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Organizzazione e gestione della sicurezza nel cantiere edile
Disponibili gli atti di un convegno relativo alla sicurezza sul lavoro in edilizia a Bologna e provincia. Un approfondimento sui problemi dell’organizzazione e gestione della sicurezza e salute nei cantieri edili.
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Mercoledì 28 Aprile 2010 si è tenuto a Bologna il convegno annuale promosso dal
CPTO (Comitato Paritetico Territoriale
Operativo per la Prevenzione Infortuni, igiene e ambiente di lavoro in
edilizia) di Bologna e provincia, dal titolo “Sicurezza sul lavoro in edilizia a Bologna e provincia: dati e
riflessioni sul 2009”. Il convegno annuale che vede, come ogni anno, la
partecipazione degli enti che si occupano di sicurezza sul lavoro e delle parti
sociali che compongono l’IIPLE (Istituto
per l’Istruzione Professionale dei Lavoratori Edili di Bologna e provincia).
Di questo convegno sono
stati pubblicati gli atti sul sito del CPTO e, riservandoci futuri
approfondimenti, ci
soffermiamo brevemente su uno degli interventi che mettono a fuoco le problematiche attuali della vigilanza e
della sicurezza nei cantieri.
L’intervento, dal titolo “Organizzazione e gestione
della
sicurezza e salute nel cantiere edile: a che punto siamo?” e tenuto da Villiam Alberghini (Ausl
Bologna), ricorda che “chi fa
vigilanza ha sempre rivolto l’attività di prevenzione nei cantieri
edili prioritariamente alle carenze di sicurezza comportanti rischi
di
infortunio gravi ed immediati”. Un approccio “fuori discussione,
rafforzato
anche dal cosiddetto minimo etico dei recenti Piani di Prevenzione in
Edilizia
nazionale e regionale , che pone come priorità il controllo dei rischi
di
caduta dall’alto, di seppellimento e sprofondamento e di folgorazione”.
Quali sono i risultati? L’autore, parlando a nome del’Ausl di Bologna, afferma che l’azione
esercitata, “per altro progressivamente aumentata in questi anni ,
sembra che
ottenga dei buoni risultati , perché i cantieri
che vengono migliorati dopo il nostro intervento sono numerosi e qualche
impresa comincia anche a pensare che lavorare in sicurezza forse è
vantaggioso”.
Tuttavia – continua - “non ci sfugge
però che il rapporto tra le risorse messe in campo ed i risultati
ottenuti non
è equilibrato”. E “l’equilibrio non c’è perché i miglioramenti della
sicurezza
nei cantieri
che fanno seguito ai nostri interventi durano poco, cioè, in uno stesso cantiere,
dalla verifica di avvenuta eliminazione delle carenze, all’insorgenza di
una
nuova situazione a rischio passa in genere poco tempo”.
E questo andamento viene esemplificato dai cantieri di scavo delle
grandi
opere, “dove c’è un accesso settimanale, nei quali si continuano a
rilevare
carenze di sicurezza”.
Perché questa situazione? L’autore afferma che “non è una novità dire che il
problema sta nell’organizzazione e gestione del cantiere, che non
hanno seguito il continuo ed incalzante cambiamento del profilo
economico del
comparto”.
E dunque con un’organizzazione e gestione che restano indietro, il cantiere,
che è una realtà complessa e dinamica, “non viene governato in modo
organico e
si trasforma immediatamente in un mosaico di corpi separati che, oltre
non
comunicare, collidono tra di loro”.
È evidente che in questa situazione organizzazione e gestione della
sicurezza e
della salute sono “parcellizzate in una miriade di frammenti, che non
possono
assumere quel carattere di sistema per il quale per altro la normativa
vigente,
che si è assestata in questi anni, dà indicazioni molto chiare e
precise”.
Tutto questo fa pensare che i ritardi della gestione ed organizzazione
del cantiere
non dipendano solo da “errori o sviste applicative della norma”, ma dal
fatto
che “la legge prevalente non è quella
dello Stato, ma quella del mercato, in grado di condizionare i migliori
intenti”.
Il documento oltre a riportare alcune tabelle con diversi dati – che vi
invitiamo
a visionare nel documento originale – comunica anche le violazioni
riscontrate nel territorio durante il 2009.
In particolare sono state riscontrate 235 violazioni su un totale di
959, pari
al 25% del totale, di cui:
- “committenti
o responsabili
lavori: 19 violazioni pari al 8%;
- coordinatori:
62 violazioni pari al 26%;
- ditta
affidataria: 39 violazioni pari al 17%;
- ditte esecutrici: 109 violazioni pari al 47%;
- fornitori e installatori: 6 violazioni pari al 3%”.
L’autore conclude ricordando che “da quest’anno, sulla base anche di
indicazioni regionali, cominceremo a far diventare la verifica
dell’applicazione del Capo 1°del Titolo 4° del Dlgs
81/08 un’azione mirata programmata”:
uno sforzo aggiuntivo, perché non sarà abbassata la guardia sui rischi
gravi ed
immediati.