|
 |
|
Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
| |
|
Anno 12 - numero 2450 di giovedì 29 luglio 2010 - 29/07/2010
Sicurezza e salute sul lavoro nell’esposizione a polveri di legno
Un vademecum della Regione Lombardia per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti all’inalazione di polveri di legno. I rischi per la sicurezza, i rischi chimici e cancerogeni e le misure di prevenzione.
google_ad_client
PuntoSicuro continua la pubblicazione dei documenti prodotti nel 2010 dalla Regione Lombardia in relazione al
Piano regionale 2008-2010 “Promozione della sicurezza e salute negli ambienti
di lavoro” e con il contributo del Laboratorio "Tumori
Professionali".

Dopo aver presentato il vademecum dedicato allo stampaggio
di plastica e quello relativo allo stampaggio
della gomma, ci soffermiamo ora sul “Vademecum per il miglioramento della sicurezza e
della salute con le polveri di legno”.
Il documento si occupa del complesso dei rischi per la sicurezza e la salute
presenti in relazione all’esposizione a polveri di legno con particolare
riferimento alla gestione del rischio da agenti chimici pericolosi e da agenti
cancerogeni.
Riguardo invece alla gestione dei rischi
per la sicurezza, dall’analisi degli infortuni del settore “risulta che gli
infortuni legati direttamente agli agenti chimici ‘polveri
di legno’ costituiscono nel complesso una quota non trascurabile del
totale, oltre che mostrarsi a volte di non modesta gravità”.
In particolare le lesioni principali
“derivano da proiezioni di materiale (schegge o polvere), e quindi risultano
ferite ed emorragie; particolarmente colpiti sono gli occhi dove vi è la
possibilità di lesioni da corpo estraneo di lieve entità (polvere) o con esiti
molto gravi o permanenti (schegge)”. Inoltre “tra le sedi maggiormente
interessate dagli eventi infortunistici si trovano anche le dita e la mano, gli
arti superiori e le relative articolazioni”.
Il documento ricorda che, in alcune operazioni di manutenzione
o in specifiche fasi lavorative, vengono “spesso impropriamente utilizzati
ancora oggi getti di aria compressa; tale pratica, oltre a costituire azione
facilitante all’introduzione nell’albero
respiratorio della polvere di legno, comporta la possibilità di andare incontro
ad eventi infortunistici da proiezione di particolato”.
Gestione del rischio da agenti chimici
pericolosi
Il legno non può essere considerato come biologicamente inerte: bisogna ad
esempio fare particolare attenzione alla “presenza di numerose sostanze
chimiche che accompagnano naturalmente la parte fibrosa (senza considerare
le varie sostanze utilizzate come additivi, ecc.)”.
Se il rischio dipende dal tipo di attività di lavorazione che si prende in
considerazione e dalla composizione della materia prima, è inoltre “opportuno
tenere ben presente non solo i diversi legni, ma anche le sostanze
che sono state utilizzate come additivi
nelle prime fasi (preservanti, anti UV, stabilizzanti, ed altri), che
costituiscono parte integrante del materiale legnoso o che sono state applicate
nelle fasi terminali (trattamenti superficiali)”.
In questo senso “il rischio legato all’esposizione professionale riguarda
principalmente l’industria di seconda lavorazione, più che quella delle prime
fasi della filiera”.
Il vademecum indica che “dal punto di vista degli effetti tossici di rilievo appaiono tutte le particelle che hanno
una dimensione tale da potere arrivare quantomeno alle cavità
nasali (frazione inalabile)”. Inoltre la movimentazione del pezzo “può
comportare anche necessità di contatto cutaneo ripetuto: l’azione di
compressione meccanica della cute, abbinata all’alterazione del normale stato
del film idrolipidico protettivo (legato anche alle proprietà igroscopiche
della polvere di legno) od anche a microabrasioni da sfregamento, possono
costituire sinergie di rilievo per possibili effetti avversi sulla salute della
pelle dell’operatore”.
