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Anno 11 - numero 2128 di giovedì 19 marzo 2009 Rischio cancerogeno: le criticita', i dati e il D. Lgs. 81/2008L’articolo 244 del D.Lgs. 81/2008 dedicato alla registrazione dei tumori e le riflessioni sull’attualità del rischio cancerogeno. Dati e riflessioni da un convegno sul rischio cancerogeno occupazionale. Pubblicità Dopo aver presentato gli atti del convegno nazionale “Il rischio cancerogeno occupazionale oggi”, organizzato dalla Scuola Italiana di Formazione e Ricerca in Medicina di Famiglia (Sifmed) in collaborazione con il Patronato INCA CGIL, PuntoSicuro si è soffermato in un precedente articolo su dati e riflessioni di alcuni interventi.
In particolare abbiamo colto alcuni elementi utili per meglio definire le dimensioni del rischio cancerogeno, per conoscere il ruolo dell’epidemiologia e per rilevare eventuali problemi e criticità, ad esempio in merito alla sottovalutazione del rischio.
Un altro intervento da segnalare ai nostri lettori è quello di Alessandro Marinaccio, “Testo Unico e ruolo dell’ISPESL nella ricognizione e registrazione dei tumori professionali”.
L’intervento affronta l’evoluzione del quadro normativo, la sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali in Italia e le prospettive alla luce dell’art 244 del D. Lgs 81/2008.
In particolare l’art. 244 “Registrazione dei Tumori” del D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 definisce le basi normative per la costituzione di un Registro nazionale dei tumori di origine professionale.
Riguardo a questo articolo ricordiamo che il testo del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 dicembre 2002, n. 308 (Regolamento per la determinazione del modello e delle modalità di tenuta del registro dei casi di mesotelioma asbesto correlati ai sensi dell'art. 36, comma 3, del decreto legislativo n. 277 del 1991), è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 febbraio 2003, n. 31.
L’intervento riporta poi alcune questioni epidemiologiche aperte e alcuni dati documentati dal Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM):
- “per un numero di rilevante di casi di mesotelioma non è possibile identificare le circostanze di esposizione ad amianto”, probabilmente questo è un “dato dipendente dalla qualità delle informazioni” (assenza di un livello di dose/soglia, ubiquitario utilizzo dell’amianto prima del bando, oggettive difficoltà di anamnesi,…);
- “circa il 4% dei casi di mesotelioma rilevati originano da esposizioni di tipo ambientale ed un ulteriore 4% da esposizioni di tipo familiare”.
Anche l’intervento “Valutazione del rischio cancerogeno, registrazione dei lavoratori esposti (ed ex-esposti), individuazione di casi: implicazioni preventive e assicurative”, di Pietro Gino Barbieri, riporta alcuni spunti critici.
Quest’intervento affronta anche gli aspetti di attualità sia del rischio cancerogeno chimico che del danno sui lavoratori esposti e riporta diversi esempi relativi ad alcuni settori lavorativi (produzione e stampaggio mescole in gomma, opere di asfaltatura, allevamenti avicoli, comparto siderurgico, …) che vi invitiamo a leggere nel documento originale.
Le conclusioni di Barbieri in relazione all’attualità del rischio indicano che:
- “a fronte della complessità di definire l’esposizione a cancerogeni in contesti lavorativi caratterizzati da basse concentrazioni di inquinanti, le valutazioni effettuate dalle imprese risultano spesso gravemente carenti;
- ne consegue una (probabile) sottostima del rischio e la mancata/parziale applicazione delle misure di prevenzione e protezione, informazione e registrazione degli esposti”;
- è “auspicabile un ruolo attivo dei Servizi PSAL di stimolo ad approfondite valutazioni della esposizione a cancerogeni”.
Riguardo poi all’attualità del danno si scrive che:
- “a 20 anni dall’iniziale dibattito sui ‘tumori perduti’ rimangono spesso misconosciuti (probabili) casi di tumore lavoro-correlato in numerose coorti di esposti, di singole imprese o comparti lavorativi”
- i “Servizi PSAL delle ASL possono svolgere un ruolo fondamentale”, sia nella individuazione di possibili casi di origine occupazionale e nella loro valutazione (a fini assicurativi e di giustizia) che nell’orientamento dei medici curanti al riconoscimento e alla notifica dei tumori lavoro-correlati”.
Alessandro Marinaccio, Registro Nazionale dei Mesoteliomi Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza Lavoro Roma (formato PPT, 2.47 MB);
- “Valutazione del rischio cancerogeno, registrazione dei lavoratori esposti (ed ex-esposti), individuazione di casi: implicazioni preventive e assicurative”, Pietro Gino Barbieri, Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di lavoro ASL Brescia (formato PPT, 40.2 MB);
Tiziano Menduto
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