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Anno 12 - numero 2450 di giovedì 29 luglio 2010 - 29/07/2010
Factsheet 91: l'educazione alla sicurezza nell'istruzione universitaria
Una relazione dell’EU-OSHA sull’importanza dell’integrazione della formazione alla SSL (salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) nell’istruzione universitaria. Le difficoltà, i fattori su cui puntare, gli esempi positivi in Europa.
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Non è la prima volta che l’Agenzia Europea
per la sicurezza e salute sul lavoro (EU-OSHA) sottolinea la vulnerabilità
dei giovani
lavoratori nel mondo del lavoro e l’importanza di integrare l’educazione
alla sicurezza lavorativa già nel percorso
formativo scolastico.

Jukka Takala, direttore dell’Agenzia europea, ricorda che “non si tratta solo
di insegnare a bambini e giovani
a vivere e a lavorare in modo sicuro”: la salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro (SSL) “deve diventare realmente parte integrante della gestione e del
funzionamento d'impresa, tutti i futuri
dirigenti e professionisti necessitano di una formazione sui rischi inerenti al
proprio ruolo e alle proprie responsabilità".
È evidente dunque l’importanza dell'integrazione della SSL nell'istruzione
universitaria, integrazione che presenta
diverse problematiche:
- mancanza di personale
docente universitario con esperienza e/o capacità di insegnamento attivo e
partecipativo in materia di SSL;
- carenza di materiale didattico adatto al livello universitario;
- carenza di fondi per sviluppare e fornire una formazione
in materia di SSL;
- difficoltà di introdurre
metodi attivi di apprendimento pratico per la SSL in un ambiente dominato da
metodi di apprendimento teorico.
Tuttavia non mancano esempi positivi in Europa di integrazione della SSL
nell'istruzione universitaria.
Questi temi sono stati affrontati nel rapporto "Mainstreaming
occupational safety and health into university education"
(Integrazione della sicurezza e salute sul lavoro nell’istruzione
universitaria) e poi riassunti in un documento informativo: “Factsheet
91: integrazione della SSL nell’istruzione universitaria: sfide e opportunità —
Sintesi di un rapporto”.
Nel documento si ricorda che i futuri ingegneri, architetti, professionisti
medici e amministratori e dirigenti aziendali dovranno tenere conto degli
aspetti della sicurezza e della salute sul lavoro (SSL) nella loro vita
lavorativa.
Come portare la formazione sulla SSL
nelle Università?
Alcuni fattori sembrano favorire l’incontro tra SSL e istruzione
universitaria:
- “in
settori in cui la normativa nazionale nel campo della SSL attribuisce
specifiche responsabilità a determinati professionisti, come quelli coinvolti
in progetti di ingegneria civile;
- qualora
i requisiti di formazione per i tecnici della sicurezza siano specificati dalla
legge e comprendano studi a livello universitario;
- qualora
esista un organo accademico locale impegnato nel campo della SSL (ciò sembra
più probabile nelle università tecniche);
- qualora
l’autorità responsabile della SSL o l’organismo per l’assicurazione sul lavoro
abbia un ruolo di formazione che potrebbe includere la fornitura di assistenza
alle università;
- nei
settori in cui l’università ha specifici doveri nel quadro
della SSL, ad esempio quello di garantire la sicurezza degli studenti durante
le sessioni in laboratorio e le attività pratiche”.
