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Sul sito
prevenzionecantieri.it
– un portale informativo collegato al
Piano
Nazionale di Prevenzione in Edilizia
– sono stati pubblicati i risultati di un progetto di ricerca,
finanziato dal Dipartimento Tecnologie di Sicurezza dell’
Ispesl, relativo ai
ponteggi metallici di facciata.
In particolare “lo studio ha considerato tre tipologie di ponteggio a telai
prefabbricati, con telaio aperto a portale, di produzione italiana:
- “
ponteggio
Carpedil tipo A31/2500 con telaio a spinotti;
- ponteggio Carpedil tipo A33/2500 con
telaio a boccole;
- ponteggio Dalmine “REALPONT EU 92”,
Tipo “Portale 105 a boccole” con tavole metalliche PD-FAP”.
La ricerca si è sviluppata attraverso una parte
sperimentale, una parte numerica e, infine, una parte gestionale .
La fase sperimentale ha affrontato il
problema della risposta dei diagonali di facciata ed è stata sviluppata “nel
rispetto delle prescrizioni delle norme UNI EN 12810-2:2004 e UNI EN 12811-3:2005”.
Obiettivo di questa parte è “la
definizione di una
legge semplificata
spostamento-azione assiale associata ai diagonali, visti come parte
integrante del
sistema
di facciata”.
In questo modo – continua la
relazione – “si è inteso superare le limitazioni che la schematizzazione di
asta incernierata ai montanti, adottata usualmente per la modellazione dei
diagonali di facciata, comporta”.
La fase numerica della ricerca si è
occupata invece dello “studio della risposta dei sistemi intelaiati attraverso
lo sviluppo di analisi numeriche condotte mediante i codici calcolo Ansys e PEP micro”.
Rimandandovi alla lettura integrale del voluminoso
documento, ricco di allegati, riepiloghiamo alcuni dei risultati evidenziati.
Come già detto la parte
sperimentale della ricerca si è occupata della “risposta dei diagonali di
facciata visti come parte integrante del sistema intelaiato”.
Per determinare una “legge spostamento-azione assiale
associata al diagonale, facilmente implementabile nei modelli 3D di analisi
numerica”, è stato progettato un “
dispositivo
di prova per mezzo del quale sono stati ‘testati’ dei ‘sistemi di facciata’
dotati di diagonali, appartenenti alle tre tipologie di
ponteggio
considerate nello studio”.
Sono state effettate 36 prove, 12 per ciascuna tipologia di
ponteggio
nel rispetto delle prescrizioni della norma UNI EN 12810-2:2004.
È stato possibile “determinare delle
leggi multilineari associate ai diagonali delle tre tipologie di
ponteggio,
che riassumono in modo semplificato l’articolata risposta dei sistemi di
facciata.
Inoltre il lavoro “ha permesso di puntualizzare alcuni
aspetti riguardanti sia l’aspetto normativo, sia la risposta dei sistemi in
sé”.
Ad esempio sul fronte
normativo si è osservato “come le informazioni riguardanti le modalità di
attuazione della sperimentazione, intese come sistema di prova e modalità di
svolgimento delle prove, siano trattati in modo succinto e non esaustivo
lasciando all’operatore libertà gestionale ed operativa. Analoghe considerazioni possono essere fatte
anche per quanto riguarda la procedura di elaborazioni dati che, così come
descritta dalla normativa, presenta alcuni punti non chiari e, per certi
aspetti contraddittori, non facilitando l’operatore nella fase di analisi dei
risultati. A ciò si aggiunge il fatto
che la procedura è laboriosa e caratterizzata da un onere computazionale non
trascurabile”.
Continuando con i risultati della prima fase della ricerca,
il lavoro indica che le “risposte
sperimentali dei tre sistemi di facciata, hanno evidenziato un
comportamento marcatamente asimmetrico, sia per quanto riguarda gli scorrimenti
iniziali, sia per quanto riguarda la risposta per livelli di carico più
rilevanti. La variabilità dei giochi tra diagonali e sistemi di connessione al
montante (boccole o spinotti) e la diversa rigidezza dei sistemi in trazione e
compressione si è tradotta in risposte sperimentali asimmetriche”.
La
seconda fase dello
studio, “che ha voluto contribuire all’approfondimento delle conoscenze
sulla risposta dei
ponteggi,
si è attuata mediante analisi numeriche svolte per tutti e tre i sistemi di
ponteggio considerati”.
Lo studio, “che si è attuato mediante analisi elastiche del
secondo ordine, ha considerato sia la risposta dei sistemi nella loro globalità
(modelli 3D) sia la risposta nel
piano di stilata (modello 2D)”.
In particolare i
“risultati di preliminari analisi svolte durante la fase di messa a punto dei
modelli, hanno permesso di evidenziare l’importanza della risposta del sistema
di piano nei confronti della prestazioni dei sistemi, l’influenza della
distribuzione dei vincoli all’opera servita nei confronti delle risposta delle
stilate e l’affidabilità dei modelli 2D di stilata”.
Sulla scorta dei risultati preliminari sono state poi svolte
delle “
analisi di sensitività, con
l’obiettivo di analizzare la risposta dei sistemi al variare delle imperfezioni
alla base e della risposta del sistema di impalcato. I risultati delle analisi
hanno evidenziato come le
prestazioni
dei ponteggi siano influenzate in modo rilevante dalle imperfezioni alla
base: riduzioni del 25% delle imperfezioni possono determinare un incremento
del 13% (analisi 3D) e del 19% (analisi 2D-stilata B) della capacità portante
ultima”.
