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15 febbraio 2016 - Cat: Security
  

Come integrare più sistemi di allarme: la specifica CLC/TS 50398:2008


Una uova specifica tecnica che permette di dare chiare indicazioni sul modo in cui è possibile integrare più sistemi di allarme. Di Adalberto Biasiotti.

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Ricordo a tutti i professionisti della security che un costante aggiornamento del panorama normativo rappresenta un dovere, più che un’opzione. In questo contesto mi è gradito illustrare questa nuova specifica tecnica, che permette di dare chiare indicazioni sul modo in cui è possibile integrare più sistemi di allarme. L’integrazione tra le varie segnalazioni di allarme, dal furto all’incendio, rappresenta un aspetto fondamentale nella progettazione e gestione di moderni sistemi di sicurezza.


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Questa specifica tecnica, elaborata dalla commissione tecnica CENELEC TC 79, sistemi di allarme, è di estrema importanza, perché permette di dare precise indicazioni sulle modalità con le quali è possibile integrare diversi sistemi di allarme.  La specifica tecnica si preoccupa di precisare che essa affronta non solo il problema dell’integrazione di diversi sistemi di allarme, ma anche di sistemi, che potrebbero non essere di allarme. Ecco la ragione per la quale, ad esempio, viene analizzata la possibilità che, integrando un sistema di allarme con un sistema di diffusione sonora, sia possibile lanciare un allarme, attraverso gli altoparlanti, in conseguenza della ricezione di un allarme, ad esempio di incendio.
Essa sostituisce la precedente, datata 2002, e rispecchia la significativa evoluzione che si è manifestata in questo settore.
 
Sono infatti assai pochi oggi gli impianti integrati, nei quali è solo presente un sistema per il lancio dell’allarme. Oggi sono integrati sistemi video, sistemi audio, sistemi antintrusione, sistemi antincendio, sistemi di diffusione sonora, sistemi di segnalazione di emergenza, proprio perché da una corretta integrazione si ricava un utilizzo più efficiente ed efficace dei sistemi, rispetto a sistemi, utilizzati ed analizzati separatamente.
Come ormai tutte le norme, elaborate secondo lo schema unificato, essa inizia con la descrizione degli obiettivi della norma, le definizioni, e una descrizione generale con la illustrazione dei principi fondamentali.
 
La norma passa quindi esaminare le diverse configurazioni, caratteristiche dei sistemi di allarme integrati, sottolineando in particolare i requisiti di sistema e la valutazione di compatibilità. Questi requisiti di sistema rappresenta rappresentano un aspetto assolutamente fondamentale di qualsiasi processo di integrazione.
Successivamente la norma passa ad esaminare le modalità con le quali è possibile armonizzare ed integrare gli strumenti, che vengono utilizzati per la visualizzazione e per il controllo degli allarmi, che provengono da diversi sistemi.
 
Successivamente si illustrano le modalità con le quali devono essere sviluppati gli elementi, che permettono di trattare le varie componenti dei sistemi di allarme separati.
Ampio spazio è dato alla illustrazione della interconnessione dei sistemi di trasmissione di allarme, nonché degli alimentatori e delle temporizzazione, soprattutto per evitare che un possibile conflitto fra diverse segnalazioni, oppure una sovrapposizione, possa portare a ritardi di gestione. Ecco perché un intero paragrafo è dedicato proprio all’esame di ciò che accade, quando si verificano simultaneamente eventi, generati da diversi sistemi di allarme.
Infine, si offrono indicazioni su come è possibile effettuare una verifica delle prestazioni del sistema integrato.
 
La norma prende in esame diverse configurazioni di questi sistemi integrati, che vengono classificati in due diverse tipologie. Per ogni tipologia vengono offerte delle esemplificazioni operative.
 
Adalberto Biasiotti



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 

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