La relazione sottolinea dunque i fattori
di successo, modi e strumenti per favorire l’integrazione:
-
“iniziare cercando di coinvolgere alcune persone ricettive e istituzioni con cui
collaborare;
-
instaurare un rapporto di cooperazione; non essere prescrittivi;
- essere
consapevoli delle esigenze curricolari concorrenti e delle pressioni in termini di
tempo già esistenti negli studi universitari di primo grado;
- limitare
l’insegnamento
della SSL ad alcuni aspetti fondamentali;
-
integrare le questioni della SSL nei corsi anziché proporle
come materia opzionale, soprattutto in caso di limitata possibilità di moduli
supplementari;
- fornire
materiali didattici in materia di SSL adeguati che siano pertinenti per il
settore di studio nei quali sono inseriti e per il modo in cui tale
argomento viene insegnato;
- usare
casi reali e trovare il modo di introdurre metodi di risoluzione dei problemi,
di apprendimento attivo e così via;
- fornire
assistenza agli accademici per consentire loro di usare i materiali in maniera
efficace;
- sfruttare
la necessità di fornire istruzioni di sicurezza per le attività pratiche quale
mezzo per introdurre il messaggio di una più ampia cultura di prevenzione tra
gli studenti interessati;
- fare uso
dell’apprendimento
in rete e delle risorse
elettroniche per
sostenere e integrare l’insegnamento in classe, ma anche per ampliarne la
disponibilità per l’apprendimento
a distanza;
- per
motivare gli studenti, assicurare che lo studio della SSL contribuisca alla
votazione finale o al conseguimento di un diploma riconosciuto e così
via;
-
scegliere il momento giusto. Un ambito professionale universitario o specifico
deve essere disposto ad accettare i cambiamenti e il clima deve essere
adeguato. Ad
esempio, prendere in considerazione la possibilità di avviare discussioni quando
si effettuano cambiamenti dei programmi
di studio o delle strategie riguardanti i futuri laureati universitari;
-
collaborare con le associazioni professionali riguardo ai programmi di studio a
livello universitario;
- valutare
la possibilità
di instaurare partenariati: cooperazione tra università, istituti di ricerca,
autorità responsabili della sicurezza, compagnie di assicurazione e industria”;
-
promuovere e facilitare in tutto il mondo universitario una strategia in
materia di SSL che unisca l’insegnamento della SSL, dell’educazione al rischio e la
creazione di un ambiente di lavoro e di apprendimento sano e sicuro per tutto
il personale e gli studenti e che coinvolga attivamente il personale e gli
studenti nel processo”.
Il documento propone anche diversi suggerimenti:
-
“istituire un archivio per condividere le risorse didattiche a livello
universitario;
- nei casi
in cui si insegni già in una certa misura la SSL, ad esempio per i fattori
contestuali menzionati in precedenza, sfruttare questa circostanza come punto
di partenza
per integrare la SSL in maniera più generale in altre facoltà.;
- nei casi
in cui imprese locali cooperino con le università, incoraggiarle a integrare la
SSL nelle loro attività per gli studenti (conferenze, visite o tirocini di
studenti);
- trarre
insegnamento dalle esperienze di integrazione della SSL nell’istruzione
scolastica e dalle buone prassi nella formazione di giovani
lavoratori e adattarle al livello universitario;
-
sfruttare il crescente uso «dell’insegnamento modulare» e creare uno
specifico modulo per la SSL;
- adattare
i metodi di formazione professionale e le risorse per l’uso a livello
universitario;
-
incoraggiare i datori di lavoro a identificare le conoscenze in materia di SSL
quale fattore nelle assunzioni;
- indurre
le scuole
di direzione aziendale a includere la SSL e la produttività economica nei loro
programmi di ricerca e di conferenze”.
Alcuni esempi di buone prassi sono
riscontrabili in Europa:
- in Spagna: l’Università di Salamanca ha colto “l’opportunità di fornire
alcune risorse di base nel campo della SSL per tutti gli studenti laureandi su
un CD-ROM e su Internet, con il sostegno dell’amministrazione regionale”;
- nel Regno Unito: il Laboratorio per la salute e la sicurezza ha “collaborato
con l’Università di Liverpool per includere elementi della SSL nel corso
universitario di primo grado di ingegneria, anche attraverso l’uso di metodi di
apprendimento attivo e di studi di casi reali”;
- in Germania: “esempi di facoltà interuniversitarie che operano in
partenariato per riunire le conoscenze e le risorse necessarie per creare e
condividere risorse di apprendimento in rete”.
Per il futuro è necessario definire una strategia
per il mondo universitario, una strategia che combini la gestione della SSL
per prevenire i rischi nel mondo del lavoro con le conoscenze, competenze e
atteggiamenti e comportamenti
sicuri tra gli studenti e il personale, ivi compresi i professori e il
personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
EU-OSHA, “Factsheet
91: integrazione della SSL nell’istruzione universitaria: sfide e opportunità —
Sintesi di un rapporto” (formato
PDF, 80 kB).
EU-OSHA, Report "Mainstreaming
occupational safety and health into university education" (formato
PDF, 2.88 MB).
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