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L’
ANMIL
(Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro) ha pubblicato sul suo
sito i risultati delle valutazioni della Fondazione ANMIL “
Sosteniamoli
subito” per l’assegnazione di premi e borse di studio alle tesi di laurea
dedicate agli infortuni ed alle malattie professionali, alla sicurezza del
lavoro, delle macchine e degli ambienti di produzione.
Nei mesi scorsi PuntoSicuro si è soffermato su una tesi
dedicata al documento di valutazione dei rischi. Presentiamo ora una tesi di
Vincenzo Parisi dal titolo “Gestione dell’emergenza: il processo di
evacuazione da un ospedale”.
L’elaborato ricorda che l’ospedale
è una struttura complessa a rischio “principalmente per due
motivi”. È “una struttura affollata in cui sono presenti persone di diverse
tipologie: degenti, visitatori, personale interno, personale di ditte esterne;
è inoltre una struttura che presenta rischi specifici dovuti a depositi di sostanze
combustibili, a depositi di sostanze esplosive, alla presenza di materiale
altamente infiammabile, oltre ad essere esposta ad eventuali pericoli
provenienti dall’esterno”.
E in un ambiente di lavoro come l’ospedale
la gestione dell’emergenza “richiede l’attivazione di una struttura di
intervento in grado di poter garantire la vita dei presenti”. Il problema è che
la maggior parte dei presenti “ha una condizione fisica e psichica non ottimale
e pertanto devono essere gli stessi operatori del nosocomio
a garantire la loro salvezza”.
La tesi – che fa particolare riferimento alla normativa
contenuta nel Decreto
legislativo 81/2008 - affronta l’aspetto legato alla gestione dell’emergenza e dell’evacuazione in un ospedale,
“considerato come vittima del rischio, mettendo in evidenza la distribuzione
delle attività e delle responsabilità nel processo attuale di gestione”.
In particolare l’analisi
dei piani di emergenza ed evacuazione mette in risalto alcuni fattori.
Ad esempio il bisogno di “poter gestire in maniera unitaria
le informazioni necessarie per la soluzione dell’evento e la loro disponibilità
nel centro decisionale dell’emergenza”.
“Le informazioni devono essere inoltre sintetizzate e scremate”: devono essere
presentate “al decisore solo quelle rilevanti ai fini della gestione”.
Prima di evidenziare tuttavia alcune soluzioni prospettate
dall’autore della tesi, vediamo in sintesi alcune delle criticità riscontrate nel processo di gestione dell’emergenza
ed evacuazione in un ospedale.
Ad esempio un elemento “considerato ad elevata criticità per
la corretta applicazione dei piani e per il successo delle operazioni di
emergenza, presente in tutti i piani così come nelle linee guida è l’insorgenza del panico negli esposti ad
una situazione di pericolo”.
E il panico pone in una condizione di pericolo sia la
persona che versa in questa condizione psicologica, sia le persone che la
circondano: “atteggiamenti di disperazione, fuga precipitosa, belligeranza”. In
queste fasi di panico “il livello di coscienza crolla, l’individuo perde il
contatto con la situazione che sta vivendo, diminuendo drasticamente il livello
di attenzione e aumentando la probabilità di un incidente”.
Uno degli scopi dei piani di emergenza e della sua gestione è
quello di rendere “consapevoli gli operatori
delle proprie capacità di aiuto nonché di scongiurare l’evenienza del panico”.
Gli operatori che, a qualsiasi titolo, hanno a che fare con gruppi di persone
devono mostrare un adeguato livello di sicurezza senza cedere al panico: “ciò si può avere solo se nel momento
dell’emergenza ciascuno sa cosa fare”.
Riguardo all’informazione e azione necessaria per
contrastare il panico il documento riporta alcune proposte della Regione
Piemonte relative a tre stati di
comunicazione che si “devono attuare nel momento dell’emergenza e che hanno
come destinatari sia il personale
del nosocomio sia i degenti e i visitatori”: stato di “allarme verde”,
stato di “allarme giallo” e stato di “allarme rosso”.
