|
|
|
|
 |
|
Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
|
|
|
Anno 12 - numero 2342 di giovedì 25 febbraio 2010
La prevenzione degli incendi nei laboratori L’importanza della prevenzione degli incendi nei laboratori chimici. La protezione passiva, già in sede progettuale e organizzativa, quella attiva per evitare le condizioni adatte a un incendio, i mezzi di estinzione.
google_ad_client
Spesso i siti delle Università sono una fonte ottimale non solo di documenti
didattici per gli studenti, ma anche di documenti sulla sicurezza sul lavoro
elaborati dai Servizi di Prevenzione interni.
Continuiamo dunque a parlare di prevenzione degli incidenti relativi alla
manipolazione e all’esposizione
a prodotti chimici, di sostanze
e preparati pericolosi presentando oggi “Il rischio
incendio nei laboratori
chimici”, documento a cura del Servizio
Prevenzione e Protezione dell’Alma Mater Studiorum –
Università di Bologna.
---- L'articolo continua dopo la pubblicità ----

Gli autori premettono
che i prodotti
chimici “presentano una grande varietà di comportamenti a contatto
con il
fuoco” e dunque gli incendi nei laboratori sono “molto più facili da
prevenire
che da spegnere”.
Ecco, dunque, l’importanza della
prevenzione incendi in questi particolari luoghi di lavoro che si
può
svolgere:
- in forma passiva, specialmente in sede progettuale e organizzativa,
agendo ad
esempio sulle caratteristiche degli edifici, sui materiali di
costruzione, sui sistemi
antincendio, sul dimensionamento e la collocazione di scale,
passaggi e vie
di esodo;
- in forma attiva, cosa che può essere fatta anche durante l'attività di
tutti
i giorni, eliminando o riducendo gli elementi o le situazioni che
possono
provocare l’incendio.
Il documento di occupa poi anche di protezione
dagli
incendi presentendo le attrezzature e le misure organizzative
idonee
a limitare il danno a causa di un incendio già in atto: quando cioè la
prevenzione non è stata sufficiente.
Raccogliamo brevemente alcuni elementi di prevenzione incendi per i laboratori
chimici, ricordando che il documento originale – che vi invitiamo a
visionare - è ricco di indicazioni e consigli.
La prevenzione passiva:
- la struttura: “in sede progettuale
riveste particolare importanza la scelta dei materiali da impiegare in
un laboratorio
chimico”. Ad esempio “nelle scale e negli ambienti con notevoli
carichi di
incendio si devono evitare le strutture metalliche, soprattutto se
portanti, e
privilegiare l'utilizzo del cemento armato che alle alte temperature
mantiene
tutte le proprietà”. Inoltre la compartimentazione delle aree a rischio
facilita “un'agevole evacuazione e, al tempo stesso, impedisce la
propagazione
immediata dell'incendio”:
un
laboratorio “deve essere separato dall'edificio da muri, porte,
soffitti e
pavimenti REI 90-120, vale a dire in grado di impedire la propagazione
dell'incendio per 90-120 minuti (R: resistenza al fuoco, E: tenuta al
fumo, I:
resistenza all'irraggiamento)”. Il documento si sofferma poi sugli
arredi,
sulle cappe e su tutti gli altri materiali che dovrebbero essere in
materiale
incombustibile;
- il sistema antincendio: è evidente
che deve “essere previsto un sistema
antincendio idrico adeguatamente dimensionato al carico di incendio
da
estinguere e all'area da proteggere, dotato di idranti a colonna
all'esterno
dell'area e cassette di tipo UNI nell'edificio contenenti manichetta e
lancia.
Inoltre in determinati casi si potranno installare impianti fissi di
spegnimento - del tipo "Sprinkler" o a biossido di carbonio – e,
laddove si utilizzano rilevanti quantità di infiammabili, un “impianto
di rilevazione
fumi con sensori idonei al tipo di incendio più probabile”;
- passaggi e vie d'esodo: il
documento fornisce precise indicazioni su dimensioni e collocazione di
tutti i
passaggi (porte, corridoi, varchi e scale) in relazione alla quantità di
infiammabili
e al numero di persone presenti. Sono fornite indicazioni anche per i
corridoi
ciechi e le vie e uscite di emergenza;
- l'impianto per gas tecnici:
vengono fornite informazioni relative all'impianto di erogazione del
metano e
degli altri gas
compressi (“deve essere ispezionabile in ogni sua parte e quindi
costituito
interamente da tubazioni esterne del colore corrispondente al gas”, …);
- i depositi: partendo dal fatto che
“quando i quantitativi di sostanze infiammabili presenti nell'edificio
lo
richiedano, deve essere predisposto un deposito di sostanze
infiammabili, alla
cui compartimentazione si provvederà con pareti e porte tagliafuoco”, il
documento dà diverse indicazioni sulla ventilazione, sull’eventuale
isolamento
(obbligatoria nel caso di perossidi organici) e sui depositi bombole.
