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I VELENI DENTRO DI NOI


Il WWF analizza il sangue di 14 direttori e redattori di giornale: confermata la presenza di pesticidi, ritardanti di fiamma e metalli pesanti.

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Sono 69 i contaminanti di provata tossicità rinvenuti nel sangue di 14 direttori delle principali testate giornalistiche italiane. Il numero più elevato di contaminanti riscontrato in uno stesso soggetto è stato di 55 sostanze, mentre il più basso è stato di 13. Questi i risultati dell’ultimo biomonitoraggio effettuato dal WWF all’interno della campagna Detox/Svelènati, che ha valutato l’esposizione umana ad alcuni tra i più tossici contaminanti esistenti attraverso l’analisi di campioni di sangue di volontari non esposti professionalmente, quindi rappresentativi della popolazione generale. Lo studio, effettuato dal WWF con la collaborazione del prof. Silvano Focardi dell’Università degli Studi di Siena Dipartimento di Scienze Ambientali e membro del comitato scientifico del WWF Italia è una sorta di biomonitoraggio che utilizza l’uomo come bioindicatore e dimostra come siamo davvero tutti inconsapevolmente esposti alle sostanze chimiche tossiche.

L’indagine del WWF conferma i risultati dei precedenti biomonitoraggi condotti lo scorso anno (vedere PuntoSicuro n. 1239) su alcuni rappresentanti del Parlamento Europeo, deputati e senatori italiani, su  testimonial di popolari trasmissioni RAI e su 13 famiglie europee (nonna, madre e figlia) (vedere PuntoSicuro n. 1336). 

I 111 contaminanti ricercati nel sangue appartengono a sei classi di sostanze di nota pericolosità. Quelli ritrovati nel sangue dei volontari, nelle percentuali qui indicate, sono tutti interferenti endocrini, ovvero, sostanze capaci di agire sui delicati meccanismi della riproduzione, della  crescita e di tutte le altre funzioni vitali normalmente regolate dai nostri ormoni:

  • I pesticidi (tra cui il DDT, “possibili cancerogeni”), i ritardanti di fiamma (tra cui il PBDE), i metalli pesanti (mercurio, piombo e il cadmio “accertato cancerogeno”), i policlorobifenili (PCB, utilizzati in campo elettrico “probabili cancerogeni”), naturalmente presenti nell’ambiente, le cui quantità sono state però alterate dai processi industriali e dalle attività minerarie, sono stati riscontrati nel 100% dei soggetti.
  • Le diossine (PCDD e PCDF, sostanze senza nessuna utilità pratica che derivano da processi secondari, “accertati cancerogeni”) sono state riscontrate nel 64% dei soggetti
  • gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA, provenienti dal traffico veicolare, “possibili cancerogeni”) nel 29% dei soggetti

 

Allegato: tabella riassuntiva dei dati delle sostanze rilevate.

 

 

 

 

 


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