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Anno 12 - numero 2406 di giovedì 27 maggio 2010

Organizzazione e gestione della sicurezza nel cantiere edile


Disponibili gli atti di un convegno relativo alla sicurezza sul lavoro in edilizia a Bologna e provincia. Un approfondimento sui problemi dell’organizzazione e gestione della sicurezza e salute nei cantieri edili.

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Mercoledì 28 Aprile 2010 si è tenuto a Bologna il convegno annuale promosso dal CPTO (Comitato Paritetico Territoriale Operativo per la Prevenzione Infortuni, igiene e ambiente di lavoro in edilizia) di Bologna e provincia, dal titolo “Sicurezza sul lavoro in edilizia a Bologna e provincia: dati e riflessioni sul 2009”. Il convegno annuale che vede, come ogni anno, la partecipazione degli enti che si occupano di sicurezza sul lavoro e delle parti sociali che compongono l’IIPLE (Istituto per l’Istruzione Professionale dei Lavoratori Edili di Bologna e provincia).




Di questo convegno sono stati pubblicati gli atti sul sito del CPTO e, riservandoci futuri approfondimenti, ci soffermiamo brevemente su uno degli interventi che mettono a fuoco le problematiche attuali della vigilanza e della sicurezza nei cantieri.

L’intervento, dal titolo “Organizzazione e gestione della sicurezza e salute nel cantiere edile: a che punto siamo?” e tenuto da Villiam Alberghini (Ausl Bologna), ricorda che “chi fa vigilanza ha sempre rivolto l’attività di prevenzione nei cantieri edili prioritariamente alle carenze di sicurezza comportanti rischi di infortunio gravi ed immediati”. Un approccio “fuori discussione, rafforzato anche dal cosiddetto minimo etico dei recenti Piani di Prevenzione in Edilizia nazionale e regionale , che pone come priorità il controllo dei rischi di caduta dall’alto, di seppellimento e sprofondamento e di folgorazione”.

Quali sono i risultati?
L’autore, parlando a nome del’Ausl di Bologna, afferma che l’azione esercitata, “per altro progressivamente aumentata in questi anni , sembra che ottenga dei buoni risultati , perché i cantieri che vengono migliorati dopo il nostro intervento sono numerosi e qualche impresa comincia anche a pensare che lavorare in sicurezza forse è vantaggioso”.
Tuttavia – continua -  “non ci sfugge però che il rapporto tra le risorse messe in campo ed i risultati ottenuti non è equilibrato”. E “l’equilibrio non c’è perché i miglioramenti della sicurezza nei cantieri che fanno seguito ai nostri interventi durano poco, cioè, in uno stesso cantiere, dalla verifica di avvenuta eliminazione delle carenze, all’insorgenza di una nuova situazione a rischio passa in genere poco tempo”.
E questo andamento viene esemplificato dai cantieri di scavo delle grandi opere, “dove c’è un accesso settimanale, nei quali si continuano a rilevare carenze di sicurezza”.

Perché questa situazione?
L’autore afferma che “non è una novità dire che il problema sta nell’organizzazione e gestione del cantiere, che non hanno seguito il continuo ed incalzante cambiamento del profilo economico del comparto”.
E dunque con un’organizzazione e gestione che restano indietro, il cantiere, che è una realtà complessa e dinamica, “non viene governato in modo organico e si trasforma immediatamente in un mosaico di corpi separati che, oltre non comunicare, collidono tra di loro”.
È evidente che in questa situazione organizzazione e gestione della sicurezza e della salute sono “parcellizzate in una miriade di frammenti, che non possono assumere quel carattere di sistema per il quale per altro la normativa vigente, che si è assestata in questi anni, dà indicazioni molto chiare e precise”.
Tutto questo fa pensare che i ritardi della gestione ed organizzazione del cantiere non dipendano solo da “errori o sviste applicative della norma”, ma dal fatto che “la legge prevalente non è quella dello Stato, ma quella del mercato, in grado di condizionare i migliori intenti”.

Il documento oltre a riportare alcune tabelle con diversi dati – che vi invitiamo a visionare nel documento originale – comunica anche le violazioni riscontrate nel territorio durante il 2009.
In particolare sono state riscontrate 235 violazioni su un totale di 959, pari al 25% del totale, di cui:
- “committenti o responsabili lavori: 19 violazioni pari al 8%;
- coordinatori: 62 violazioni pari al 26%;
- ditta affidataria: 39 violazioni pari al 17%;
- ditte esecutrici: 109 violazioni pari al 47%;
- fornitori e installatori: 6 violazioni pari al 3%”.
 
L’autore conclude ricordando che “da quest’anno, sulla base anche di indicazioni regionali, cominceremo a far diventare la verifica dell’applicazione del Capo 1°del Titolo 4° del Dlgs 81/08 un’azione mirata programmata”: uno sforzo aggiuntivo, perché non sarà abbassata la guardia sui rischi gravi ed immediati.

  

Gli atti disponibili del convegno:

- “Organizzazione e gestione della sicurezza e salute nel cantiere edile : a che punto siamo?”, a cura del Dott. Villiam Alberghini  - AUSL Bologna (formato PDF, 67 kB);

- “La vigilanza dei cantieri edili: i risultati dell’attività 2009 dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di lavoro delle Ausl di Bologna e Imola”, a cura del Dott. Paolo Galli - AUSL di Imola (formato PDF, 708 kB);

- “I costi degli infortuni sul lavoro e opportunità dei Sistemi di Gestione della sicurezza sul lavoro (SGSL)”, a cura del Prof. Ing. Cesare Saccani, DIEM - Università degli Studi di Bologna (formato PDF, 2.27 MB);

- “Uomini sottoterra. Lo sguardo sui cantieri del “Treno ad Alta Velocità” e della “Variante di Valico Appenninica”: cultura, disagio sociale e percezione del rischio tra i lavoratori addetti alla costruzione di gallerie”, a cura del Dott. Giuliano Pancaldi - Tecnico della Prevenzione (formato PDF, 2.72 MB);

- “Applicazione nel 2009 delle nuove normative sul lavoro irregolare in Provincia di Bologna”, a cura della Dott.ssa Maria Capozzi, Direzione Provinciale del Lavoro di Bologna (formato PDF, 355 kB);

- “Infortuni sul lavoro in edilizia nel 2008 e attività Inail”, a cura dell’Ing. Giuseppe Siragusa, Consulenza Tecnica per l’Edilizia Inail - Regione Emilia Romagna, (formato PDF, 153 kB).



Tiziano Menduto
 



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