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Un
altro intervento porta offre indicazioni su altri due aspetti rilevanti nella
gestione di un’emergenza: l’efficienza
dei sistemi di segnalazione e la capacità di dare soccorso alle persone disabili.
In “
Comportamenti in situazioni di emergenza:
l’esperienza dei Vigili del Fuoco” - intervento a cura di Stefano Zanut
(Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Pordenone) – si ricorda che, come
indicato dal D.M. 10/3/98, un piano di emergenza deve considerare le persone
disabili che possono avere accesso al luogo di lavoro. Deve tenere presente
anche i lavoratori esposti a rischi particolari, le persone anziane, le
donne in stato
di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini. E qualora siano
presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve essere predisposto
tenendo conto anche delle loro invalidità.
Senza
dimenticare che una persona non identificabile come disabile in condizioni
ambientali normali, se coinvolta in una situazione di crisi potrebbe non essere
in grado di rispondere correttamente, adottando, di fatto, comportamenti tali
da configurarsi come condizioni transitorie di disabilità.
Ricordando
che la percezione dell’allarme o del
pericolo può essere resa difficile dall'inadeguatezza dei relativi sistemi di
segnalazione (Circolare n° 4 del 1 marzo 2002 emanata dal Ministero
dell’interno - Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della
Difesa Civile) nell’intervento si segnalano le domande idonee da porsi per
verificare la percettibilità del segnale
di allarme in caso di incendio in relazione ai fattori fisici, ambientali,
individuali e situazionali.
Queste
le domande relative al sistema di
segnalazione udibile:
- “il
segnale ha una copertura sufficiente?
- il
segnale/messaggio arriva diretto agli occupanti?
- i
livelli di suono sono appropriati non risultando assordanti in determinate
aree?
-
nell’ambiente c’è un rumore di fondo che vanifica il ricevimento del segnale?
- ci
sono individui con problemi di sordità?
- ci
sono individui che hanno problemi cognitivi e non riescono a ricevere le
informazioni?
- la
comunicazione è percepita in modo che rappresenti una emergenza dovuta ad un
incendio?
- gli
occupanti riescono a comprendere il contenuto della comunicazione?
- il
sistema può dar luogo a falsi allarmi, cosa che influenzerebbe negativamente la
credibilità del segnale”?
Queste
invece le verifiche da fare in merito al sistema
di segnalazione visuale:
- “le
informazioni contenute nel sistema sono oscurate da ostacoli fisici (la
morfologia degli ambienti, l’arredamento o le attrezzature)?
- le
informazioni contenute nel sistema sono confuse dalle luci non di emergenza, da
video, da messaggi pubblicitari, ecc.?
- la
presenza di fumo può impedire la trasmissione delle informazioni del sistema
visuale?
- ci
sono individui con difficoltà visive?
- ci
sono individui che hanno problemi cognitivi e non riescono a ricevere le
informazioni?
- le
persone sono preparate all’esistenza di un messaggio visuale?
- il
sistema può dar luogo a falsi allarmi, cosa che influenzerebbe negativamente la
credibilità del segnale?
– le
persone sono impegnate in altre attività come l’uso di un PC o di un Video TV e
quindi sono meno predisposte a ricevere il segnale di allarme”?
Infine
le verifiche in merito al sistema di
segnalazione tattile:
-
“l’individuo è esposto al segnale? Il segnale è nell’ubicazione desiderata come
per esempio in prossimità del letto?;
- le
persone sono preparate all’esistenza di un messaggio tattile”?
Rimandandovi
alla lettura diretta del documento agli atti, ricco di immagini esplicative,
veniamo brevemente al soccorso alle
persone disabili.
-
saper comprendere le necessità della persona in difficoltà, anche in funzione
del tipo di disabilità che presenta;
-
essere in grado di comunicare un primo e rassicurante messaggio che specifichi
le azioni basilari da intraprendere per garantire un allontanamento più celere
e sicuro possibile dalla fonte di pericolo;
-
saper attuare alcune semplici misure di supporto”.
Concludiamo
riportando un esempio di competenze nel caso di disabilità motorie:
-
“individuare in ogni persona tutte le possibilità di collaborazione;
-
posizionare le mani in punti di presa specifici, per consentire il
trasferimento della persona in modo sicuro;
-
assumere posizioni di lavoro corrette che ne salvaguardino la schiena;
-
interpretare le necessità della persona da affiancare ed offrire la
collaborazione necessaria;
-
applicare le corrette tecniche di trasporto ed assistenza in funzione delle
circostanze riscontrate”.
Tiziano
Menduto