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Emergenza e terremoto nelle scuole


Da un commento su PUNTOSICURO nasce una proposta operativa.

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Trento, 26 Giu - Alcuni giorni fa, in un commento in riferimento ad uno degli articoli di approfondimento sul tema del terremoto pubblicati da PUNTOSICURO un lettore, il Geom. Massimo Zucchiatti, illustrava un metodo da lui utilizzato per rendere consapevoli insegnanti ed alunni relativamente ai “punti sicuri” in caso di sisma ed alle procedure relative alla gestione delle emergenze. Zucchiatti così scriveva:
 
Una mia "invenzione" che dal 1999 anni porto alle scuole (molto piaciuta a tutti ma poco applicata): IL BOLLINO VERDE "ZUCCHIATTI" : si invitano i tecnici comunali e/o i loro progettisti nelle scuole con una piantina dell'edificio dove sono indicati i "PUNTI SICURI" (sembra il Vs. sito...) dell'edificio in caso di terremoto (pareti portanti-architravi-angoli sicuri-pareti senza finestre, ecc..), poi gli insegnanti fanno disegnare un "BOLLINO VERDE (ZUCCHIATTI...)" che viene posto in vista in questi punti. In caso di terremoto questi "dovrebbero" essere i punti migliori (oltre sotto un tavolo ecc. ecc.) dove posizionarsi.
 
Il "BOLLINO VERDE (ZUCCHIATTI)" se adottato può andare bene per scuole-ospedali-case-ecc.ecc.
 
Lo dico dal 1999 ma solo alcune scuole lo hanno adottato e sembra non interessi nessuno ma credo sia una buona idea (purtroppo gratuita e quindi...di nessun valore).
 
Ho anche "inventato" le Hostess/STUART della sicurezza nelle scuole (gratuita "purtroppo" anche questa): il 1° giorno (1° !!) di scuola in ogni plesso scolastico un Volontario (o più, dipende dalla scuola) della protezione civile di quel Comune, si presenta a scuola e salutando tutti invita a "osservare" le uscite di sicurezza di quella scuola e fornisce BREVISSIME INDICAZIONI in caso di evacuazione (come sugli aerei SEMPRE prima di partire ...anche se molto meno complessi di un edificio scolastico - ecco il perchè di "HOSTESS/STUART" della Sicurezza a Scuola).
Finito!
Dopo 1...2 minuti saluta tutti ed invita gli insegnanti a mostrare le altre protezioni della scuola (estintori,idranti,imp. rilevaz.fumi) che possono essere viste nei giorni seguenti e spiegate semplicemente con poche parole da qualsiasi insegnante anche se non specializzato.
 
Questo anche perchè è utile (secondo me) prendere in considerazione il pericolo da subito e non a Natale con la prima prova di evacuazione senza sapere niente prima...il terremoto, un incendio ecc. ecc. non aspetta nessuno e non esiste la "PREVENZIONE" TERREMOTO ma solo la "PROTEZIONE" che si fa anche con la giusta INFORMAZIONE (come fa PUNTOSICURO !)”
 

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Per la formazione dei lavoratori e degli addetti alla squadra di emergenza

La proposta di Zucchiatti è stata subito recepita da SICURELLO.si che, nell’ottica della massima diffusione delle buone norme - vedasi ad esempio i sussidi per la formazione dei bambini -  ha sviluppato una scheda esemplificativa ed una proposta di BOLLINO VERDE che viene messa a disposizione di tutti tramite PUNTOSICURO.
 
 
 
 
 
Per l’idea “BOLLINO VERDE ZUCCHIATTI” si ringrazia il Geom. Massimo Zucchiatti
 
Graphics Designer: Federica Farina


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Rispondi Autore: Eugenio Borghese26/06/2012 (07:37:35)
Molto bello e coinvolgente.
Ma se la scuola non ha "luoghi sicuri" ?, come non li aveva la scuola di San Giuliano di Puglia ..... cosa si fa ??.
In Emilia ci son stati 223 istituti danneggiati ospitanti 71 mila studenti.
Il 60% degli degli edifici scolatici italiani è stato realizzato prima del 1971, mentre l’introduzione della legge antisismica per le costruzioni in Italia risale al 1974.
Il 3% è stato costruito prima del 1900; il 18% è stato costruito tra il 1900 e il 1940; il 28% è stato costruito tra il 1940 e il 1996; il 46% è stato costruito tra il 1965 e il 1990; il 5% è stato costruito tra il 1990 e il 2002.
Il 34% degli edifici si trova in zone con rischio sismico.
Il 57% degli istituti non possiede il certificato di agibilità statica.
solo nel 36% è stata installata la chiusura antipanico;
In 1 scuola su 5 le vie di fuga non sono adeguatamente segnalate;
Solo 1 scuola su 3 possiede scale di sicurezza
Solo in Sicilia, ci sono 642 scuole a rischio crollo in caso di terremoto.