La prevenzione attiva, per evitare
“che si verifichi contemporaneamente la presenza dei tre fattori che
causano un
incendio: combustibile, comburente e innesco”:
- il combustibile: dopo aver
determinato cosa sia da considerarsi combustibile, il documento indica
che si
deve “ridurre al minimo indispensabile la quantità di materiale
infiammabile in
laboratorio”. Questi materiali vanno conservati in appositi luoghi
“realizzati
in materiale resistente al fuoco (oltre che alle caratteristiche delle
sostanze
stoccate); questi arredi saranno aerati e dotati di recipienti
raccoglitori agli
scaffali e al fondo”;
- il comburente: ricordando che
l'aria - contiene circa il 20% di ossigeno
ed è “ossidante per eccellenza” - il comburente risulta ineliminabile “a
meno
che non si lavori in atmosfera inerte”.
Tuttavia sono date indicazioni specifiche relative allo stoccaggio e
all’uso
delle bombole di ossigeno, di tutti gli ossidanti inorganici ed
organici,
…;
- l'innesco: in un laboratorio
chimico le possibilità di innesco di un incendio “possono essere dovute
all'impianto elettrico, alle fiamme libere o alle reazioni
chimiche stesse inattese o sfuggite al controllo”. In particolare
“per
quanto riguarda l'impianto elettrico si tratta di impedire il fenomeno
dell'arco elettrico in tutto l'ambiente e in particolare in prossimità
delle
lavorazioni pericolose e dello stoccaggio dei prodotti infiammabili o
esplosivi” e vengono dati diversi suggerimenti in merito. Inoltre le
fiamme
libere “devono essere completamente eliminate; qualora la natura delle
lavorazioni le richieda sarà necessario confinarle su banconi sgombri,
mantenendo un'area di rispetto di raggio 150 cm priva di ogni
infiammabile”.
Vengono poi fornite informazioni concernenti il metano ed altri gas
compressi
e, specialmente, precauzioni per evitare reazioni
chimiche che possano dare fiamme o esplosioni;
- i gas compressi: alcune
indicazioni specifiche per gli impianti e bombole di gas compressi “sia
che
siano combustibili o comburenti, e quindi in grado di partecipare
attivamente
alle combustioni, sia che non lo siano, in quanto il pericolo di scoppio
connesso alle alte pressioni aumenta considerevolmente in caso di
incendio”.
Riguardo infine alla protezione,
vengono fornite alcune informazioni relative al dettato del Decreto
legislativo
81/2008 (ad esempio in merito alla designazione e formazione di
lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione
incendi e lotta antincendio) e presentati in i mezzi
antincendio di pronto intervento con alcuni consigli di
utilizzo:
- idranti;
- estintori;
- impianti centralizzati;
- coperta antifiamme;
- doccia di emergenza;
- sabbia (in secchi).
Per finire riportiamo, benché “non esista una procedura universalmente
accettata”, alcune semplici misure
organizzative adatte ad un incendio di modeste proporzioni in un
laboratorio
chimico:
- “allontanare il personale (soprattutto gli studenti);
- interrompere la corrente elettrica e l'erogazione del metano (e di
altri gas
compressi, se presenti) agendo sui comandi generali del laboratorio;
- allontanare le sostanze e le attrezzature pericolose;
- intervenire con i mezzi antincendio;
- avvertire il servizio
antincendio e il servizio sanitario”.
Servizio Prevenzione e Protezione dell’Alma Mater Studiorum – Università
di
Bologna, “Il rischio
incendio nei laboratori chimici”, (formato PDF, 95 kB).
Tiziano Menduto
Commenti alla pagina.
Nessun commento attualmente presente.
Ultimi documenti inseriti nella banca dati normativa di PuntoSicuro sulla sicurezza sul lavoro. |
|
NEWSLETTER
|
Ricevi ogni giorno le principali notizie sulla sicurezza sul lavoro. Inserisci il tuo indirizzo e-mail:
|
|
|
Copyright © All Rights reserved 1999-2012 - PuntoSicuro è la testata giornalistica di
Mega Italia Media.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
È la rivista ufficiale Aifos - Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro È sito segnalato dai servizi di documentazione INAIL e ISPESL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità.
Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562 Direttore responsabile: Luigi Meroni. Redazione: Pietro de' Castiglioni, Federica Gozzini, Tiziano Menduto (contattaci) - Privacy Policy
Unsubscribe: per cancellarsi dalla newsletter PuntoSicuro cliccare qui, per modificare l'e-mail di iscrizione alla newsletter cliccare qui
Mega Italia Media srl, via Roncadelle 70A, Castel Mella (BS), C.F./P.IVA 03556360174, Tel. 0305531825 produce corsi multimediali e in e-learning per la formazione su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Realizzato con il content management system DynDevice WCMS |
|
|
|