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Anno 9 - numero 1838 di giovedì 06 dicembre 2007
Un guanto tecnologico per la rianimazione cardiopolmonare Inventato da due studenti canadesi un innovativo dispositivo per rendere più efficace il massaggio cardiaco nella rianimazione cardiopolmonare
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La rianimazione cardiopolmonare è una tecnica di soccorso che può essere determinante nel riattivare le funzioni vitali del nostro organismo. Se applicata con tempestività può mantenere l’ossigenazione del cervello e del muscolo cardiaco e riattivare, per quanto possibile, la circolazione del sangue.
Il problema è che questa manovra d’emergenza non è assolutamente semplice da eseguire, specialmente in condizioni rese difficili dalla situazione in cui si opera e dallo stress indotto dalla preoccupazione del soccorritore. Una compressione eccessiva rischia di provocare la frattura di una o più coste ed una compressione insufficiente non è in grado di stimolare sufficientemente il cuore.
L'Associazione Medica americana ha più volte dichiarato che oggi la rianimazione cardiopolmonare (CPR) è compiuta spesso con risultati inefficienti.
Su questo tipo di problematica qualche anno fa hanno cominciato a riflettere due studenti della canadese McMaster University. Mettendo in pratica le loro competenze di ingegneria biomedica hanno messo a punto un semplice guanto, il CPRGlove, capace di guidare l’azione del soccorritore e migliorare la percentuale di successo della rianimazione.
Proprio un semplice guanto. Portabile, poco costoso e facilmente inseribile nella dotazione di primo soccorso di chiunque, dal privato cittadino all’ambulanza dell’ospedale pubblico.
Indossato dal soccorritore questo guanto, corredato di diversi sensori e di un display, può dare indicazione sulla frequenza e sulla qualità delle compressioni, ad esempio indicando i dati relativi alla loro profondità e forza.
I dati possono poi essere anche visualizzati sul monitor di un computer e successivamente raccolti per analizzare la correttezza della tecnica praticata.
Proprio questo secondo aspetto rende il guanto molto adatto ad ogni forma di addestramento del personale.
Per l’applicazione sul campo delle emergenze vere, ci sarà invece ancora da aspettare.
L’invenzione di questi studenti, pur avendo già avuto diversi premi e riconoscimenti, deve entrare ancora in fase di collaudo e sperimentazione (probabilmente nel 2008).
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