Rispondi Autore: Riccardo Borghetto26/06/2012 (08:54:01)
Bella idea che apprezzo.
Faccio i miei complimenti a Zucchiatti, all'amico Farina e anche a Punto Sicuro per la diffusione.
Faccio una riflessione: siamo sicuri che i grandi sappiano quali sono i luoghi sicuri in caso di terremoto ? Di solito quando si realizzano le planimetrie ci si concentra sulle vie di esodo, estintori ecc. Non ho mai visto planimetrie in cui si indichi la posizione ove sostare in sicurezza in caso di terremoto.
Rispondi Autore: Chierichetti26/06/2012 (09:20:33)
QUESTA E' UNA DELLE TANTE TESTIMONIANZE DI CHI E' VICINO ALLE CONSEGUENZE DI UN TERREMOTO, di chi convive con la realtà e non con tante belle teorie.
Adesso è in esame il terremoto MA, secondo voi, altre secolari carenze nelle/per le scuole sono state risolte (mancanza oi inadeguatezza delle uscite di sicurezza, p.e./prove di evacuazione inesistenti, impianti elettrici da schifo, ecc. ecc.)
Meno teoria, ma piedi per terra.
"salve
beh le cose vanno un po diversamente qui a modena da come viene dipinta in tv
premetto che non vivo nelle zone direttamente interessate e qui il terremoto (circa a 40 km) pur avvertito molto forte non ha fatto danni ma ho parecchi amici e colleghi di carpi, mirandola, ecc. ecc.
proprio ieri parlavo con un collega direttamente interessato e sono disperati dalla lentezza degli enti, tante riunioni ma niente di concreto.
molti preferiscono gestirsi autonomamente piuttosto che vivere nelle tende in quanto sono esasperati dalla presenza di extracomunitari (la maggioranza) arrivati anche da paesi vicini (non interessati dal terremoto) che hanno solo pretese e trattano le cose lasciandole in stati pietosi.
nelle zone isolati molti rimangono nelle vicinanze delle loro abitazioni, ma hanno paura di sciacalli che in alcuni casi (mi hanno riferito) entrano anche nelle tende; nel giorni immediatamente seguenti le scosse qualcuno diffondeva la notizia di altre scosse per fare allontanare la gente dalle case.
diversi ingegneri rifiutano di eseguire le perizie in quanto il clima accusatorio (basta vedere le interviste ai sindacati) li mette in forte imbarazzo a redigere le perizie e chiedono certezze che non sono in grado di dare.
le grandi organizzazioni pretendono di monopolizzare la gestione costringendo la popolazione a starsene con le mani in mano, che per quella gente è disastroso, in quanto li trasformano in apatici mantenuti, togliendogli ogni motivazione che per noi è indispensabile.
unica cosa che li sostiene è l'aiuto spontaneo di tante persone che sono arrivate e di manifestazioni da tutta italia che anche se il loro riserbo gli impedisce di esternare li aiuta e li sostiene sicuramente di più che qualche burocrate che vuole salire in cattedra.
questo solo una parte di quanto si riesce ad intuire da quelle zone
scusate lo sfogo ma non è giusto che si nasconda la verità (o almeno non tutta)
cordialmente"
Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI26/06/2012 (11:15:01)
Ringrazio per i commenti.
Per quanto riguarda la scuola di San Giuliano posso solo dire che è stato un caso gravissimo dove "l'uomo" ha molto contribuito all'evento.
La mia idea non pretende di risolvere l'impossibile ed "adeguare" gli edifici. L'idea nasce dalla riflessione che in un momento di emergenza servono poche cose, immediate, essenziali facili da comprendere .Poi sui numeri e percentuali andrei cauto, bisogna sempre sapere da dove vengono le percentuali e come sono state calcolate. I monitoraggi del MIUR se li andate a leggere dal punto di vista tecnico e di comprensione sono fatti male ...apposta ? Ad esempio nei vari monitoraggi si deve rispondere se la scuola ha il CPI (da parte dei VV.F.) ma se la scuola ha meno di 100 persone (e ce ne sono tante) non ha bisogno del CPI ! Però la domanda impone SOLO 2 risposte: SI o NO...Se abbiamo 5 scuole con meno di 100 persone che rispondono di NO potremmo anche dire che il 100% delle scuole che hanno risposto sono senza il CPI (valutazione di parte). Mi sono spiegato ?
