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08 maggio 2006 - Cat: Privacy
  

Privacy e RFID


Ricercatori dell’IBM hanno messo a punto una tecnica per conciliare utilizzo delle etichette intelligenti e rispetto della riservatezza del consumatore.

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Le “etichette intelligenti”, chip a radiofrequenza basati sulla tecnologia Rfid (radio frequency identification), sono, come è noto, nel mirino dei Garanti  della privacy europei che, pur valutando positivamente le potenzialità di sviluppo economiche e produttive derivanti dal loro utilizzo, temono le possibili conseguenze nel campo della privacy.

Il Garante italiano Pizzetti, intervenuto sull’argomento in occasione dell’incontro europeo dei Garanti svoltosi recentemente a Budepest, prefigura un "Internet delle cose". "Si è creato  - ha affermato Pizzetti - un sistema di interconnessione ‘cose-macchine-cose' che può prescindere dall'uomo e, allo stesso tempo, condizionarlo: la cosa che appartiene ad un individuo e che a questo può essere ricondotta può dialogare con altre cose anche per interposte macchine, senza un'azione attiva e consapevole dell'uomo. ".

Per tentare di conciliare tecnologia e privacy, ricercatori dell’IBM hanno messo a punto etichette con tecnologia RFID “a strappo”, che di fatto consentono di disabilitare il chip contenuto dopo l’acquisto del prodotto, pur mantenendo inalterate le informazioni in esse contenute.

Sull’etichetta progettata, nell’area posta tra chip e antenna sono presenti perforazioni che consentono, di dividere con uno strappo i due componenti. Privato di buona parte dell’antenna il chip non può più essere letto attraverso i normali lettori di prossimità, ma mantiene nel chip tutte le informazioni memorizzate.
Tali informazioni potranno essere lette solo a pochi centimetri di distanza, mettendo così l’acquirente al riparo da letture illecite.

 


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