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Anno 11 - numero 2272 di lunedì 02 novembre 2009
Sicurezza domestica: impianti di riscaldamento e gas Arriva il freddo: l’utilizzo in sicurezza delle caldaie, le norme UNI e i consigli del Comitato Italiano Gas. Sapevi di essere assicurato?
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Già a partire dal 15 ottobre, in alcune zone d'Italia si riaccendono gli impianti
di riscaldamento autonomi e centralizzati. In Italia sono quasi 27 milioni
le utenze domestiche interessate all'utilizzo di gas combustibili (gas naturale
e GPL) per riscaldamento, produzione di acqua calda e per la cottura di cibi.
Il tema della sicurezza è sempre quindi di attualità come dimostrano le
statistiche degli incidenti da gas più recenti: i dati del 2008, nella
distribuzione del gas canalizzato per usi civili, hanno fatto rilevare 175
incidenti, dei quali 16 mortali che hanno causato 19 decessi. Gli infortunati
sono stati 374. Per il GPL distribuito in bombole
sono stati rilevati 142 incidenti, dei quali 19 mortali che hanno causato 24
decessi. Gli infortunati sono stati 145.
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L’assicurazione. Non tutti ancora lo
sanno, ma in caso malaugurato di incidenti riconducibili all'uso di gas esiste un'assicurazione
di cui si è beneficiari, in via automatica, solo per il fatto di essere utenti
di gas distribuito a mezzo reti. La polizza assicurativa è stata istituita su
delibera dell'Autorità
per l'energia elettrica e il gas e stipulata dal CIG - Comitato
Italiano Gas, ente federato all’UNI. Il GPL distribuito in bombole o
piccoli serbatoi non rientra nella copertura di questa polizza assicurativa.
Dell’esistenza dell’assicurazione e delle sue modalità di attivazione, le
società di vendita danno periodicamente avviso in bolletta. Vale solo per
utenti civili, è collettiva e nazionale e copre oggi circa 19 milioni di
famiglie italiane. Il costo di questa polizza per cliente è di € 0,40 all'anno
e viene trattenuto direttamente in bolletta. Le garanzie prestate riguardano:
la responsabilità civile nei confronti di terzi, gli incendi e gli infortuni,
che abbiano origine negli impianti e negli apparecchi a valle del contatore.
Esclusivamente per le informazioni in merito al contratto di assicurazione è
attivo tutti i giorni lavorativi dalle ore 10,00 alle 12,00 e dalle ore 14,00
alle 17,00 il numero verde del CIG 800 92 92 86. Le informazioni possono essere
richieste anche a mezzo di posta elettronica all’indirizzo assigas@cig.it o fax al numero 02 52037621.
Il CIG - da cui dipende l'elaborazione delle normative tecniche di sicurezza
per una corretta utilizzazione dei gas
combustibili - ricorda, inoltre, i punti d’attenzione a cui gli utenti devono
fare riferimento a tutela della sicurezza propria e collettiva. La legislazione
italiana (due sono le leggi in vigore in relazione all'utilizzo dei gas
combustibili, la n. 1083/71 e il DM 37/08) impone che gli impianti siano
realizzati a regola d'arte e individua nelle norme UNI e CEI gli strumenti più
appropriati in tema di sicurezza degli impianti, apparecchi, accessori, ecc.
Gli apparecchi alimentati a gas e i loro accessori devono obbligatoriamente
recare la marcatura CE, loro apposta sotto responsabilità del fabbricante. Solo
così si avrà la certezza di acquistare apparecchi sicuri e che oltre a
rispettare ambiente e salute, garantiscono le condizioni di sicurezza nel loro
utilizzo e il corretto rendimento in termini di prestazioni.
Vietato il "fai da te"
Per l'installazione e la manutenzione degli impianti e degli apparecchi, il
"fai da te" è assolutamente vietato: bisogna rivolgersi unicamente a installatori
e manutentori abilitati. Il DM 37/08 prescrive che l’installazione,
l’ampliamento, la trasformazione e la manutenzione degli impianti a gas a valle
dei contatori siano eseguite esclusivamente da operatori abilitati, in possesso
di specifici requisiti tecnico-professionali, certificati da un "attestato
di riconoscimento" rilasciato dalle Camere di Commercio o dalle
Commissioni Provinciali per l’Artigianato.
La dichiarazione di conformità
La stessa legge prescrive, inoltre, che al termine dei lavori
l’installatore debba rilasciare una "dichiarazione di conformità" per
attestare che l’impianto è stato installato a regola d’arte secondo le
normative vigenti. Inoltre, l’installatore saprà indicare se i locali di
installazione rispondono alle necessarie prescrizioni per quanto riguarda la
ventilazione, l’aerazione, l’evacuazione dei prodotti della combustione nonché
per l’idonea ubicazione degli apparecchi di utilizzazione.
Controlli periodici
Sottoporre gli apparecchi alimentati a gas ai controlli periodici. Ad
esempio la verifica di rendimento deve essere effettuata ogni due anni, come
attualmente previsto dalla legge, affidandosi solo a tecnici abilitati.