Seguo centinaia di scuole ed ho seguito centinaia di monitoraggi negli anni...non c'è niente da fare le domande sono poste male e quindi le risposte seguono le domande con il risultato di avere percentuali errate. Sono convinto che sicuramente molte scuole siano in cattivo stato ma cercherei di puntualizzare . Dire che una scuola su tre possiede scale di sicurezza potrebbe anche dire che 2 scuole su 3 non hanno più di un piano...(domanda mal posta e risposta conseguente..) e quindi non hanno bisogno di scale di sicurezza (forse si intende quelle esterne...) Inoltre non esiste la "chiusura antipanico" ma forse si voleva dire "maniglione antipanico". Il fatto poi che le scuole siano vecchie non vuol dire che possano cadere (venga a vedere le ristrutturazioni fatte in FVG in molte scuole "vecchie")
Vorrei ringraziare il sig. CHIERICHETTI e la sua testimonianza importante (avevo sentito le stesse cose dai miei amici volontari PROT.CIVILE che sono andati nei luoghi del sisma...mi hanno riferito: "situazione molto difficile "...non voglio aggiungere altro in quanto non ci sono andato e la testimonianza avuta è più che sufficiente per capire.
Al sig. BORGHETTO volevo dire che negli ultimi anni quando a settembre mi trovo con gli insegnanti per la informazione e formazione dico sempre: "nei primi giorni quando non ci sono molti compiti a casa fate fare agli alunni un compito speciale: fate una prova di evacuazione a casa con i vostri genitori e fratelli...poi a scuola scriveremo un racconto di quello che è successo e come vi siete comportati...." un compito strano ma efficace.
Questo venerdì sera qui a PAVIA DI UDINE (mio paese) con i ragazzini del GREST (centro estivo) ci troviamo con la prot. civile - alpini e C.R.I. per parlare delle emergenze in caso di terremoto cosa fare e come farlo e poi notte in tenda con la Prot.CIVILE .
Mandi a tutti (augurio e saluto friulano)
Rispondi Autore: Chierichetti26/06/2012 (14:33:10)
Qualche giorno fa il Capo dello Stato ha precisato che, seppur è stato fatto, la sicurezza sul lavoro è ancora carente e le morti bianche sono frequenti (almeno il succo è questo).
Non è una novità che in ogni circostanza venga ribadito, con parole diverse,il solito concetto.
Ribadire, riparlare e riparlare ma, in sintesi, cosa di concreto.
TRE indicazioni e invito i volonterosi a portare dei fattivi suggerimenti.
a) Ogni azienda privata, organismo pubblico deve presentare un piano triennale di apporti/correzioni strutturali, equipaggiamenti, ecc. spesata con una cifra che deve essere una percentuale fissa di bilancio.Lo Stato, visto che parla di sicurezza e morti bianche, attui degli sgravi fiscali.(Controlli a tappeto sulle ottemperanze e, i furbi, messi in mutande perchè delitto nei confronti della persona e della società). Per questo disegno accetterei anche una tassa, eccome se la accetterei!
Non dico nè target e nè badget, ma lo con quanto sopra, da buon italiano.
Quante volte ho sentito parlare e visto estendere dei piani programmatici a fronte di carenze riscontrate nella redazione di revisioni di DVR, rimasti poi sulla carta. Cioè fatti per parae sul momento.
b) Tutte le aziende, tramite le loro associazioni di categoria, i portavoce ufficiali,sono tenute a fornire allo Stato indicazioni e suggerimenti di fattibilità e di miglioramento che il legislatore deve consuntivare quindi proporre alle associazioni sotto forma di proposta normativa per la discussione ed i suggerimenti di modifica da parte degli iscritti, diretti interessati.
: snellimento burocratico, normativa semplificata e capibile da tutti (anche dall'artigiano edile che, costretto a rivolgersi al professionista per farsi tradurre, in partenza è diffidente e si sente menomato dal non avere la possibilità di poter capire direttamente.
c) Lotta spietata, a organismi di malaffare (non vado oltre, ci siamo già capiti su cosa fanno e cosa condizionano).
Qui mi fermo. Buona giornata
Rispondi Autore: Eugenio Borghese26/06/2012 (16:51:42)
Purtroppo ci sono molti più problemi di quanti se ne immaginino; tratto da "AostaSera", il 17 maggio:
" Dopo 700 ore di lavoro, si è conclusa la perizia dell'ingegnere Sandro Pariset, incaricato di comprendere le cause del crollo di un soffitto della scuola elementare Cerlogne di Saint-Pierre, avvenuto il 2 febbraio scorso. In una seduta straordinaria del consiglio comunale, nel tardo pomeriggio di ieri, 16 maggio, Pariset ha dunque approfondito le cause del cedimento: "Ci troviamo di fronte ad un errore industriale molto comune in Italia, quello di associare dei laterizi di scarsa qualità ad un solaio, quello con travetto gettato in opera, che sollecita le pignatte molto più di quello che si pensava in origine".