Ad esempio lo stato
di “allarme giallo” si riferisce ad una “situazione in cui il rischio
esiste ma non è imminente o comunque non mette in pericolo di vita i
destinatari della comunicazione”. Le informazioni sono rivolte al personale di
servizio che poi le filtra ai presenti. : il “livello di informazione e di
azione è massimo. Il reparto
infatti oltre che a informare deve prepararsi per un eventuale aggravamento
della situazione”.
Invece lo stato di
“allarme rosso” è “relativo ad una situazione in cui il pericolo è
percepito come incombente e il rischio è elevato. Le comunicazioni devono
fornire informazioni precise che non lascino dubbi nei destinatari e devono
mirare a far compiere azioni. Più che informazioni gli addetti alla
comunicazione devono fornire istruzioni: cosa fare, dove andare, come
arrivarci”.
Un'altra criticità è relativa alla disponibilità delle informazioni.
Se “la corretta scelta delle decisioni e l’esecuzione delle
diverse procedure” è “strettamente correlata alla disponibilità delle
informazioni per ogni anello della catena di comando”, lo stato attuale dei
piani “non evidenzia una strutturata raccolta dei dati ed una metodologia di
elaborazione di essi affinché si possa avere un quadro preciso dell’evento in
atto”.
Inoltre un’ulteriore “criticità riscontrata nell’analisi del
processo di evacuazione
e nella conseguente stesura dei piani analizzati è la mancanza di una definita
strutturazione dei rapporti con gli enti
esterni di soccorso”.
L’organizzazione e la pianificazione sembra “fermarsi con
l’arrivo dei presenti all’interno delle Aree Protette di Attesa tralasciando il
successivo trasporto e sistemazione in altri nosocomi”.
Il documento opera dunque una rianalisi del processo di gestione
dell’emergenza e dell’evacuazione
“andando a ridefinire la struttura delle informazioni e cercando di dotare
l’organo decisionale, l’Unità di Crisi”, di strumenti che permettano di poter
tenere sottocontrollo “informativo” tutto il processo.
In particolare “sono stati individuati due strumenti che
possono essere di supporto al processo decisionale e che possono garantire la
visione complessiva dello scenario di rischio cui porre rimedio: la rete di sensori wireless (Wireless
sensor network, WSN) e il decision
support system (DSS).
Le reti di sensori permettono ad esempio di:
- “misurare variabili di qualsiasi tipo (biologiche,chimico,
fisiche, ecc); rilevare la presenza di materiali nocivi e tossici; prevenire
eventi pericolosi e classificare oggetti, anche in movimento, con tecniche di
fusione di dati e di pattern recognition”;
- impiegare le comunicazioni senza fili per installare
sensori fissi o mobili, superando il vincolo del cablaggio, così da consentire
il funzionamento in ambienti pericolosi o estremi, eventualmente in modo
autonomo;
- fornire informazioni ottenibili dal campionamento, a
frequenza opportuna, di variabili caratterizzanti condizioni esistenti in punti
geograficamente lontani, in assegnati istanti di tempo; elaborare, anche
localmente, i dati e da questi costruire rappresentazioni di scene locali,
trasmettendole a distanza ai centri decisionali;
- sviluppare reti a configurazione variabile ed adattabili,
basate su sensori mobili, capaci di seguire la dinamica dello sviluppo e della
propagazione di eventi sfavorevoli”.
La scelta di utilizzare la tecnologia WSN porta all’adozione
di un ulteriore strumento che è il decision support system. Il DSS è fondamentalmente
un sistema, formato da computer, di “gestione delle informazioni specifico il
cui obiettivo finale e di supportare le attività di produzione e scelta delle
decisioni; il sistema ha come base la manipolazione di informazioni”. Il DSS
permette di integrare le funzioni di
rilevamento, misura e sorveglianza dei WSN negli strumenti di decisione e
controllo per poter offrire una visione completa al decisore, Unità di Crisi,
dello scenario in atto.
