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Anno 11 - numero 2205 di mercoledì 08 luglio 2009

Piani di emergenza in ambienti di lavoro confinati


Disponibile on line un documento del Gecav relativo a obiettivi, caratteristiche, criteri di un piano di emergenza per minimizzare i danni nelle situazioni di emergenza correlate ad attivita’ di costruzione di gallerie.

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Continuiamo a raccogliere e segnalare documenti relativi a piani di emergenza e azioni di soccorso sanitario da prestare agli infortunati negli ambienti di lavoro confinati, in relazione ad alcuni recenti incidenti relativi a questi ambienti.
 
In particolare segnaliamo un documento del Gecav, il servizio deputato alla Gestione dell’Emergenza nei cantieri dell’Alta Velocità nella tratta Bologna-Firenze e della Variante di Valico nel corso dei lavori di costruzione di gallerie, intitolato “I Piani di Emergenza”.
 
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Ai gestori di impianti o attività a rischio di incidente rilevante è infatti richiesto un “sistema valido per affrontare eventuali stati di emergenza, che sono raccordati da interventi di personale di soccorso esterno qualificato”.
In particolare il piano d’emergenza, legato ad un idoneo addestramento del personale impegnato nelle fasi di lavorazione, “ha il fondamentale scopo di minimizzare i danni possibili”.
E in un’attività legata a costruzione di gallerie è necessario porsi obiettivi come:
- “ridurre il pericolo alle persone;
- prestare soccorso alle persone colpite;
- circoscrivere e contenere l’evento per limitare i danni e permettere la ripresa delle attività produttiva”.
 
Inoltre la predisposizione dei piani d’emergenza deve rispettare i seguenti criteri generali:
 
- “precisione: la progettazione non può essere assolutamente generica ma deve definire in dettaglio i compiti, i ruoli, le responsabilità e la sequenza di azioni;
 
- chiarezza: la procedura deve essere comprensibile a tutte le persone chiamate alla sua gestione”;
 
- flessibilità: il piano di emergenza deve essere adattabile e “deve tener conto di eventuali scostamenti rispetto alle situazioni previste”;
 
- “revisione e aggiornamento: non deve essere inteso come uno strumento statico, ma deve offrire la possibilità di essere adattato agli sviluppi che accompagnano la vita di un attività;
 
- concreta definizione degli strumenti per la gestione dell’emergenza: le procedure devono fare riferimento alle potenzialità degli strumenti di intervento (per esempio comunicazioni con squadre di intervento)”.
 
Le regole di sicurezza da applicare all’interno delle gallerie in costruzione – continua il documento – devono correlarsi con la “valutazione di due parametri fondamentali: il rischio di incendio, che in galleria ha risvolti più complessi, e la probabilità di emissioni di gas infiammabili durante i lavori di scavo nelle gallerie riconosciute grisoutose”.
 
Il documento affronta diversi aspetti del Piano di Emergenza:
 
- “predisposizione di aree di sicurezza e vie di fuga: in ogni Galleria, è ubicato un “Luogo Sicuro”, detto Cabina di Salvataggio, una Navetta per Evacuazione, un apposito impianto di Illuminazione e punti di raccolta idonei;
 
- equipaggiamento di emergenza: DPI (autosalvatori, autorespiratori), Materiale Sanitario (Barella Toboga, Collari, metalline, Cassette di Medicazione) e Attrezzature (giacconi nomex, lampade, guanti anticalore, caschi con visiera), dislocati in postazioni funzionali alle squadre di lavoro;
 
- formazione del personale : oltre alla normale formazione, per lavori in sotterranea, occorre formare personale in grado di conoscere i sintomi di affezione da infortuni e gestire l’attesa del personale sanitario”;
 
- “interazione con personale esterno: nel Piano di Emergenza è indispensabile affrontare questo tema, allo scopo di ottenere intesa (sicurezza, coordinamento, gestione Emergenza) con personale che può e deve accedere in o nei pressi di una Galleria in fase di costruzione per affrontare una Emergenza”.
 
 
GECAV, “I Piani di Emergenza” (formato PDF, 321 kB).



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