Il meccanismo d’azione è su base irritativa oltre che allergica e nel documento
è presente un elenco di essenze sensibilizzanti per contatto
cutaneo.
Si ricorda poi che per le sostanze chimiche “il datore di lavoro deve valutare
sia i rischi per la sicurezza sia i rischi per la salute dei lavoratori”. I
contenuti minimi del Documento di
Valutazione del rischio da agenti
chimici sono ricavabili all’art. 223 del Decreto
legislativo 81/2008.
Benché il Testo Unico (art. 232) stabilisca che la “responsabilità della valutazione
di rischio irrilevante sia a carico del Datore di Lavoro, considerando la specificità
del comparto, si ritiene che il giudizio
di rischio irrilevante non possa essere assunto in presenza di una delle
seguenti condizioni:
- presenza di sostanze/essenze sensibilizzanti;
- assenza di sufficiente aerazione naturale o forzata dell’ambiente in
relazione alla concentrazione delle macchine operatrici ed alla cubatura degli
ambienti;
- assenza di dispositivi di aspirazione localizzata nelle zone di sviluppo di
inquinanti”.
Gestione del rischio da agenti
cancerogeni
Al di là dell’accertata cancerogenicità
di alcune essenze, “sicuramente da considerare nella valutazione delle materie
prime utilizzate per una corretta analisi del rischio da agenti chimici”,
l’esposizione a polvere di legno è “in generale sospettata di effetti cancerogeni”.
L’Unione Europea, in accordo con il parere espresso dall’International Agency
for Research on Cancer (IARC), inserisce tra le “lavorazioni considerate
esponenti ad azione
cancerogena anche quella del legno, ed in particolare quella di legni duri”
(nel documento è presentato un elenco non esaustivo di tali legni).
Nell’industria del legno non è sempre tecnicamente possibile la sostituzione
nel ciclo produttivo delle materie prime, classificate come cancerogene
o pericolose per l’uomo, con altre meno pericolose” o realizzare con buoni
risultati un “ciclo chiuso”. In questi
casi il datore di lavoro deve “provvedere affinché il livello di esposizione
dei lavoratori sia ridotto al più basso valore tecnicamente possibile e
comunque al di sotto dei Valori Limite
di Esposizione (VLE)”.
In particolare per le polveri di legno duro il limite - indicato nell’Allegato
XLIII del Testo Unico - è “attualmente di 5 mg/m3 riferito ad un periodo di 8
ore ed alla frazione inalabile; viene inoltre precisato che qualora le polveri
di legno duro siano mescolate con altre polveri
di legno il valore si deve intendere riferito a tutte le polveri di legno
presenti nella miscela in questione, indipendentemente dalla durezza”.
Per individuare misure appropriate ed efficaci, è necessaria la “valutazione del livello di esposizione
dei lavoratori all’agente cancerogeno o pericoloso, tenendo conto anche del
possibile assorbimento cutaneo”. Questo tuttavia non significa che “per avere
una stima dell’esposizione si debba misurare in ogni caso: i prelievi
sull’ambiente sono da effettuarsi, nel rispetto delle buone pratiche
dell’igiene industriale, ogni volta che questo sia tecnicamente possibile ed
utile al fine di valutare l’entità dell’esposizione”.
Misure tecniche di prevenzione del
rischio chimico e cancerogeno
Per minimizzare la dispersione delle
polveri che si possono originare dalle lavorazioni meccaniche è necessario
“portare a termine una corretta progettazione dell’impianto
di aspirazione, seguita da regolare e idonea manutenzione, ed una corretta
pulizia degli ambienti”.