È stata investigata anche “l’influenza della
schematizzazione del
sistema di
controvento di facciata sulla risposta globale dei
ponteggi”.
I risultati delle analisi hanno “permesso di evidenziare
come la diversa modellazione del diagonale di
facciata,
rispetto all’ipotesi di diagonali incernierati ai montanti usualmente adottata,
non determina una sostanziale riduzione della capacità portante ad eccezione
del caso in cui il sistema di piano non sia in grado di svolgere una adeguata
azione di controventamento”.
In relazione alle difficoltà del modello proposto dalla
normativa UNI EN 12810-2:2004 nel predire il carico di collasso del sistema,
sono stati fatti degli studi per la definizione di un nuovo “modello 2D di facciata che si è
mostrato in grado di predire con maggiore accuratezza la risposta dei sistemi
considerati”.
Le difficoltà operative “conseguenti alla gestione dei
modelli di calcolo, specie se riferite alla risposta globale del sistema, hanno
suggerito l’opportunità dello sviluppo di una procedura automatizzata finalizzata alla gestione dei dati
necessari alla ‘costruzione’ di un modello di calcolo”.
La procedura gestionale progettata “si propone come
strumento dedicato alla raccolta ordinata dei parametri necessari alla
scrittura del codice di input dati nel linguaggio di macroprocedura
caratteristico del programma ad elementi finiti che si intende utilizzare”.
Infine un cenno agli sviluppi
futuri.
L’articolata risposta dei
sistemi
di ponteggio “lascia aperti innumerevoli fronti sui quali ancora
investigare, sia dal punto di vista numerico, sia dal punto di vista
sperimentale”.
In futuro l’eventuale estensione sistematica di questi
studi ad una più ampia gamma di
tipologie di
ponteggio
“permetterebbe di trarre delle indicazioni utili ai fini progettuali
sicuramente più esaustive riguardo alla risposta complessa di queste
strutture”.
Questi studi potrebbero fornire delle utili indicazioni
anche per quanto riguarda l’aspetto della
robustezza
strutturale: la “capacità della
struttura di subire danni non sproporzionati alle cause che li hanno
generati”.
L’indice del
documento:
1. IL PROGETTO DI RICERCA
1.1 La progettazione dei ponteggi: criteri operativi e
aspetti critici
1.2 I contenuti del lavoro
2. LA CARATTERIZZAZIONE DEL SISTEMA DI CONTROVENTO DI
FACCIATA
2.1 L’attrezzatura di prova
2.2 Il sistema di misura
2.3 La campagna di indagine sperimentale
2.4 Le modalità di prova
2.5 Le prove effettuate e le modalità di collasso
2.6 I risultati sperimentali
2.7 Il modello della risposta
2.7.1 Il modello della risposta secondo il documento UNI EN
12811-3:2005
2.7.1.1 Determinazione della resistenza caratteristica (Rk)
e della resistenza
di progetto (Rd)
2.7.1.2 Determinazione dello scorrimento e della rigidezza
2.7.1.3 I risultati delle elaborazioni
2.7.1.4 Determinazione della legge globale
spostamento-azione assiale
2.7.1.5 La legge globale spostamento-azione assiale
2.8 Considerazioni finali
3. LE ANALISI NUMERICHE
3.1 I casi considerati
3.2 I modelli di calcolo
3.2.1 Le caratteristiche generali del modello 3D
3.2.2 Le caratteristiche generali del modello 2D
3.3 Le analisi numeriche 3D e 2D
3.3.1 I risultati delle analisi 3D
3.3.2 I risultati delle analisi 2D
3.3.3 Confronti tra i risultati delle analisi 3D-2D
3.4 Considerazioni finali
4. LE ANALISI DI SENSITIVITA’
4.1 L’influenza delle imperfezioni alla base
4.2 L’influenza della rigidezza del sistema di impalcato
4.3 L’influenza dello scorrimento iniziale del sistema di
impalcato
4.4 Considerazioni finali
5. L’INFLUENZA DEL DIAGONALE DI FACCIATA
5.1 Il modello di calcolo
5.2 Le analisi numeriche
5.3 Considerazioni finali
6. IL MODELLO 2D DI FACCIATA
6.1 Il modello 2D di facciata secondo la norma UNI EN
12810-2:2004
6.2 La proposta alternativa per il modello 2D di facciata
6.3 Considerazioni finali
7. LA PROCEDURA AUTOMATIZZATA PER LA GESTIONE DEI DATI
7.1 La procedura automatizzata per le analisi 3D
7.1.1 Descrizione della procedura automatizzata
7.1.1.1 Definizione della mesh del telaio e della facciata
7.1.1.2 Tipologie di elementi finiti utilizzati e loro
caratteristiche
7.1.1.3 Definizione delle proprietà delle sezioni e dei
materiali
7.1.1.4 Condizioni di vincolo tra gli elementi
7.1.1.5 Condizioni di vincolo esterne
7.1.1.6 Imperfezioni
7.1.1.7 Condizioni di carico e tipologie di analisi
7.1.1.8 Generazione del file di input
7.1.1.9 Output dati
7.2 La procedura automatizzata per le analisi 2D
7.3 Confronti fra i risultati di SAP e di ANSYS
7.3.1 Condizioni di carico
7.3.2 Confronto fra i risultati di SAP e di ANSYS per le
analisi 3D
7.3.3 Confronto fra i risultati di SAP e di ANSYS per le
analisi 2D nel piano di stilata
7.4 Considerazioni finali
8. CONCLUSIONI
8.1 Riepilogo dei principali risultati
8.2 Sviluppi futuri
RINGRAZIAMENTI
BIBLIOGRAFIA
Tiziano Menduto