IL GAS E LE BUONE ABITUDINI
Piccole azioni di vita quotidiana
L'utilizzo del gas in ambiti domestici richiede il rispetto delle norme e
delle leggi vigenti ma soprattutto buonsenso e responsabilità da parte degli
utenti. Per il CIG, anche nell’utilizzo del gas bisogna rispettare alcune
buone abitudini: semplici azioni quotidiane che, debitamente e regolarmente
eseguite, si dimostrano utili per la sicurezza propria e altrui.
Quando si esce di casa, anche per brevi periodi, è consigliabile chiudere
la valvola del contatore o quella di ingresso della tubazione di
alimentazione del gas nei locali di abitazione o quella della bombola, quando
non si utilizzano gli apparecchi.
Acquistare piani di cottura provvisti del dispositivo di sicurezza (la
cosiddetta termocoppia).
Non allontanarsi dalla cucina lasciando cibi in cottura sul fuoco.
Evitare di riempire troppo le pentole: la fuoriuscita di liquidi in
ebollizione può causare lo spegnimento della fiamma ed originare gravi
incidenti.
Per accendere un bruciatore del piano di cottura è consigliata la procedura
seguente: 1) accendere il fiammifero; 2) accostare il fiammifero acceso al
bruciatore; 3) aprire il rubinetto del gas. Eseguendo le operazioni in ordine
inverso è possibile che, dopo aver aperto il rubinetto, intervenga qualche
elemento di distrazione e la successiva accensione del fiammifero potrebbe
produrre gravi conseguenze.
L'impiego di un rilevatore di gas può contribuire, con funzioni aggiuntive ma
non sostitutive, alla sicurezza di impiego del gas combustibile, mediante una
funzione di rivelamento e segnalazione ottica/acustica della presenza di gas.
Tutti gli apparecchi devono essere dotati di dispositivi di sorveglianza di
fiamma per bloccare la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento della stessa.
Per i piani di cottura non esiste ancora l'obbligo ma il CIG consiglia
l'acquisto di impianti dotati del dispositivo.
Si sente odore di gas: cosa fare?
Il gas di per se stesso è generalmente inodore. Tuttavia viene
opportunamente odorizzato come prevede la legge per consentire un pronto
intervento in caso di fughe di gas. In caso si avverta odore di gas, bisogna
prontamente chiamare, da un telefono esterno all’abitazione dove si avverte
l’odore, l'Azienda preposta alla distribuzione del gas combustibile, evitando
di accendere luci o azionare macchinari alimentati elettricamente.
Successivamente se del caso si deve predisporre un'immediata verifica del
proprio impianto chiamando un tecnico abilitato.
I numeri di pronto intervento della Azienda di distribuzione sono riportati
sulla bolletta che la Società di vendita del gas manda ai clienti. Se
sussiste preoccupazione si consiglia di avvisare anche i Vigili del Fuoco.
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Ma non solo gli utenti devono fare attenzione! Dal 1° ottobre è ripartita la
campagna di controlli 2009-2010 dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas
agli impianti delle società di distribuzione del gas, sulla qualità e sicurezza
del gas naturale fornito ai consumatori attraverso le reti di distribuzione.
Si tratta della sesta campagna consecutiva (le precedenti cinque campagne hanno
visto effettuare 260 controlli). Non cambiano le procedure rispetto agli anni
passati: i controlli saranno a campione e senza preavviso e verranno
effettuati, come previsto dalla delibera Vis 80/09, presso gli impianti delle
società di distribuzione in collaborazione con il Comando Unità Speciali della
Guardia di Finanza e la Stazione
Sperimentale per i Combustibili, per i rilievi tecnici di specie. L’attuale
campagna si articolerà in 60 controlli, da effettuarsi su tutto il territorio
nazionale, con l'obiettivo di verificare il rispetto di parametri
particolarmente significativi ai fini della sicurezza nell’utilizzo di gas
naturale (comunemente inteso "metano"): potere calorifico, pressione
di fornitura e grado di odorizzazione. Quest’ultimo parametro è particolarmente
importante ai fini della sicurezza: al gas naturale occorre aggiungere apposite
sostanze definite "odorizzanti" per conferirgli il classico odore
caratteristico (la "puzza") che consenta di rilevarne prontamente la
presenza in ambiente e quindi segnalare per tempo eventuali dispersioni,
evitando l’insorgere di situazioni pericolose che potrebbero sfociare in
accadimenti gravi. Un più frequente controllo dell'odorizzazione del gas e una
conseguente riduzione delle dispersioni sono quindi fondamentali per accrescere
la sicurezza nella distribuzione di gas. La mancata o insufficiente
odorizzazione comporta ai sensi della legge 1083/71 responsabilità penali per i
distributori. I controlli sul potere calorifico e la pressione di fornitura
sono a loro volta importanti per determinare il contenuto energetico del gas
naturale venduto ai consumatori, facendo sì che gli stessi paghino per il
corretto valore dell'energia che consumano. Sia per la corretta odorizzazione
del gas, sia per le procedure relative al rilevamento della pressione di
fornitura, esistono documenti normativi elaborati dal CIG: la UNI 7133, la
serie UNI 9463 (odorizzazione) e la UNI TS 11323 (pressione di fornitura).
Fonte: UNI.
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