Rimandiamo alla lettura del documento originale per un
approfondimento sull’analisi dei piani e processi di emergenza, sulle soluzioni
proposte e sulla nuova concezione del processo di gestione dell’emergenza e
dell’evacuazione
prospettata dall’autore della tesi.
L’indice della tesi:
Introduzione
CAPITOLO 1 Emergency/disaster Management
1 Che cosa e un disaster
1.1 Definizione di disaster
1.2 Classificazione dei disaster
2 Disaster/Emergency Management
2.1
Definizione di disaster/emergency management
2.2
Emergency management Cycle
2.2.1 PREPAREDNESS
2.2.2 RESPONSE
2.2.3 RECOVERY
2.2.4 MITIGATION
2.3 L’emergenza
3 I costi dei disastri
CAPITOLO 2 Pianificazione e gestione delle emergenze
1 Tipologie di emergenze
1.1 Rischi prevedibili
1.2 Rischi imprevedibili
2 Piani di emergenza
2.1 Il metodo Augustus
2.2 Gli scenari
2.3 Le informazioni per la gestione dell’emergenza
2.4 La tecnologia nella gestione dell’emergenza
3 Piano di emergenza di protezione civile e piano di
emergenza ospedaliera: analogie
CAPITOLO 3 Gestione dell’emergenza ed evacuazione in ospedale
1 Gli ospedali e l’emergenza
2 Il piano di emergenza ed evacuazione: riferimenti
normativi
3 Piani ospedalieri di emergenza
4 Modelli di evacuazione
5 Il piano di evacuazione
6 Il processo di evacuazione
6.1 Il processo Allarme . evacuazione
6.2 Il processo Salvataggio . Contenimento
6.3 Il processo decisionale Modalità Evacuazione
6.4 Il processo di attivazione della squadra di evacuazione
7 Il flusso di informazioni
7.1 Il flusso di informazioni Avvistamento-Allerta
7.1.1 Attivazione Vigili del Fuoco
7.1.2 Attivazione Unita di Crisi
7.1.3 Allerta reparti adiacenti
7.2 Il flusso di informazioni “Prima fase di emergenza”
7.3 Il flusso di informazioni “Dopo arrivo Vigili del Fuoco”
CAPITOLO 4 Criticità del processo di gestione dell’emergenza ed evacuazione
1 Criticità del Processo di Evacuazione
1.1 La gestione del panico
1.1.1 Manifestazioni di panico
1.1.2 Il panico in ospedale
1.1.3 L’informazione
e azione per contrastare il panico
1.2 La disponibilità delle informazioni
1.2.1 Le informazioni per la risk analysis
1.2.2 Le informazioni operative
1.2.3 La strutturazione delle informazioni
2 I rapporti con l’esterno
CAPITOLO 5 Redesign del processo di gestione dell’emergenza ed evacuazione con
l’introduzione della WSN e del DSS
1 Processo di evacuazione, rete di sensori wireless,
decision support system
2 Il nuovo processo
2.1 La modellazione IDEF0
2.2 A0 Gestire l’emergenza
e l’evacuazione
2.3 A1 Rilevare evento
2.4 A2 Valutare il rischio
2.5 A3 Approntare misure emergenza
2.5.1 A31 Allertare emergenza
2.5.1.1 A311 Allertare VVF
2.5.2 A32 Attuare misure emergenza
2.5.2.1 A321 Allontanare esposti
2.6 A4 Evacuare presenti
2.7 A5 Garantire cure degenti
CAPITOLO 6 Reti di sensori wireless e decision support
system
1 Wireless Sensor Network
1.2 Rete di sensori wireless e rete ad hoc: principali
differenze
1.3 Caratteristiche e tipologie di una rete di sensori
wireless
1.4 Applicazioni di una rete di sensori wireless
2 Il
decision support system (DSS)
2.1 Il DSS per la gestione dell’emergenza e dell’evacuazione in ospedale
2.2 Struttura del decision support system
Conclusioni
Bibliografia
Tiziano Menduto