Pariset spiega che "prima delle nuove norme in materia, decise a seguito del tragico crollo della scuola di San Giuliano di Puglia (in Molise, ndr) nel 2002, il laterizio era considerato un elemento "non collaborante", senza nessuna funzione statica: era messo per riempire gli spazi e alleggerire il solaio e considerato 'sacrificabile'". Solo le nuove disposizioni, approvate cinque anni fa, considerano questi materiali "funzionali alla rigidezza del solaio". Pariset ricorda, quindi, che "la scuola di Saint-Pierre è stata costruita dieci anni fa e progettata venti anni fa".

Il problema, che alla scuola Cerlogne ha compromesso l'80%-90% dei solai, sarebbe dunque molto diffuso in tutto il Paese, Valle d'Aosta compresa. Pariset racconta di essersi confrontato, durante il suo lavoro, con un suo ex docente universitario: "Mi ha fatto vedere una perizia di una scuola nella cintura di Torino e le foto sembravano scattate a Saint-Pierre". Il sindaco Daniela Lale Demoz ha ricordato che "il Celva, dopo il crollo della nostra scuola, ha sollecitato i sindaci di tutta la Valle a controllare gli edifici scolastici: noi siamo a disposizione per diffondere il nostro studio".
Poi si potrebbe pensare alle controsoffittature, più volte collassate nelle scuole, dove hanno fatto danni estremi.
Rispondi Autore: Vito Brozzi26/06/2012 (22:38:55)
Troopo spesso si vedono cartelli con sciritto "luogo sicuro" che sicuro non è.
Mettere un cartello con scritto luogo sicuro, è un'impresa molto difficile non baste appenderlo dove è più facile, ma va trovato un punto che fosse sicuro, da:
caduta oggetti sopra la testa, che il luogo sia un pavimento sicuro e non un ballatoio, che non fosse in prossimità di balaustre, che fosse proteteto dal vento, possibilmente dagli agenti atmosferici, acqua, ghiaccio, neve, lontano da linee elettriche, ossia prima di poszionare il cartello andrebbe fatta la Valutazione di tutti i rischi, anche della possibilità che un'auto sbandi, di alluvioni ecc.
Credo che proprio trovare un punto sicuro, non va fatto con superficialità in quanto in caso di emergenza, potrebbe costare la vita di qualcuno.
Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI27/06/2012 (06:30:21)
Ringrazio per i commenti.
Per quanto riguarda la scuola di San Giuliano posso solo dire che è stato un caso gravissimo dove "l'uomo" ha molto contribuito all'evento.
La mia idea non pretende di risolvere l'impossibile ed "adeguare" gli edifici. L'idea nasce dalla riflessione che in un momento di emergenza servono poche cose, immediate, essenziali facili da comprendere .Poi sui numeri e percentuali andrei cauto, bisogna sempre sapere da dove vengono le percentuali e come sono state calcolate. I monitoraggi del MIUR se li andate a leggere dal punto di vista tecnico e di comprensione sono fatti male ...apposta ? Ad esempio nei vari monitoraggi si deve rispondere se la scuola ha il CPI (da parte dei VV.F.) ma se la scuola ha meno di 100 persone (e ce ne sono tante) non ha bisogno del CPI ! Però la domanda impone SOLO 2 risposte: SI o NO...Se abbiamo 5 scuole con meno di 100 persone che rispondono di NO potremmo anche dire che il 100% delle scuole che hanno risposto sono senza il CPI (valutazione di parte). Mi sono spiegato ?
Seguo centinaia di scuole ed ho seguito centinaia di monitoraggi negli anni...non c'è niente da fare le domande sono poste male e quindi le risposte seguono le domande con il risultato di avere percentuali errate. Sono convinto che sicuramente molte scuole siano in cattivo stato ma cercherei di puntualizzare . Dire che una scuola su tre possiede scale di sicurezza potrebbe anche dire che 2 scuole su 3 non hanno più di un piano...(domanda mal posta e risposta conseguente..) e quindi non hanno bisogno di scale di sicurezza (forse si intende quelle esterne...) Inoltre non esiste la "chiusura antipanico" ma forse si voleva dire "maniglione antipanico". Il fatto poi che le scuole siano vecchie non vuol dire che possano cadere (venga a vedere le ristrutturazioni fatte in FVG in molte scuole "vecchie")
