reddito: inoltre il tasso di mortalità nei paesi dell’ex Unione sovietica è
quattro volte superiore a quello nei paesi del Nord Europa.
Gli utenti deboli della strada, pedoni, ciclisti, e motociclisti,
costituiscono il 39% delle vittime in caso di incidente stradale e hanno anche
una più alta probabilità di riportare lesioni, mentre la proporzione di pedoni
vittime della strada è più elevata nei paesi dell’Est.
L’impatto economico che hanno gli incidenti stradali, sul sistema sanitario,
per trattare i feriti e i disabili è enorme e rappresenta il 3% del prodotto
interno lordo.
Le strategie nazionali e le leggi
vigenti Circa un terzo dei paesi europei coinvolti nell’indagine non hanno una
strategia nazionale basata su un approccio mutisettoriale, che è quello che
risulta il più efficace per affrontare il problema degli incidenti stradali;
inoltre i paesi che hanno un piano strategico per la prevenzione, spesso non
sono in grado di fissare obiettivi misurabili e valutabili.
Numerosi sono i paesi che hanno misure legislative insufficienti per controllare
la velocità nelle aree urbane, la guida
in stato di ebbrezza e l’uso di caschi, cinture
di sicurezza e seggiolini per il trasporto dei bimbi; anche i paesi con una
normativa chiara spesso non la applicano in modo efficace, mancando di fare
ricorso ad opportune misure di enforcement.
Politiche inerenti la mobilità
sostenibile Per ciò che riguarda la promozione di mezzi di trasporto alternativi, la bicicletta,
gli spostamenti a piedi, l’uso di mezzi pubblici, solo un terzo dei Paesi
coinvolti nell’indagine ha implementato delle politiche nazionali; sono ancora
meno i paesi che hanno introdotto misure adeguate per utilizzare e gestire nel
modo migliore l’auto privata. Si tratta di grave problema soprattutto per i
danni connessi alla mancanza di attività
fisica e all’inquinamento ambientale.
Alcune linee di azione su cui impegnarsi - Contrastare le disuguaglianze nel numero di morti per incidenti stradali
fra paesi ricchi e paesi poveri
- Garantire una migliore protezione agli utenti deboli della strada
- Implementare strategie multisettoriali con una chiarezza di intenti e
responsabilità condivise
- Migliorare la normativa in materia di sicurezza stradale e applicare misure
di enforcement più efficaci
- Potenziare le politiche volte alla mobilità sostenibile e all’uso di mezzi di
trasporto alternativi.