Rimandando i nostri lettori alla lettura completa del documento, ci soffermiamo
sulle indicazioni operative specifiche
per favorire l’efficienza degli impianti d’aspirazione, da cui “dipende
essenzialmente il rispetto dei valori limite di esposizione”:
- “tutti i punti di lavoro devono essere aspirati;
- laddove ci siano fasi lavorative
polverose e non aspirate (es. levigature a banco, ecc.), seppure saltuarie,
devono essere isolate;
- è essenziale che i singoli punti di
aspirazione siano sezionati con serrande di intercettazione affinché funzionino
solo quando il corrispondente impianto di lavorazione è in funzione;
- periodicamente vanno effettuati
interventi di manutenzione e di controllo dell’efficienza secondo le
indicazioni del costruttore;
- esistono impianti già dotati di
pressostato differenziale, con possibilità di controllo in continuo della
situazione ed eventuale pulizia automatica dei filtri. In alternativa è
possibile periodicamente (al massimo ogni sei mesi) misurare con anemometro la
velocità dell’aria, preferibilmente nella sezione del condotto;
- è fondamentale che vengano
formalizzate e idoneamente diffuse istruzioni relative alle procedure di
pulizia e manutenzione delle macchine e/o degli impianti, compresi i documenti
comprovanti l’avvenuta manutenzione. I documenti si intendono correttamente
compilati quando fanno esplicito riferimento alle parti di macchina interessate
dall’intervento e alla tipologia dello stesso”.
Infine, in riferimento ai mezzi per limitare il contatto dei lavoratori con la
polvere, è “opportuno ricordare alcuni obblighi
fondamentali cui è tenuto il datore di lavoro:
- “fornire al lavoratore idonei indumenti protettivi da riporre in modo
separato dagli abiti civili;
- fornire dispositivi
di protezione delle vie aeree per lo svolgimento di operazioni
particolarmente polverose;
- predisporre il divieto di assumere cibi e bevande sul posto di lavoro”.
L’indice del vademecum della Regione
Lombardia:
1.0 Premessa
2.0 Materiali e tecnologia
2.1 Materiali
2.2 Legno industriale
2.3 Principali tecnologie di lavorazione
2.4 Logistica d’impianto
3.0 Gestione dei rischi per la sicurezza
3.1 Ambiente di lavoro e movimentazione materiali
4.0 Gestione del rischio da agenti chimici pericolosi
4.1 Indirizzi per la redazione del documento di valutazione
4.2 Le misurazioni
5.0 Gestione del rischio da agenti cancerogeni
5.1 Indirizzi per la redazione del documento di valutazione
6.0 L’esperienza PPTP-legno
6.1 Utilizzo di modello previsionale per la stima dell’esposizione
7.0 Misure tecniche di prevenzione del rischio chimico e cancerogeno
8.0 Gestione di altri rischi
8.1 Movimentazione manuale dei carichi
8.2 Movimentazione dei carichi con macchine
8.3 Incendio ed esplosione
9.0 Sorveglianza sanitaria
Allegati
Allegato 1: Valutazione esposizione a polveri di legno
Allegato 2: Bibliografia
Regione
Lombardia - Gruppo di lavoro regionale coordinato da Saretto Gianni, Bertani
Gianfranco, Macchi Luigi - Unità Organizzativa Prevenzione, Tutela Sanitaria e
Veterinaria, Direzione Generale Sanità - Marzo 2010 - Vademecum per il
miglioramento della sicurezza e della salute con le polveri di legno.
Tiziano Menduto
| CAMPAGNE |
FACEBOOK |
 |
|
 |
|
|
Ultimo aggiornamento in banca dati.
|
|
|
Copyright © All Rights reserved 1999-2010 - PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media.
"I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee."
E' la rivista ufficiale
Aifos - Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro E’ sito segnalato dai servizi di documentazione INAIL e ISPESL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità.
Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562 Direttore responsabile: L. M. Meroni. Redazione: Pietro de' Castiglioni, Federica Gozzini, Tiziano Menduto (contattaci) - Privacy Policy
Unsubscribe: per cancellarsi dalla mailing list PuntoSicuro cliccare qui, per modificare l'e-mail di iscrizione alla newsletter cliccare qui
Mega Italia Media srl, via Mattei 1, Torbole Casaglia (BS), C.F./P.IVA 03556360174, Tel. 0303505222 produce corsi multimediali e in e-learning per la formazione su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
PuntoSicuro
|
|