Vorrei ringraziare il sig. CHIERICHETTI e la sua testimonianza importante (avevo sentito le stesse cose dai miei amici volontari PROT.CIVILE che sono andati nei luoghi del sisma...mi hanno riferito: "situazione molto difficile "...non voglio aggiungere altro in quanto non ci sono andato e la testimonianza avuta è più che sufficiente per capire.
Al sig. BORGHETTO volevo dire che negli ultimi anni quando a settembre mi trovo con gli insegnanti per la informazione e formazione dico sempre: "nei primi giorni quando non ci sono molti compiti a casa fate fare agli alunni un compito speciale: fate una prova di evacuazione a casa con i vostri genitori e fratelli...poi a scuola scriveremo un racconto di quello che è successo e come vi siete comportati...." un compito strano ma efficace.
Questo venerdì sera qui a PAVIA DI UDINE (mio paese) con i ragazzini del GREST (centro estivo) ci troviamo con la prot. civile - alpini e C.R.I. per parlare delle emergenze in caso di terremoto cosa fare e come farlo e poi notte in tenda con la Prot.CIVILE .
Mandi a tutti (augurio e saluto friulano)
Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI27/06/2012 (06:47:54)
Concordo con sig. BROZZI che trovare un "PUNTO SICURO" è difficile ma non impossibile. Se si può lo si sistema, adegua, rendendolo sicuro spostando soprammobili o mobili o mettendo il "BOLLINO VERDE ZUCCHIATTI" proprio nei PUNTI SICURI e ce ne sono in un edificio.
Sicuramente NON FACENDO niente visto che è molto difficile...è peggio !
Nei vari corsi seguiti da discente e tenuti da docente si dice che il 1° peggior piano di emergenza è...quello che non c'è (...il 2° peggiore è...averne 2 !).
Quindi sono d'accordo che il BOLLINO VERDE ZUCCHIATTI non vada messo a caso ma sono anche convinto che non volerlo fare perchè è "troppo" complicato ...è peggio.
Dopotutto nella maggioranza di scuole (o altri fabbricati) è difficile avere ALL'INTERNO (il BOLLINO VERDE ZUCCHIATTI viene messo all'interno non all'esterno degli edifici e serve subito immediatamente alla 1a scossa quando non sai dove andare a proteggerti e non hai un tavolo, una sedia da metterti sulla testa...e viene scelto dal progettista dell'edificio o dal comune o provincia assieme agli insegnanti e un mobile o un soprammobile si può sempre spostare) linee elettriche pericolose, balaustre pericolanti, acqua, ghiaccio neve, vento...
E' un'idea che può essere migliorata, modificata, rivista ma con critiche propositive che siano utili come ci chiede PUNTOSICURO nella bacheca che mette a disposizione. Grazie a tutti
Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI27/06/2012 (15:04:03)
Concordo con sig. BROZZI che trovare un "PUNTO SICURO" è difficile ma non impossibile. Se si può lo si sistema, adegua, rendendolo sicuro spostando soprammobili o mobili o mettendo il "BOLLINO VERDE ZUCCHIATTI" proprio nei PUNTI SICURI e ce ne sono in un edificio.
Sicuramente NON FACENDO niente visto che è molto difficile...è peggio !
Nei vari corsi seguiti da discente e tenuti da docente si dice che il 1° peggior piano di emergenza è...quello che non c'è (...il 2° peggiore è...averne 2 !).
Quindi sono d'accordo che il BOLLINO VERDE ZUCCHIATTI non vada messo a caso ma sono anche convinto che non volerlo fare perchè è "troppo" complicato ...è peggio.
Dopotutto nella maggioranza di scuole (o altri fabbricati) è difficile avere ALL'INTERNO (il BOLLINO VERDE ZUCCHIATTI viene messo all'interno non all'esterno degli edifici e serve subito immediatamente alla 1a scossa quando non sai dove andare a proteggerti e non hai un tavolo, una sedia da metterti sulla testa...e viene scelto dal progettista dell'edificio o dal comune o provincia assieme agli insegnanti e un mobile o un soprammobile si può sempre spostare) linee elettriche pericolose, balaustre pericolanti, acqua, ghiaccio neve, vento...
E' un'idea che può essere migliorata, modificata, rivista ma con critiche propositive che siano utili come ci chiede PUNTOSICURO nella bacheca che mette a disposizione. Grazie a tutti

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