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Anno 12 - numero 2316 di mercoledì 20 gennaio 2010
D.Lgs. 81/08: formazione e attivita' del RLST Un documento affronta la figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale individuando il percorso formativo più idoneo e gli strumenti operativi necessari. Il ruolo dell’Inail e degli Organismi paritetici.
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PuntoSicuro ha presentato in questi mesi diversi approfondimenti tratti dagli
interventi che si sono tenuti al sesto
seminario di aggiornamento dei professionisti Contarp (Consulenza Tecnica
Accertamento Rischi e Prevenzione), interventi che hanno affrontato diversi
argomenti: dalla valutazione del rischio associato particolari
agenti o alle dimensioni
aziendali, ai sistemi
per la gestione della sicurezza sul lavoro, alla consulenza alle aziende in
tema di prevenzione.
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L’intervento che di cui ci occupiamo ora - pubblicato dall’Inail
insieme agli altri atti del convegno – si intitola “La
trilateralità nella figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
Territoriale: il ruolo strategico della Contarp” ed è stato presentato
da P. Desideri (Inail - Direzione Regionale Lazio - Consulenza Tecnica
Accertamento Rischi e Prevenzione).
Come sappiamo il Decreto legislativo 81/2008, con l’obiettivo di promuovere un
sistema di prevenzione aziendale efficace, ha potenziato la figura del Rappresentante dei lavoratori
per la sicurezza (RLS). Decreto che (art. 47 c.1) individua diversi tipi di
RLS
e prevede in ogni azienda o unità produttiva la presenza di un RLS,
interno o Territoriale (RLST).
Infatti per permettere la presenza in ogni realtà aziendale di questa figura, è
previsto per le aziende che occupano fino a 15 dipendenti - nel caso in cui i
lavoratori non
eleggano un proprio rappresentante interno - di avvalersi del RLS eletto o
designato a livello territoriale o di comparto.
Dove è poi presente un “rilevante numero di imprese (porti, centri intermodali,
grandi cantieri, ecc.) deve essere individuato un RLS
di sito produttivo in coordinamento operativo con gli RLS delle aziende
presenti”.
L’intervento prende spunto dal fatto che il Testo Unico amplia i diversi
compiti dell’Inail, in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con
l’inclusione del ruolo di gestione del
Fondo di Sostegno alla Piccola e Media Impresa (PMmI), ai RLST e all’attività degli Organismi Paritetici sul
territorio (art. 52 del D.Lgs.
81/2008). In particolare l’Istituto ha dedicato molte iniziative proprio
all’operato di queste nuove figure della prevenzione, i RLST, “sia in fase di
generazione delle necessarie competenze specialistiche di natura tecnica con
strumenti formativi, sia attraverso il supporto economico alle attività dei
RLST e degli Organismi
Paritetici”.
C’è la necessità di formare soggetti in
grado di “analizzare e migliorare i contesti produttivi, nell’ottica del
miglioramento delle prestazioni”, attraverso la “fornitura a questi soggetti di efficaci e snelli strumenti
operativi”.
Per affrontare questi aspetti il presente contributo riporta l’esperienza della
Direzione Regionale per il Lazio e del Comitato Misto da essa coordinato, “che
ha cofinanziato congiuntamente ad EBLART (Ente Bilaterale per l’Artigianato del
Lazio) la formazione dei RLST di comparto nel maggio del 2008” e sono
analizzate con metodologia SWOT “le
opportunità insite nell’attività
di formazione qualificata e nel supporto operativo ed economico all’azione
dei RLST nei vari settori produttivi”.
Ricordiamo brevemente che SWOT è
l’acronimo inglese dei termini Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats
(Punti di Forza, Debolezza, Opportunità, Minacce) e il metodo parte dal
principio che “tutte le organizzazioni devono cercare di stabilire un'armonia
con il loro ambiente esterno, nell’ottica di indirizzare al meglio le risorse
verso obiettivi verificati come praticabili”. In questo senso l’analisi SWOT è
uno strumento concettuale che serve per identificare i “Punti di Forza, le
Debolezze, le Opportunità e le Minacce nella gestione e nella formulazione
della strategia dell’organizzazione, di una sua componente o personale in un
determinato contesto e per definite attività, in essere o da avviare”.
Torniamo al percorso formativo del Rappresentante
dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
Il legislatore ha previsto “lo sviluppo e l’attestazione di una competenza
‘professionale’ anche per il RLS,
che nell’ottica del miglioramento continuo possiede una esigenza formativa
incrementata rispetto al passato”.
Riguardo all’attività di formazione e alla figura del RLST nel documento sono
presenti alcune considerazioni.
Intanto si ricorda che “l’attività del RLST
è quella di una figura operante a tempo pieno nel campo della Salute e
Sicurezza e, conseguentemente, debitrice di contenuti formativi sia di natura
generale sul mondo dell’impresa, sia fortemente specialistici per il settore
produttivo in cui opera”.
È dunque necessario erogare “contenuti attentamente calibrati e specifici,
all’interno dei quali non va dimenticata la componente comunicativa e
relazionale”: un percorso formativo deve comprendere una preparazione del RLST
“omogenea, uniforme e valida su tutto il territorio nazionale” ma senza
dimenticare la specificità del “contesto
regionale di tessuto produttivo e per lo specifico settore in cui i RLST
esplicano la loro azione di tutela”.
Riguardo poi alla definizione stessa del ruolo del RLST, “in quanto operatore
della sicurezza con ruolo di garanzia”, e alla figura preesistente, quella del
Delegato Sindacale di Bacino per la Sicurezza, viene indicato come l’articolo
48, comma 8 del D.Lgs.
81/2008 espliciti “chiaramente il vincolo di incompatibilità tra esercizio
delle funzioni di RLST e esercizio di altre funzioni sindacali operative”.
Un’ultima considerazione relativa al percorso formativo è relativa
all’importanza di offrire all’RLST
precisi strumenti operativi, in
aggiunta alla formazione qualificata. Magari strutturandoli per la raccolta
delle informazioni, “attraverso liste di controllo specifiche di settore e la
misurazione di opportuni indicatori di prestazione utili quale base per il
successivo percorso di miglioramento”.
Inoltre, continua il documento - il “monitoraggio dell’azione attraverso la
reportistica delle attività, con la gestione e l’analisi delle informazioni di
natura tecnica in essa contenute, rappresenterebbe un ottimo strumento di
approfondimento di conoscenza delle prestazioni delle PMmI in materia di
sicurezza”.
Per concludere si sottolinea che le attività di sostegno e di affiancamento
degli Organismi
Paritetici sono molto utili sia per raggiungere l’obiettivo di un “reale
addestramento” delle figure dei RLST, sia perché “l’enorme mole di informazioni
recuperabile mediante l’operato dei RLST in settori critici per la salute e
sicurezza”, quale quello delle PMmI, potrebbe diventare il fondamento per
definire strategie e politiche future di prevenzione.
Ad esempio permettono di elaborare idonee soluzioni - dedicate alle piccole,
medie e micro imprese - per la semplificazione degli adempimenti,
“attraverso procedure standardizzate di valutazione
del rischio, modelli di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro dedicati alla specifica dimensione aziendale, elaborazione di mappe di
rischio e indicatori di prestazione in grado di promuovere l’eccellenza per
sanare l’indecenza”.
“La
trilateralità nella figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
Territoriale: il ruolo strategico della Contarp”, a cura di P. Desideri
(Inail - Direzione Regionale Lazio - Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e
Prevenzione), tratto dagli atti del sesto seminario di aggiornamento dei
professionisti Contarp (formato PDF, 146 kB).
Tiziano Menduto
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